Piano di dimensionamento delle scuole 2024/25, gli organi collegiali si mobilitano: evitano il confronto con le scuole e i Dirigenti

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Sono già in consultazione frenetica alcune scuole italiane in merito al tema, scottante e attuale, del dimensionamento e della razionalizzazione della rete scolastica per l’anno scolastico 2024/25. Si inserisce in questo unitario coro-appello delle scuole italiane, delle comunità di riferimento, degli organi collegiali, dei docenti, degli alunni, del personale ATA, delle famiglie e, naturalmente, dei dirigenti scolastici, anche quello dell’Istituto Comprensivo Statale “Giuliana Saladino” di Palermo, una scuola che, in questi decenni, ha mostrato tutto il suo impegno e la sua determinazione sul crinale della lotta alle mafie e dell’inclusione sociale.

In un documento unanime all’Ambito territoriale di Palermo, all’Ufficio scolastico Regionale della Sicilia, all’Assessore Regionale all’Istruzione On. Girolamo Turano, al Sindaco di Palermo Prof. Roberto Lagalla, all’Assessore Comunale all’Istruzione Dott. Aristide Tamajo e al Presidente della VI Circoscrizione Dott. Giuseppe Valenti, evidenziano, come collegio dei docenti, come “appare assolutamente intempestiva la richiesta di far pervenire le eventuali proposte in ordine al dimensionamento delle istituzioni scolastiche, debitamente corredate dei pareri e delle delibere dei competenti Organi Collegiali, entro e non oltre il giorno 11 settembre, poiché tale incombenza si inserisce nell’avvio dell’anno scolastico, momento nel quale le istituzioni scolastiche sono chiamate ad espletare numerosi adempimenti per la programmazione dell’intero anno scolastico”. Il riferimento è fatto alla nota firmata dal Dirigente dell’Ufficio I – Ambito Territoriale di Palermo avente per oggetto: “Decreto dell’Assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale, n.1543 del 02/08/2023, recante “Indicazione dei criteri a cui dovranno attenersi le Conferenze Provinciali nella predisposizione della proposta di ciascun Piano di dimensionamento e razionalizzazione provinciale della rete scolastica di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2024-2025”. Proposte di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica per l’a.s. 2024/25”.

Il disagio della scuola italiana

Il Collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, guidato dal dirigente scolastico prof. Giusto Catania, riunito in data 04/09/2023, ha assunto una articolatissima deliberazione nella quale, tra l’altro, “si esprime grande disagio per il metodo con il quale si sta consumando un passaggio delicatissimo ed importante per la ridefinizione della rete scolastica siciliana e nazionale; infatti si stanno assumendo importantissime decisioni evitando accuratamente il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, dei dirigenti scolastici, degli organi collegiali, delle realtà istituzionali e sociali che operano nei territori in stretto raccordo con le scuole”. Continua il documento sottolineando come “La cancellazione di numerose istituzioni scolastiche autonome (pare oltre cento in Sicilia!) rappresenta una pericolosa frammentazione della capillarità della rete scolastica che storicamente ha garantito, pur tra tantissime difficoltà, una capacità di azione educativa efficace nel territorio”.

Non può essere garantita la capillarità

Azione educativa che è garantita, anche, dalla capillarità della rete o delle infrastrutture educative e formative della Repubblica Italiana. Nel documento del collegio dei docenti si sottolinea come “tale capillarità, ovviamente, non potrà essere garantita dal mantenimento di plessi distaccati di una istituzione scolastica che ha sede, presidenza ed uffici di segreteria a chilometri di distanza; tale modalità appare in antitesi con la ratio che sottende al principio dell’autonomia scolastica, produce una frattura con le istanze territoriali e rende il Piano dell’offerta formativa privo di reale aderenza con i contesti di riferimento. La gestione delle istituzioni scolastiche autonome rischia di diventare sempre più complesse: più alunni e personale da gestire, molti plessi, aumento delle complicazioni nelle relazioni interne ed esterne”.

Come fronteggiare la decrescita demografica e la crisi economica del Paese?

