Piano nazionale di ripresa e resilienza, Udir: “Maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro e tutele per il dirigente scolastico”

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Comunicato Udir – Ieri, martedì 18 maggio, ha avuto luogo un incontro con il presidente del comitato di settore regioni-sanità della Conferenza delle Regioni, l’assessore Davide Caparini: Marcello Pacifico, segretario organizzativo Confedir e presidente nazionale Udir, ha partecipato e discusso di istruzione.

Marcello Pacifico: “Per quanto concerne la scuola, per ottenere un profondo miglioramento si deve obbligatoriamente agire su più fronti, in un’ottica sistemica che consenta flessibilità e semplificazione della burocrazia. Bisogna coinvolgere la conferenza unificata e il Governo alla riformulazione delle regole sul dimensionamento scolastico con un tavolo specifico e urgente sul DPR 81/2009 per riaprire in sicurezza per il prossimo anno scolastico, a partire dell’assegnazione delle nuove 400 sedi di presidenza riattivate dall’ultima legge di bilancio. Il tema degli investimenti sarà centrale anche per ripristinare il Fun tagliato negli scorsi anni. Nell’attuale decreto legge 59/2021 sul fondo complementare di finanziamento del PNRR manca un cofinanziamento con il recupero delle risorse (10 miliardi) tagliate dalla legge 133/2008. È necessaria una riforma del testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che faccia chiarezza e dia tutela al dirigente scolastico inquadrato quale datore di lavoro per chiarire le responsabilità rispetto ai proprietari degli immobili. Sulla progressione di carriera poi bisogna equiparare la dirigenza scolastica alla dirigenza dello Stato nelle altre aree della dirigenza con una progressione che rispetti il merito acquisito”

A proposito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, secondo Confedir, non sono più rinviabili le riforme di cui ha bisogno il Paese, perché queste condizioneranno la realizzazione del PNRR e di conseguenza il futuro dell’Italia, limitandone lo sviluppo e la ripresa economica. Pacifico ha sottolineato come “la digitalizzazione e l’innovazione sono assi strategici del Piano: è necessario sviluppare l’innovazione digitale per ridurre il divario del nostro Paese con gli altri leader mondiali. L’Italia è divenuta più digitale e la pandemia da Covid-9 lo ha dimostrato, ma i progressi non sono sufficienti; sono necessari investimenti per l’innovazione ma anche per la formazione che permetta la riqualificazione del personale. Occorrono maggiori risorse per la formazione dei dipendenti pubblici, la rivoluzione digitale richiede un capitale umano adeguatamente formato e qualificato”.

Missione Istruzione e Ricerca

Per quanto riguarda la missione Istruzione, nella relazione presentato da Confedir, “si apprezzano le molteplici proposte di innovazione e lo sguardo d’insieme. Appare chiaro che per ottenere un profondo miglioramento si deve obbligatoriamente agire su più fronti, in un’ottica sistemica che consenta flessibilità e semplificazione della burocrazia. Il tema degli investimenti sarà centrale anche per ripristinare il Fun tagliato negli scorsi anni”, per quanto riguarda i dirigenti scolastici.

Pacifico ha evidenziato alcune necessità; infatti, “al progetto Scuola 4.0 deve essere affiancato il progetto Scuole Sicure attraverso l’utilizzo dei fonti sull’edilizia scolastica, con una rivisitazione dell’attuale dimensionamento scolastico, della formazione delle classi, delle attività laboratoriali correlate e dei trasporti pubblici; nello sviluppo delle competenze, bisogna porre attenzione anche al pensiero creativo e alle attività tipiche dell’emisfero cerebrale sinistro, attraverso il metodo Dalcroze, la kinesiologia educativa, il lavoro sui profili di dominanza, la musica pratica, le attività laboratoriali, l’arte-terapia, la psicomotricità, la musica d’insieme, lo sport con chiari obiettivi educativi e non solo agonistici, la stabilizzazione egli sportelli d’ascolto psicologici nell’organico scolastico insieme al medico”.

Le battaglie del sindacato

Come ha più volte sottolineato anche Udir, è necessaria una riforma del testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che faccia chiarezza e dia tutela al dirigente scolastico inquadrato quale datore di lavoro, come si è potuto rimarcare anche durante l’emergenza epidemiologica, mentre si deve garantire il diritto alla mobilità del personale dirigente a fronte di procedure nazionali di reclutamento e del rispetto del diritto alla famiglia e al lavoro.

Sulla progressione di carriera poi bisogna equiparare la dirigenza scolastica alla dirigenza dello Stato nelle altre aree della dirigenza con una progressione che rispetti il merito acquisito e tenga conto anche del contesto in cui è collocata la comunità educante. Bisogna promuovere il service learning con modalità di presa in cura del territorio da parte degli utenti stessi e lo spin off con collaborazioni pratiche tra università e istituzioni scolastiche, e il riconoscimento giuridico dei Patti di Comunità.

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