Pettine per pettine, si pettinino anche le fasce

di Lalla
ipsef

Di Vincenzo Brancatisano – La ridiscussione del Milleproroghe tenga conto anche di quanto segue. E dunque: si abbia il coraggio di abolire le fasce nelle Graduatorie a esaurimento, almeno nelle classi di concorso dove persistono e che costringono chi ha più punti a stare sotto che ne ha di meno.

Di Vincenzo Brancatisano – La ridiscussione del Milleproroghe tenga conto anche di quanto segue. E dunque: si abbia il coraggio di abolire le fasce nelle Graduatorie a esaurimento, almeno nelle classi di concorso dove persistono e che costringono chi ha più punti a stare sotto che ne ha di meno.

Le fasce sono quanto di più antimeritocratico ci possa essere. Lo aveva già stabilito la magistratura, dieci anni orsono eppure, ma con un colpo di mano ministeriale, regnante Letizia Moratti, sono poi state ripristinate. A proposito della diatriba coda/pettine, sostiene oggi l’Anief che chi ha più punti deve prevalere. Ha ragione l’Anief, in punta di diritto.

E allora perchè non ripristinare il merito inopinatamente conculcato dieci anni orsono con l’introduzione delle fasce nelle graduatorie permanenti poi divenute a esaurimento? Perchè continuare a premiare chi ha meno punti solo perchè si è abilitato prima degli altri? Risulta per caso che chi si laurea prima di un altro sia preferito a quest’ultimo nei concorsi pubblici? No. E allora che senso ha avuto in tutti questi anni consentire a coloro che stavano e che stanno tuttora nelle fasce prima e seconda delle GaE di prevalere e addirittura di ottenere il ruolo rispetto agli altri anche avendo meno punti?

Il senso è stato trovato con un provvedimento normativo di poco posteriore alle sentenze con cui il Tar del Lazio annullava le fasce. Dunque, perché mai ci si scandalizza oggi di un analogo provvedimento normativo che vuole neutralizzare le apprezzate e apprezzabili decisioni giudiziali?

Si provi a ricordare cosa scrivevano i giudici amministrativi. Avere impostato le graduatorie provinciali su tre fasce determina, secondo il Tar, “il sovvertimento dei principi che regolano la selezione del personale per l’accesso a uffici della PA privilegiando il fattore temporale (avere conseguito i titoli per l’ammissione in data precedente) rispetto al fattore merito (essere in possesso di maggiori e più rilevanti titoli). Ciò determina altresì un privilegio per i soggetti più anziani che naturalmente sono fra coloro che hanno conseguito precedentemente i requisiti, in un momento in cui invece la PA ha ritenuto di privilegiare nei concorsi a parità di punteggio i soggetti più giovani. Nella presente fattispecie i soggetti più anziani sono privilegiati anche con punteggi più bassi rispetto ai soggetti più giovani”.

Il Tar diventa caustico quando sancisce che “lo stravolgimento della legge alla quale i decreti impugnati avrebbero dovuto dare puntuale applicazione poggia sulla inveterata abitudine di considerare il merito come l’ultimo elemento da considerare nelle assunzioni del personale docente”.

Sulla base di un’ottica simile, l’amministrazione, “attribuendo ai meno titolati il diritto all’assunzione, ha costituito sulla legge una complicata e indebita superfetazione, oltre tutto in palese violazione della direttiva legislativa di predisporre una normativa di attuazione nel rispetto dei principi di semplificazione e snellimento dell’azione amministrativa”.

Tutto questo, conclude il Tar, “con arbitraria valorizzazione di dati ai quali la legge non ha attribuito alcun rilievo, avendo informato il sistema delle assunzioni degli insegnanti della scuola pubblica alla scelta dei più meritevoli”.

Il fatto che in tutti questi anni lo scandalo sia sempre stato accettato come cosa normale e giusta fa il paio con altre manifestazioni di accondiscendenza di fronte al tradimento del merito. Una per tutte: il doppio punteggio di montagna.

Quanti tra coloro che oggi si stracciano le sottane di fronte al tentativo di sovvertimento della sentenza della Consulta favorevole al pettine non hanno contestato la sentenza con la quale la stessa Consulta pochi anni orsono cancellò con nota di disprezzo il doppio punteggio?

Quanti tra coloro che oggi contestano il presunto razzismo insito nelle norme inserite nel decreto Milleproroghe e volute dai deputati Goisis e Pittoni della Lega non si sono entusiasmati pochi mesi orsono di fronte al tentativo della stessa Goisis di far resuscitare il doppio punteggio di montagna?

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