Un piano nazionale per la musica a scuola: una proposta per “La Buona Scuola”

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Oggi 6 ottobre esperti di settore hanno presentato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in un convegno-evento, la loro proposta al Governo per un Piano nazionale per la musica a scuola.

La proposta arriva dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della consultazione indetta dal Ministero su “La Buona Scuola”.

Oggi 6 ottobre esperti di settore hanno presentato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in un convegno-evento, la loro proposta al Governo per un Piano nazionale per la musica a scuola.

La proposta arriva dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della consultazione indetta dal Ministero su “La Buona Scuola”.

La proposta è stata illustrata dal Presidente del Comitato, il professor Luigi Berlinguer, accompagnato dai musicisti e testimonial della giornata Paolo Fresu, Danilo Rea e Paolo Damianied ha come obiettivo l’introduzione dell’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti e promuovere una forte sensibilizzazione del pubblico, più in generale, verso le manifestazioni musicali.

Il “piano triennale”  da una parte cerca di far tesoro di tutte le “buone pratiche” che sulla musica sono state avviate nella scuola italiana dopo il DM 8 del 2011 – quello che ha stabilito che la musica nella scuola primaria dev’essere insegnata da insegnanti specializzati e ha avviato attività di formazione per gli insegnanti già in servizio – e dall’altra indica  tutti i propositi e le indicazioni che, per quanto inseriti in norme di legge, sono rimasti “completamente disattesi”.

“Finora è mancata un’incisiva presenza formativa della musica nel sistema scolastico e anche le diverse norme emanate in proposito nel corso degli ultimi anni non sono state attuate”, si legge nel documento.

La proposta di accordo-quadro prevede il lancio di “programmi di grande impatto pratico e comunicativo”, come Uno strumento musicale per ogni ragazzo” o Un coro in ogni classe, con l’apporto di Fondazioni, teatri, scuole di musica, sponsor. Prevede che il Miur, come detto, metta a sistema tutte le buone pratiche esperite in questi anni.
Le  Regioni sono chiamate a finanziare “attività da collocare preferibilmente presso strutture scolastiche, corsi di formazione per docenti di Musica organizzati con la opportuna consulenza scientifica, in modo da favorire la sinergia tra le azioni promosse dalla scuola, dalle Università, dalle Istituzioni AFAM e quelle realizzate da soggetti pubblici e privati”.

I Comuni devono sviluppare “Piani dell’offerta formativa territoriale per la musica” condivisi con le scuole, mentre le scuole  devono promuovere" l’incontro dei giovani con la musica, nel Piano dell’offerta formativa, con la piena attuazione delle Indicazioni nazionali in relazione alla pratica musicale per i dieci anni dell’obbligo di istruzione e con la promozione di strutture orarie che armonizzino l’utilizzo dell’organico specifico e la quota di flessibilità per lo sviluppo della pratica musicale”.

il piano

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