Piano assunzioni dimentica i precari storici con 10, 15 anni di insegnamento della seconda fascia GPS. Lettera

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inviata da Christian Brogi – On. Ministro Bianchi, quando ho visto comparire lei in sostituzione di una Ministra che pareva impermeabile e sorda a qualsiasi richiesta arrivasse dal mondo della scuola, si era acceso in me, come in molti altri precari storici, un barlume di speranza. Ero contento che una persona con reale conoscenza della scuola, esperienza, e saggezza, ma soprattutto ascolto, si trovasse al timone di uno dei piu’ importanti baluardi della società umana: l’istruzione e la cultura, l’apprendere e il conoscere, per migliorare la qualità della vita, la moralità, e perfino della stessa evoluzione sociale.

Il sogno è durato meno di quanto mi aspettassi. sono bastate due chiacchere degli stessi partiti a far crollare ogni minima possibilità di applicazione etica o giustizia.

Tutte queste speranze sembra siano state mal riposte, il mio disappunto e la mia delusione sono davvero (queste) reali, concrete. Lei ministro pare ci abbia dimenticato.

Chi? A chi mi riferisco? Ai veri, reali precari storici. Non neolaureati alle prime armi messi dalla mamma in graduatoria che hanno conseguito qualche supplenza per due o tre anni (comunque troppi per essere precari), ma docenti che hanno anche alle spalle 5-10-15-20 anni d’insegnamento.

Dopo più’ di un decennio d’insegnamento (nel mio e in altre migliaia di casi), scopro che tutta la mia carriera, le mie rate della macchina, della casa, la possibilità di avere un mutuo senza avere per garante mio suocero o mio padre che firmi per me (a 52 anni -umiliazione nell’umiliazione) in banca, scopro che i premi che ho fatto vincere ai miei allievi, le quattro classi che ho portato alla maturità, le quasi 30 classi che ho seguito e a cui ho insegnato, sono state solo un’allucinazione, una menzogna, una mia fantasia, poiché secondo lo stato italiano io non sono abilitato a insegnare, ma ho insegnato 12 anni, quando servivo, quando ero praticamente indispensabile.

Ecco che una mattina scopro, io e altre migliaia di precari, troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per trovarsi un altro lavoro, scopro che non ho diritto, essendo in terza fascia, né a un pas, ne a un percorso abilitante, né a un anno di prova, perché a un concorso straordinario, in cui dovevo progettare cinque percorsi didattici e tre domande d’inglese in una manciata di minuti (insegno multimediale – niente mi è stato chiesto di multimediale -), probabilmente, quella mattina, dopo un viaggio in un’altra regione, con le zone rosse incipienti, tamponi e terrore di essere contagiato il giorno prima di fare questa concorso straordinariamente bugiardo, ingiusto e sbagliato in ogni capillare o atomo della sua composizione, non ho potuto dimostrare ciò che era impossibile dimostrare, e cioè chi ero davvero e quali erano le mie effettive capacità di docente nel trasmettere il sapere, ma solo la mia capacità di sintetizzare fino a ridurre al nulla assoluto una UDA che normalmente avrei progettato in due giorni, non in otto minuti.

Laddove una procedura sbagliata decide per la carriera e la vita di una persona, dove le selezioni sono una pura e semplice roulette russa che favorisce la mnemonica ed il piattume intellettuale, dove la creatività è trafitta da mille lance e schiacciata da una montagna di velleità buracraticofile, e dove le griglie di valutazione viaggiano nella direzione diametralmente opposta a ciò che dovremo richiedere ai nostri alunni, cosa dobbiamo fare noi? Ma di cosa state parlando Voi? Così lontani da ogni parvenza di giustizia e di umanità? Cosa accade ad un uomo perbene quando entra in politica?

Grazie, Grazie, e Grazie On. Ministro Bianchi, Grazie a TUTTI i partiti che non hanno ragionato su nulla, e badato ai grandi numeri, noncurante dei diritti di TUTTI i cittadini e lavoratori.
Speravamo, signor ministro, che Lei cambiasse rotta, e cercasse d’instaurare quel dialogo e quell’ascolto che pareva rientrare nelle sue premesse di mandato.
Grazie nome di tutti i precari storici, della futura classe d’insegnanti privi di talento ma pieni fortuna e (come diceva la Azzolina) riempiti tramite l’imbuto di tonnellate d’inutile nozionismo, al mondo d’oggi non servono persone che creano, ma solo che obbediscano, e come si può anestetizzare la massa così bene, se non privandola degli strumenti che la reale conoscenza ci fornisce?

In un’ Italia che basa il proprio cambiamento di vita sulla vincita di un gratta e vinci, affonda e si perde lo scopo più’ elevato dell’esistenza umana: La trasmissione della conoscenza.

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