Piano scuola, Donazzan: in Veneto servono 900 docenti e 1.200 ATA in più, si rischia di averli in classe non prima di novembre

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Donazzan (FdI): Piano scuola completamente riscritto dalle Regioni, quello presentato dalla Azzolina era irricevibile. L’assessore del Veneto per l’Istruzione, Elena Donazzan, non usa mezzi termini nell’esprimere il suo disappunto in riferimento al Piano per la scuola 2020/2021, presentato dalla ministra Azzolina.

Piano irricevibile, regione Veneto determinante per le modifiche al documento

“Le Regioni, in particolare il Veneto, hanno avuto un ruolo determinante nella riscrittura del Piano scuola 2020/21 contenente il Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative” cosi dichiara Elena Donazzan, assessore regione Veneto per l’istruzione.

“Abbiamo ottenuto un buon risultato in riferimento al Piano scuola, riguardo:

• le distanze interpersonali
• l’utilizzo della mascherina;
• la riorganizzazione degli spazi.

“Ma resta forte la preoccupazione per la carenza di organico nella nostra regione: a settembre mancheranno 900 docenti e 1200 operatori Ata”

Responsabilità scaricate sui Dirigenti scolastici e gli Enti locali

Parole dure da parte della Donazzan nei confronti della ministra Lucia Azzolina:

“Il documento iniziale era inammissibile per le Regioni, perché inapplicabile, dato che presumeva responsabilità indistinte e scaricava sui Dirigenti scolastici e sugli Enti locali il problema dell’organizzazione degli spazi e dei trasporti. I sindacati e le associazioni nazionali dirigenti scolastici l’hanno bocciato immediatamente; persino alcuni sindaci-insegnanti, ai quali ho personalmente chiesto una valutazione, hanno espresso un giudizio negativo. Concretamente ci siamo ritrovati davanti ad un Piano scuola totalmente da bocciare, per restare in tema. La ministra Azzolina si è anche sottratta alla riunione per la riscrittura completa del documento, presentandosi soltanto l’ultimo giorno dei tre dedicati al confronto”

Le questioni decisive riscritte dalle Regioni: mascherine, distanza rime buccali

“Il nuovo piano delle Regioni definisce alcune semplici tematiche – prosegue Donazzan:
• l’inizio dell’anno scolastico, fissato al 14 settembre, anche se continuerò a chiedere che i seggi elettorali siano allestiti fuori dalle scuole;
• l’utilizzo della mascherina; decisione, che in base alle valutazioni del CTS verrò rinviata a ridosso dell’inizio del nuovo anno scolastico;
• la distanza interpersonale in aula di un metro, da calcolarsi non tra banco e banco ma da testa a testa, in modo che sia possibile una migliore gestione degli spazi”.

Docenti rischiano di arrivare non prima di novembre

L’assessore conclude il suo intervento manifestando preoccupazione per l’inizio del nuovo anno scolastico:

“Rischiamo di non avere la necessaria copertura di docente e personale scolastico; gli errori di programmazione e il farraginoso meccanismo nazionale messo in piedi dal ministero per l’assegnazione dei docenti rischia di far arrivare i docenti definitivi in classe non prima di novembre”.

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