Piano Nazionale Formazione docenti, al via a settembre. A disposizione 24 milioni di euro

di redazione
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In data odierna, avrebbe dovuto svolgersi la presentazione del Piano Nazionale di Formazione dei docenti, presentazione rinviata a causa di sopraggiunti impegni del Ministro, tuttavia il Piano è stato oggetto di informativa sindacale il 26 luglio u.s. 

In data odierna, avrebbe dovuto svolgersi la presentazione del Piano Nazionale di Formazione dei docenti, presentazione rinviata a causa di sopraggiunti impegni del Ministro, tuttavia il Piano è stato oggetto di informativa sindacale il 26 luglio u.s. 

Ricordiamo che il Piano Nazionale di Formazione dei docenti è una novità introdotta dalla legge n. 107/2015 al comma 124, che ha reso la formazione dei docenti permanente, obbligatoria e strutturale. tale formazione deve essere coerente con il PTOF e il PDM della Scuola, sulla base delle priorità del citato Piano, che deve essere adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sentite le organizzazioni sindacali.

Nell'incontro del 26, come suddetto, l'Amministrazione ha illustrato il Piano alle OO.SS., comunicando che esso partirà a settembre, mese in cui dovranno anche individuarsi le scuole capofila che gestiranno i fondi stanziati, 24 milioni di euro in totale.  

Il Piano, secondo quanto riferito ai sindacati, dovrebbe articolarsi in: esigenze Nazionali, in primis competenze digitali e linguistiche ed esigenze della scuola finalizzate al miglioramento e allo sviluppo professionale dei docenti, per i quali sarà istituito un portfolio professionale del docente.

Al Piano Nazionale, dunque, deve legarsi il Piano di Formazione dell’Istituto; entrambi, oltre alle necessità specifiche delle singole istituzioni scolastiche e tra le altre competenze da far acquisire/potenziare ai docenti,  dovranno porre in essere attività formative volte al potenziamento delle competenze di sistema, per implementare le competenze di base e l’innovazione tecnologica e  delle competenze relative alle diverse modalità di inclusione, non solo degli alunni stranieri o per il sostegno, ma anche per altre forme di inclusione quale la dispersione e il disagio giovanile.

L'attuazione del Piano, ha ancora comunicato il Miur, dovrà essere monitorata da un apposito gruppo di lavoro.

La formazione potrà essere organizzata da specifiche reti di scopo appositamente create.

Altro argomento affrontato ha riguardato  la questione dei formatori della scuola e l'eventuale valorizzazione economica dell’impegno della formazione.

Alla luce di quanto sopra descritto, sembra trovare conferma quanto già anticipato da OS, ossia un modello di formazione articolato su due livelli strettamente correlati tra loro –  nazionale e locale – di cui abbiamo parlato in

"Formazione obbligatoria del personale docente deve avere ricadute sull'apprendimento degli alunni"

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