Pettine-coda, Gilda e comitato 296 vs ANIEF. Un excursus delle posizioni

di redazione
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red – Il 28 settembre 2011 il Tar Lazio si è espresso sul ricorso presentato dal Comitato 296, appoggiato dalla regione Veneto, sui trasferimenti disposti dal decreto sulle graduatorie ad esaurimento del 2011. Una sentenza nella quale il Tar si dichiara non competente per le richieste avanzate, rimandando il contenzioso al giudice del lavoro. Pronunciamento che ha riacceso la polemica sulla vicenda pettine-coda e la cui interpretazione e valore ha visto le solite posizioni inconciliabili delle parti avverse.

red – Il 28 settembre 2011 il Tar Lazio si è espresso sul ricorso presentato dal Comitato 296, appoggiato dalla regione Veneto, sui trasferimenti disposti dal decreto sulle graduatorie ad esaurimento del 2011. Una sentenza nella quale il Tar si dichiara non competente per le richieste avanzate, rimandando il contenzioso al giudice del lavoro. Pronunciamento che ha riacceso la polemica sulla vicenda pettine-coda e la cui interpretazione e valore ha visto le solite posizioni inconciliabili delle parti avverse.

Pronta la reazione da parte della Gilda e del Comitato 296. La Gilda ha sostenuto, a seguito della sentenza, la cancellazione definitiva della "valanga di ricorsi promossi dall’ANIEF sull’inserimento a pettine nelle graduatorie dei precari", sottolineando che avevano avuto ragione quando hanno affermato che "i ricorsi erano stati indirizzati al giudice sbagliato"

Anche il comitato 296 è intervenuto con un comunicato nel quale si va oltre e si chiede che valore hanno le disposizioni del commissario ad acta dal momento che "risulta essere una cratura del Tar organo non competente per sua stessa ammissione, nato dai contenziosi ANIEF?"

Secondo il sindacato ANIEF la sentenza del Comitato, patrocinato dalla regione Veneto, ha valore soltanto sul ricorso in questione, di conseguenza non ha alcun effetto diretto ed immediato sul ricorso patrocinato dal sindacato stesso, la cui sentenza di merito sarà pronunciata nei prossimi mesi.

Cosa conterrà tale sentenza? Probabilmente rispecchierà quanto sostenuto dalla sentenza del Consiglio di stato del 12 luglio 2011 e ribadito dalla sentenza cui fanno riferimento Gilda e Comitato 296 sul difetto di giurisdizione. Ma nel frattempo, leggiamo da un precedente comunicato ANIEF, nei mesi in attesa di tale pronunciamento "già i giudici del lavoro saranno chiamati a esprimersi".

Di fatto si riapre un nuovo capitolo su una vicenda lunga due anni.

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