Piano Estate, a Milano scuole divise. C’è chi è contrario: “I docenti non sono degli intrattenitori”

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L’ultima campanella dell’anno scolastico in Lombardia suonerà tra il 7 e l’8 giugno, ma non per tutte le scuole. Il “Piano Estate”, finanziato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con 400 milioni di euro, offre la possibilità di prolungare le attività didattiche con percorsi sportivi, corsi di materie STEM, musica e inglese.

Tuttavia, l’adesione al progetto è a macchia di leopardo, a causa dei tempi stretti per la presentazione delle domande e delle diverse opinioni all’interno degli istituti, come si legge sul Corriere della Sera.

Alcune scuole, come il Thouar Gonzaga e il Vivaio, hanno scelto di partecipare al Piano Estate dopo aver sondato l’interesse delle famiglie. La dirigente Adriana Colloca sottolinea l’importanza di supportare le famiglie nel risparmiare sui costi dei campus estivi e di offrire ai ragazzi opportunità di apprendimento e socializzazione durante le lunghe vacanze scolastiche. Tuttavia, Colloca evidenzia anche un problema: la partecipazione non è obbligatoria e spesso i ragazzi che ne avrebbero più bisogno finiscono per non usufruirne.

Altre scuole, come la Leonardo Da Vinci e la Giusti d’Assisi, hanno deciso di non aderire al progetto, a causa di lavori di ristrutturazione in corso o della mancanza di una forte richiesta da parte delle famiglie. La Barozzi, invece, sta valutando la possibilità di proporre attività di musica, teatro e sport, con l’obiettivo di favorire l’aggregazione e l’inclusione.

L’Istituto comprensivo Alda Merini, che da dieci anni offre attività estive, utilizzerà i fondi del Piano Estate per ampliare la propria offerta, grazie a una rete di collaborazioni con il quartiere che gli permette di essere indipendente dai finanziamenti. Il preside Angelo Lucio Rossi sottolinea l’importanza di queste attività per i ragazzi che non vanno in vacanza e per l’emergenza educativa che riguarda anche le seconde generazioni.

Di parere opposto è la dirigente dell’Istituto Iqbal Masih di Baggio, Carmen Lanzotti, che ritiene che il compito degli insegnanti sia quello di insegnare e non di “intrattenere” i ragazzi con attività ludico-ricreative. Anche la Pezzani non aderisce al Piano Estate, ma offrirà un campus gratuito per i ragazzi delle medie in collaborazione con il Comune.

Il dibattito sull’adesione al Piano Estate riflette la diversità di visioni e di esigenze all’interno del mondo scolastico milanese. La decisione di partecipare o meno al progetto dipende da molteplici fattori, tra cui la disponibilità di spazi e risorse, le richieste delle famiglie e la filosofia educativa di ciascun istituto.

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