Piano formazione dirigenti scolastici: quali competenze? Quale il legame con la valutazione?

di Giovanna Onnis
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Come chiarito nel nostro articolo, il MIUR con la nota n.40586 del 22/12/2016, avente come oggetto il “Piano di formazione per i dirigenti scolastici in servizio e neoassunti a.s. 2016-2017 ” e la relativa assegnazione delle risorse finanziarie, ha stabilito la necessità di attivare percorsi di formazione rivolti ai dirigenti scolastici in servizio e ai neoassunti, con l’obiettivo di sviluppare le indispensabili competenze professionali necessarie per mettere in pratica tutte le innovazioni previste dalla Legge 107.

Una particolare attenzione deve essere riservata, come indica il MIUR nell’art.2 del Decreto Dipartimentale n.1441 del 22/12/2016, alla progettualità connessa con il potenziamento dell’offerta formativa e la gestione dell’organico dell’autonomia nonché alla formazione continua del personale della scuola.

Con la legge 107 ai dirigenti scolastici vengono affidate, infatti, nuove funzioni e responsabilità nella conduzione delle istituzioni scolastiche ed è in virtù di ciò che il MIUR ritiene opportuno, in questa fase di innovazione del nostro sistema educativo, dedicare una specifica attenzione alla formazione in servizio dei dirigenti scolastici, con l’obiettivo di “accompagnare le trasformazioni introdotte dalla Legge n. 107/2015, per favorirne un’attuazione unitaria, coerente e condivisa”.

Le nuove funzioni e responsabilità dei dirigenti scolastici, così come richiamate nella nota ministeriale succitata, fanno esplicito riferimento ai commi 78 e 93 della legge 107/2015 e tutta l’attività di formazione deve essere in sintonia con quanto stabilisce la normativa citata.

I riferimenti normativi fondamentali del profilo professionale del dirigente scolastico vengono confermati (art. 25 del Dlgs. 165/2001, Dlgs. 150/2009, Dpr. 80/2013), ma viene effettuato un più esplicito richiamo ai compiti di indirizzo e promozione del piano dell’offerta formativa e di valorizzazione di tutte le risorse professionali della comunità scolastica.

In base al comma 78 della legge 107, esplicitamente citato nella nota ministeriale riguardante la formazione dei dirigenti scolastici, si stabilisce che per dare piena attuazione all’autonomia scolastica e alla riorganizzazione del sistema di istruzione, il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio, garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali, nonché gli elementi comuni del sistema scolastico pubblico, assicurandone il buon andamento.

A tale scopo, svolge compiti di direzione, gestione, organizzazione e coordinamento ed e’ responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché della valorizzazione delle risorse umane.

Per lo svolgimento di tali compiti, quindi, i dirigenti scolastici devono essere opportunamente formati al fine di potenziare le loro competenze professionali per l’ottimale raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla normativa citata.

In virtù di questo, nel punto 4 della nota ministeriale 40586/2016 si individuano gli ambiti tematici e di approfondimento che potrebbero interessare la formazione specifica dei dirigenti scolastici tenendo in dovuta considerazione le priorità del Piano Nazionale di formazione (D.M. n. 797/2016), gli elementi innovativi contenuti nella Legge n. 107/2015 e in sintonia con particolari esigenze formative segnalate dai dirigenti stessi.

I temi oggetto di possibile approfondimento, che coinvolgono più direttamente la sfera d’azione dei dirigenti, così come prospettati dal MIUR, sono i seguenti:

1. Gli strumenti per l’attuazione delle reti di scuole

2. Le modalità di gestione dell’organico dell’autonomia e di potenziamento

3. Le figure “intermedie” e l’organizzazione del lavoro collaborativo dei docenti (referenti, gruppi, dipartimenti, ecc.)

4. I nuovi ambienti di apprendimento e i modelli organizzativi innovativi

5. La valorizzazione della professionalità docente

6. La promozione della formazione in servizio “obbligatoria, permanente, strutturale”

7. La progettazione dell’alternanza scuola-lavoro (figure, ruoli, modelli)

8. La gestione delle relazioni umane (ascolto, conflitti, decisioni, ecc.)

9. Il curricolo verticale, la didattica per competenze, la valutazione formativa

10. L’orientamento, il curricolo dello studente, la personalizzazione dei percorsi

11. Le dimensioni della progettualità scolastica e i relativi atti di indirizzo (PTOF, PdM, PAI, ecc.).

Ogni ambito tematico, come chiarisce il MIUR, dovrà essere affrontato secondo lo specifico punto di osservazione del dirigente scolastico, delle sue responsabilità e prerogative, dell’incidenza della sua azione nella vita della scuola.

La formazione dei dirigenti scolastici finalizzata, come già sottolineato, al raggiungimento delle adeguate competenze professionali per l’attuazione di tutte le innovazioni previste dalla legge 107, ha, inoltre la doppia finalità di consentire agli stessi dirigenti il raggiungimento di un risultato positivo nella loro valutazione, così come prevista dell’articolo 25, comma 1, del D.Lgs 165/2001:

Nell’ambito dell’amministrazione scolastica periferica e’ istituita la qualifica dirigenziale per i capi di istituto preposti alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali e’ stata attribuita personalità giuridica ed autonomia a norma dell’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni. I dirigenti scolastici sono inquadrati in ruoli di dimensione regionale e rispondono, agli effetti dell’articolo 21, in ordine ai risultati, che sono valutati tenuto conto della specificità delle funzioni e sulla base delle verifiche effettuate da un nucleo di valutazione istituito presso l’amministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente e composto da esperti anche non appartenenti all’amministrazione stessa.

La stessa Legge 107 nel comma 93 fa esplicito riferimento al decreto legislativo citato: “La valutazione dei dirigenti scolastici e’ effettuata ai sensi dell’articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”

Così come, nello stesso comma 93, vengono fornite specifiche indicazioni riguardanti la valutazione dei dirigenti scolastici:

Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, in coerenza con le disposizioni contenute nel decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e dei seguenti criteri generali:

a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;

b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;

c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale;

d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;

e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

I criteri generali che saranno alla base della valutazione dei dirigenti scolastici, valutazione messa in atto dal nucleo di valutazione così come stabilito nel comma 94 della legge 107, sono collegati, quindi, alle competenze che ogni buon dirigente scolastico deve avere e deve dimostrare nell’esercizio della sua funzione ed è in base anche a questi importanti criteri che il MIUR ha segnalato possibili ambiti tematici di interesse per la loro specifica formazione.

La scelta delle tematiche per la formazione dovrà in ogni caso essere effettuata in base alle disposizioni ministeriali e ogni dirigente scolastico potrà scegliere due nuclei tematici di maggior interesse tra quelli inseriti in un catalogo di contenuti tematici, predisposto a livello regionale.

Come stabilisce il Decreto Dipartimentale 1441/2016, infatti, in ogni regione si costituiscono gruppi di formazione tematici, composti mediamente di 25 dirigenti scolastici, che operano di norma su base provinciale, ferma restando la possibilità di aderire ad un gruppo attivato in ambito territoriale diverso, in relazione al tema di ricerca prescelto. Ogni dirigente scolastico potrà optare, quindi, per due unità formative , che dovranno essere realizzate nei due semestri del 2017, in base alla programmazione del lavoro definita a livello regionale.

Obiettivi della formazione e competenze professionali dei dirigenti scolastici sono, quindi, direttamente collegati alla specifica valutazione alla quale i dirigenti, in base al comma 93 della legge 107, saranno sottoposti.

La nota n.40586 del 22/12/2016

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