Piano Educativo Individualizzato (PEI): un esempio per la Secondaria di II grado

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Il Decreto 182/2020 prevede l’adozione del modello nazionale di “Piano educativo individualizzato” e delle correlate “Linee guida”, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.

31Le novità principali, oltre l’adozione di un modello unico a livello nazionale, uno per ogni ordine di scuola (infanzia, primaria, secondaria I grado, secondaria di secondo grado), sono:

  • un modello di PEI per la scuola secondaria di II grado – Allegato A4;
  • le linee Guida concernenti la definizione delle modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno – Allegato B, che completano il quadro normativo in termini di garanzia del diritto allo studio di alunni e studenti con disabilità;
  • una scheda per l’individuazione del debito di funzionamento – Allegato C, ovvero il quantum richiesto alla scuola e a tutti gli attori del processo inclusivo per azzerare le barriere e potenziare i facilitatori, così da creare un contesto/ambiente di apprendimento in grado di far sviluppare le potenzialità dell’alunno;
  • una tabella per l’individuazione dei fabbisogni di risorse professionali per il sostegno e l’assistenza – Allegato C;
  • un PEI provvisorio, redatto entro il 30 giugno, per gli alunni che hanno ricevuto una nuova certificazione della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica, allo scopo di definire le proposte di sostegno didattico o di altri supporti necessari per sviluppare il progetto di inclusione relativo all’anno scolastico successivo.

Cos’è dunque il PEI?

Il PEI, per come si legge opportunamente nel Piano per l’Inclusione dell’ITES Luigi Einaudi di Verona, diretto con grande capacità manageriale dal dirigente scolastico professoressa Carla Vertuani:

  • è elaborato e approvato dal GLO;
  • tiene conto dell’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica, della legge 104/1992 e del Profilo di Funzionamento, avendo particolare riguardo all’indicazione dei facilitatori e delle barriere, secondo la prospettiva bio-psico-sociale alla base della classificazione ICF dell’OMS;
  • è strumento di progettazione educativa e didattica e ha durata annuale;
  • nel passaggio tra i gradi di istruzione e in caso di trasferimento, è accompagnato dall’interlocuzione tra i docenti dell’istituzione scolastica di provenienza e i docenti della scuola di destinazione e, nel caso di trasferimento, è ridefinito sulla base delle diverse condizioni contestuali e dell’ambiente di apprendimento dell’istituzione scolastica di destinazione;
  • garantisce il rispetto e l’adempimento delle norme relative al diritto allo studio degli alunni con disabilità ed esplicita le modalità di sostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione svolti dal personale docente nell’ambito della classe e in progetti specifici, la valutazione in relazione alla programmazione individualizzata, nonché gli interventi di assistenza igienica e di base, svolti dal personale ausiliario nell’ambito del plesso scolastico e la proposta delle risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione.

Il PEI viene redatto secondo la Classificazione ICF, che descrive il comportamento codificando le comuni attività della vita quotidiana, identificate attraverso un codice univoco. L’ICF distingue poi quello che una persona realmente fa in un certo ambiente di vita (es. a scuola) da quello che potrebbe fare attraverso i costrutti di Performance e di Capacità. (fonte: www.icf-scuola.it)

Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI)

Presso ciascuna istituzione scolastica – si legge nel P.I. dell’ITES Luigi Einaudi di Verona – è istituito il Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI). Il GLI è composto da docenti curricolari, docenti di sostegno e, eventualmente da personale ATA, nonché da specialisti della Azienda sanitaria locale del territorio di riferimento dell’istituzione scolastica. Il gruppo è nominato e presieduto dal dirigente scolastico ed ha il compito di supportare il collegio dei docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l’inclusione nonché i docenti contitolari e i consigli di classe nell’attuazione dei PEI.

Gruppo di lavoro Operativo (GLO)

Presso ogni Istituzione scolastica – si legge nel P.I. dell’ITES Luigi Einaudi di Verona – sono costituiti i Gruppi di Lavoro Operativo per l’inclusione dei singoli alunni con disabilità. Ogni Gruppo di lavoro operativo è composto dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, o di chi esercita la responsabilità genitoriale, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con l’alunno con disabilità nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale. Ai componenti del Gruppo di Lavoro Operativo non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese e qualsivoglia altro emolumento. Dall’attivazione dei Gruppi di lavoro operativo non devono derivare, anche in via indiretta, maggiori oneri di personale.