Il Collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, guidato dal dirigente scolastico prof. Giusto Catania, riunito in data 04/09/2023, sottolinea come il “Fronteggiare la decrescita demografica e la crisi economica del Paese con il taglio di risorse alla scuola pubblica, con la soppressione di istituzioni scolastiche, con la rottura della relazione scuola/territorio rappresenta una scelta miope, lontana dalle esigenze di futuro del Paese. La prossimità scuola/territorio è uno degli elementi fondamentali per favorire l’inclusione dei soggetti fragili con bisogni educativi speciali, la rottura del legame di prossimità sarebbe un colpo letale alla capacità di costruire comunità accoglienti. Per usare le parole dell’insigne pedagogista Luigi D’Alonzo: “la crisi economica e sociale non deve essere un alibi per arretrare culturalmente poiché l’inclusione non è un valore di mercato, l’attenzione ai bisogni specifici dei disabili non è strettamente connessa alle oscillazioni azionarie della borsa di Wall Street o di Milano”. I recenti investimenti sulla scuola, previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), hanno indotto le istituzioni scolastiche a rivedere approcci pedagogici e metodologie didattiche, utilizzando fino in fondo le potenzialità insite nelle nuove dotazioni tecnologiche. La scelta di procedere con soppressioni, aggregazioni e fusioni di istituzioni scolastiche, di fatto, vanificherà lo sforzo compiuto da migliaia di istituzioni scolastiche che hanno investito in tecnologia ed arredi, con grave danno all’erario e con una plateale violazione dell’interesse pubblico”.

L’abbandono, la dispersione e l’insuccesso scolastico

Abbandono, dispersione e insuccesso scolastico, hanno bisogno di altre strategie e altri tipi di intervento. Il Collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, in tale spaccato, interviene con forza ribadendo che “Tali scelte non potranno che acuire i gravi problemi che attraversano, in particolare, l’azione pedagogica ed educativa della scuola siciliana che continua a registrare altissimi tassi di abbandono, di dispersione e di insuccesso scolastico; poiché appare ormai evidente che la povertà educativa sia strettamente connessa alla fragilità sociale, economica e culturale dei territori”.

L’appello di Rosolino Cicero

Si inserisce in questo solco anche l’appello di Rosolino Cicero presidente dell’ANCODIS che riunisce in una validissima e radicata associazione, tutti i collaboratori dei dirigenti scolastici e i componenti dello staff di presidenza degli istituti scolastici italiani. Si legge in un suo post: “Sapete cosa potrebbe accadere il prossimo anno scolastico? Per incomprensibili motivazioni connesse al dimensionamento della rete scolastica nazionale e regionale, in una delle periferie della città di Palermo, il quartiere San Giovanni Apostolo (ex CEP che per noi significa Cultura E Partecipazione) si rischia di interrompere il VOLO e soprattutto di compromettere il FUTURO di bambini, ragazzi e adolescenti che saranno PRIVATI della loro UNICA ISTITUZIONE dello STATO: la loro SCUOLA, l’unico presidio pubblico ed istituzionale del territorio che ha visto spostare recentemente nel limitrofo quartiere “Borgo Nuovo” anche la postazione decentrata del Comune e perfino la stazione dei carabinieri che è allocata fuori dal quartiere. Dovete sapere, cari amici e care amiche Fb, che l’eventuale eliminazione della presenza dell’istituzione scolastica autonoma rappresenterebbe la cancellazione totale della presenza dello Stato in un quartiere ad alto rischio di dispersione!!

