Formazione insegnanti, anche sulle discipline: Miur suggerisce argomenti. Le risorse

di redazione
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La Formazione dei docenti, così come introdotta dal Miur con la legge 107/2015 e disciplinata dal DM 797/2016, giunge nel 2018/19 alla sua terza e ultima annualità di vigenza.

Sulla formazione degli insegnanti il Miur ha pubblicato un’apposita nota relativa alla  ripartizione dei fondi per le iniziative formative relative alla terza annualità del Piano.

Fondi terza annualità

Le risorse  previste per la terza annualità del Piano di Formazione per gli insegnanti ammontano a  € 29.678.555,00, cui si aggiungono altri fondi di minore entità per:

  • l’inclusione;
  • l’anno di prova e formazione dei neo-assunti;
  • l’auto-formazione e aggiornamento, ossia le risorse previste con la Carta del docente di 500 euro.

Fondi per regione

I fondi  sono ripartiti proporzionalmente in base al numero dei docenti di ruolo in servizio in ogni regione.

Le risorse saranno assegnate, come in precedenza, direttamente alle scuole-polo per la formazione.

Il finanziamento è comprensivo anche del fondo (1%) da destinare a misure regionali di coordinamento, incontri, conferenze di servizio, monitoraggio e supporto, che verrà attribuito alla scuola-polo del capoluogo di regione.

Ecco i fondi assegnati a ciascuna regione:

Attività e modalità di formazione deliberate dal collegio dei docenti

Nella nota si ricorda che le modalità di svolgimento della formazione in servizio vengono deliberate dal Collegio dei docenti sulla base del PTOF, all’interno del quale  inserire il Piano delle azioni formative.

L’obiettivo del Piano è quello di rispondere alle esigenze di formazione dei singoli docenti da inserire nel quadro di sviluppo e miglioramento di ciascuna scuola (con riferimento a PTOF, RAV e PdM).

Metodologie formative

Riguardo alle modalità di svolgimento dei corsi, bisogna evitare di ridurre i percorsi formativi a meri corsi di aggiornamento, di carattere prevalentemente trasmissivo.

Criteri di qualità

Il Miur ha indicato alcuni criteri da seguire nella programmazione delle attività formative:

  • operare perché i bisogni formativi espressi dalle scuole (singole o associate in reti di scopo) trovino la giusta considerazione nei piani costruiti a livello territoriale;
  •  rilievo ai bisogni formativi dei singoli docenti, con particolare riferimento alle specificità disciplinari;
  • ricorso ad attività di ricerca didattica e formazione sul campo incentrate sull’osservazione, la riflessione, il confronto sulle pratiche didattiche e i loro risultati, evitando trattazioni astratte e accademiche;
  •  valorizzare le scuole e le esperienze di carattere innovativo
  • coinvolgere, in modo più incisivo, le strutture universitarie, le associazioni professionali, gli enti e i soggetti qualificati/accreditati

Iniziative formative

La nota indica le iniziative che vanno comunque assicurate, secondo le priorità nazionali, e che riguardano:

  • il tema delle competenze e delle connesse didattiche innovative
  • il tema della valutazione degli apprendimenti
  • il tema dell’autonomia organizzativa e didattica
  • il rafforzamento della formazione nelle lingue straniere
  • l’integrazione multiculturale e cittadinanza globale
  • l’insuccesso scolastico e contrasto alla dispersione

Altre azioni suggerite riguardano:

  • approfondimenti di carattere disciplinare in relazione all’attuazione delle Indicazioni nazionali  e delle Linee Guida
  • continuità delle azioni relative al Piano Nazionale Scuola Digitale, per cui si rimanda alle apposite e distinte indicazioni operative della Direzione generale del MIUR, competente in materia.

nota

Piano formazione docenti 2016/19, attività sull’inclusione: info Miur. Le risorse

Formazione neoassunti 2018/19, risorse per regione. Le novità

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