Aggiornamento e trasmissione della documentazione

I documenti di valutazione diagnostica, consegnati dalla famiglia dell’alunno con disabilità, saranno aggiornati obbligatoriamente al passaggio di grado scolastico o alla Formazione Professionale, e alla scadenza indicata nella valutazione stessa. Tutti i documenti redatti (PF, PEI) saranno consegnati in copia alla Famiglia, se richiesti.

Protocollo per l’accoglienza e il percorso scolastico di studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento

Il protocollo per l’accoglienza e l’integrazione di studenti con disturbi specifici di apprendimento è una guida d’informazione, non definitiva, riguardante l’accoglienza, l’inserimento ottimale e l’intervento didattico sugli alunni con DSA all’interno del nostro Istituto. Il protocollo è un documento nato dalla volontà di condividere criteri, principi educativi e pratiche comuni in tema di DSA; esso consente di attuare, in modo operativo, le indicazioni normative contenute nella Legge 170/2010, nel successivo decreto applicativo e nelle “Linee Guida” per il diritto allo studio degli alunni con Disturbi specifici di apprendimento.

In particolare, il protocollo descrive le procedure che la Scuola intende mettere in atto per prevenire ed individuare le difficoltà di apprendimento degli alunni e delinea prassi condivise riguardanti:

  • l’aspetto amministrativo e burocratico;
  • l’aspetto educativo-didattico (metodologie didattiche, elaborazione del Piano Didattico Personalizzato);
  • l’aspetto affettivo-relazionale (tra pari e con le figure adulte, nella prevenzione di situazioni di disagio);
  • la collaborazione con le famiglie.

Piano per l’inclusione per alunni con Bisogni Educativi Speciali (escluso legge 104/92 e legge 170/10)

Rilevazione delle difficoltà

Soggetti coinvolti: Dirigente Scolastico, referente BES, Coordinatore Consiglio di Classe, eventuale referente che si occupa del disagio, verranno informati circa gli alunni a cui prestare più attenzione per una possibile predisposizione di Piano Didattico Personalizzato.
La situazione verrà monitorata, per un congruo intervallo di tempo, da tutto il Consiglio di Classe.

Pianificazione dell’intervento

Soggetti coinvolti: Dirigente Scolastico, Referente BES, Coordinatore Consiglio di Classe, Consiglio di Classe.

Il DS e il docente referente, dopo aver esaminato le relazioni dei casi segnalati, insieme al coordinatore della classe coinvolta, consulterà la famiglia ed eventualmente la psicologa dell’istituto per valutare un primo approccio di intervento.

Predisposizione del Piano Didattico Personalizzato e sottoscrizione

Soggetti coinvolti: Dirigente Scolastico, Referente BES, Coordinatore Consiglio di Classe, Consiglio di Classe, famiglia eventuali specialisti e terapisti.

Sulla base di quanto sopra rilevato il Consiglio di Classe pianifica l’intervento e, se necessario, predispone il Piano Didattico Personalizzato.

Verifica e valutazione del PDP

Soggetti coinvolti: Dirigente Scolastico, referente BES, Coordinatore Consiglio di Classe, Consiglio di Classe, famiglia, eventuali specialisti e terapisti. Al fine di verificare l’andamento dell’intervento e la necessità di eventuali cambiamenti ad esso, si terranno incontri periodici nell’ambito dei Consigli di Classe o, se necessario, con esperti ed operatori.

Esempio di PEI

Si allega un esempio/modello di PEI per la scuola secondaria superiore ai sensi e per gli effetti dell’articolo 7, D.lgs. 13 aprile 2017, N. 66 e s.m.i., adottato e messo a disposizione dei propri docenti dall’Istituto Professionale di Stato, Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “G. Minuto” di Marina di Massa (Massa Carrara) diretto con magistrale competenza dalla Prof.ssa Silvia Bennati. 

29.11.2021 – allegato Esempi di Nuovo Pei_compilato scuola secondaria secondo grado

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