Negli ultimi anni la nostra istituzione scolastica ha quasi ANNULLATO la dispersione, ha fatto grandi investimenti per ampliare la partecipazione, anche in orario extra-curriculare, di studentesse e studenti e la riorganizzazione degli spazi scolastici ha rappresentato uno strumento di coinvolgimento attivo per il quartiere. Appare evidente che l’eventuale rinuncia all’autonomia scolastica rischia di depotenziare, se non annullare, il percorso intrapreso. Gli spazi scolastici (palestra, cinema, teatro, biblioteca, campetto esterno, laboratori linguistico, musicale, artistico) sempre di più hanno ampliato la loro funzione educativa in un rapporto sinergico con diverse associazioni, in particolare con l’associazione San Giovanni Apostolo, e la cancellazione di una presenza di un’istituzione scolastica autonoma nel territorio renderebbe marginale qualsiasi collaborazione con il terzo settore. “La scuola fuori dalla scuola” è il concetto chiave che ha caratterizzato l’offerta formativa dell’I.C. Giuliana Saladino che ha consentito un rapporto di scambio costante e sinergico tra l’interno e l’esterno della scuola. Ciò ha determinato che l’istituzione scolastica ha perfino operato per la rigenerazione di spazi urbani e per la riconquista di luoghi pubblici abbandonati e deprivati della funzione sociale. Appare evidente che uno snaturamento (o anche un semplice sbilanciamento delle priorità) del Piano dell’Offerta Formativa comporterebbe una perdita di senso della funzione educativa e SOCIALE della scuola nel quartiere.

Nel contesto territoriale in cui opera l’I.C. Giuliana Saladino, l’educazione formale lentamente sta riconquistando terreno rispetto alla evidente prevalenza di una educazione non formale ed informale. Si è sviluppato, nel territorio, un senso di APPARTENENZA alla comunità scolastica tanto che ormai, in un costante susseguirsi di diverse generazioni, la scuola è sentita come spazio d’identitario della comunità. Per tutte queste ragioni il Collegio dei docenti e il Consiglio di Istituto dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino, ritenendo che per le peculiarità sociali, economiche e culturali del territorio vi sia una IMPRESCINDIBILE necessità di una istituzione scolastica autonoma nel quartiere San Giovanni Apostolo – CEP, hanno deliberato all’unanimità di respingere ogni ipotesi, sotto qualsiasi forma, di soppressione, aggregazione, fusione della nostra istituzione scolastica.
Per queste ragioni chiediamo a TUTTI i cittadini e a TUTTE le cittadine di Palermo – ma anche a tutti gli amici e le amiche Fb- di sostenerci in questa azione di contrasto a qualsiasi tentativo di “CANCELLAZIONE DEL VOLO” con conseguente compromissione del FUTURO dei nostri giovani e preziosi fiori ai quali volgiamo dare la possibilità di un destino migliore. Dateci una mano… decidete voi modi e tempi! Vi aspettiamo…”.

Le proposte dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo

Fatte queste considerazioni di carattere generale che, evidentemente, hanno una ricaduta locale e territoriale, il Collegio dei docenti dell’Istituto Saladino di Palermo, in particolare, sottolinea “che relativamente all’Istituto comprensivo statale Giuliana Saladino di Palermo non appare plausibile alcuna forma di soppressione, aggregazione, fusione per le seguenti motivazioni:

