Piano estate 2024, il pedagogista: “Serve chiarezza. Se le attività saranno di tipo ludico i docenti potrebbero non avere competenze”

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Sul piano estate 2024 il pedagogista Mario Maviglia, su Il Giornale di Brescia, esprime il suo punto di vista, salutando positivamente l’idea in sè facendo notare però che esistono alcuni aspetti da chiarire, in particolare il vero ruolo della scuola e degli insegnanti.

L’idea in sé non è male – scrive Maviglia – e ricalca una vecchia proposta avanzata già all’epoca dal Ministro Berlinguer che non ha mai avuto grande seguito“.

Di fatto – prosegue – il periodo estivo è da sempre appannaggio di enti locali, oratori e altre agenzie del territorio, che organizzano attività varie quasi sempre a pagamento. I fondi stanziati potrebbero alleggerire i costi o definire interventi gratuiti“.

Tuttavia, secondo Maviglia, “si tratta però di definire meglio il ruolo che dovrebbe svolgere la scuola nell’allestimento di questi progetti. Infatti, se le attività si caratterizzano essenzialmente come ludico-ricreative non è detto che i docenti abbiano le competenze adeguate per gestire queste attività diverse da quelle scolastiche“.

Se invece assumono una valenza di tipo didattico, sportivo, musicale o teatrale – osserva l’esperto – si tratta di verificare se i docenti disponibili abbiano queste competenze”.

Maviglia pone anche altri punti da chiarire: “Più le attività si caratterizzano in senso scolastico e più rischiano di demotivare i ragazzi“.

Inoltre, se tali attività si svolgeranno più che altro dentro gli istituti scolastici, “occorre valutare la tenuta psicofisica di adulti e minori in ambienti non sempre climatizzati“.

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