  • La scuola al CEP è l’unico presidio pubblico ed istituzionale del territorio che ha visto spostare recentemente nel limitrofo quartiere “Borgo Nuovo” anche la postazione decentrata del Comune. Perfino la stazione dei carabinieri è collocata fuori dal quartiere. L’eventuale eliminazione della presenza dell’istituzione scolastica
    autonoma nel quartiere rappresenterebbe la cancellazione totale della presenza dello Stato in un quartiere ad alto rischio;
  • Il quartiere San Giovanni Apostolo di Palermo, ex CEP, si presenta come uno spazio urbano nel quale le relazioni sociali presentano un carattere di prossimità, la relazione costante con le famiglie e l’acquisizione di fiducia hanno consentito, negli ultimi anni, un’azione di sensibile riduzione della dispersione scolastica;
  • Gli uffici di segreteria della scuola continuano ad essere il luogo delle informazioni: le iscrizioni e gli adempimenti scolastici, malgrado l’attivazione di tutte le regolari procedure informatiche, hanno prevalentemente una modalità “in presenza”;
  • Le scuole del CEP, per tanto tempo, sono state oggetto di continue azioni vandaliche che sono state arginate e depotenziate, oltre che con nuovi dispositivi di sicurezza, soprattutto con il dialogo costante mantenuto con il quartiere. È evidente che la distanza tra scuola e territorio renderà difficoltoso il dialogo col rischio che i plessi scolastici possano essere oggetto di scorribande vandaliche. A conferma di ciò si evidenzia che, nel quartiere, numerosi edifici originariamente destinati ad attività scolastiche risultano occupati ed adibiti ad abitazioni;
  • Le istituzioni scolastiche, soprattutto nelle realtà marginali e fragili dei grandi centri urbani, rischiano di perdere la credibilità e l’autorevolezza. Sono innumerevoli i fatti di cronaca che raccontano di aggressioni a docenti, dirigenti o personale ATA. Per tanto tempo la nostra istituzione scolastica non è stata immune a questo fenomeno. Negli ultimi anni una costante azione dialogica e un’opera di prossimità hanno, quasi del tutto, eliminato il fenomeno. La difficoltà di costruire un dialogo costante tra presidenza e quartiere farebbe ripiombare la scuola dentro questo incubo;
  • Il lavoro di prossimità, svolto in questi anni, è stato teso a smorzare gli elementi di conflittualità e ha prodotto una nuova fiducia nel ruolo dell’istituzione scolastica. A riprova di questo elemento si evidenzia l’aumento costante di adulti che, ogni anno, acquisiscono il diploma di scuola media sostenendo gli esami presso la nostra istituzione scolastica;
  • Il quartiere presenta un’altissima pressione che induce a devianza giovanile e le organizzazioni criminali e mafiose non potrebbero che trarre giovamento da una mancata ed immediata percezione del ruolo istituzionale della scuola e della sua funzione educativa;
  • Negli ultimi anni la nostra istituzione scolastica ha fatto grandi investimenti per ampliare la partecipazione, anche in orario extra-curriculare, di studentesse e studenti e la riorganizzazione degli spazi scolastici ha rappresentato uno strumento di coinvolgimento per il quartiere. Appare evidente che l’eventuale rinuncia all’autonomia scolastica rischia di depotenziare, se non annullare, il percorso intrapreso;
  • Gli spazi scolastici (palestra, cinema, teatro, biblioteca, campetto esterno, laboratori linguistico, musicale, artistico) sempre di più hanno ampliato la loro funzione educativa in un rapporto sinergico con diverse associazioni, in particolare con l’associazione San Giovanni Apostolo e la cancellazione di una presenza di un’istituzione scolastica autonoma nel territorio renderebbe marginale qualsiasi collaborazione con il terzo settore;
  • “La scuola fuori dalla scuola” è il concetto chiave che ha caratterizzato l’offerta formativa dell’I.C. Giuliana Saladino che ha consentito un rapporto di scambio costante tra l’interno e l’esterno della scuola. Ciò ha determinato che l’istituzione scolastica ha perfino operato per la rigenerazione di spazi urbani e per la riconquista di luoghi pubblici abbandonati e deprivati della funzione sociale. Appare evidente che uno snaturamento (o anche un semplice sbilanciamento delle priorità) del Piano dell’Offerta
    Formativa comporterebbe una perdita di senso della funzione della scuola nel quartiere;
  • Nel contesto sociale in cui opera l’I.C. Giuliana Saladino, l’educazione formale lentamente sta riconquistando terreno rispetto alla evidente prevalenza di una educazione non formale ed informale. Si è sviluppato, nel territorio, un senso di appartenenza alla comunità scolastica tanto che ormai, in un costante susseguirsi di generazioni, la scuola è sentita come spazio d’identitario della comunità. L’arretramento della funzione reticolare della scuola non potrà che consegnare l’azione educativa esclusivamente alle famiglie, alle spinte del territorio e ai social network-

No al dimensionamento

Forte il no della scuola e dei docenti. Si conclude il documento, infatti, con un no secco e inappellabile. “Per tutte queste ragioni il Collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino, ritenendo che per le peculiarità sociali, economiche e culturali del territorio vi sia una imprescindibile necessità di una istituzione scolastica autonoma nel quartiere San Giovanni Apostolo – CEP, delibera di respingere ogni ipotesi, sotto qualsiasi forma, di soppressione, aggregazione, fusione della nostra istituzione scolastica”.

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