Petri: “Ironia e pazienza sono le strade per sopravvivere a scuola. Certe mattine entrerei con il lanciafiamme, ma ciò porta solo all’esasperazione”

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Quattro anni fa il mondo è stato travolto dalla pandemia di Covid-19 che ha costretto tutti a chiudersi in casa. La scuola, come molte altre realtà, si è trovata ad affrontare una sfida senza precedenti: la didattica a distanza.

Valentina Petri, insegnante e scrittrice, nel suo nuovo libro “Non ti sento” (Rizzoli) racconta con affetto e ironia quei mesi di lockdown vissuti da docenti e studenti.

Il libro segue due gruppi: gli insegnanti, Laura, Francesco e Nenè, e gli studenti dell’ultimo anno, Balma, Luca, Kevin e Rambo. Tra connessioni internet instabili, lezioni improvvisate e l’incertezza del futuro (“Prof, ci sarà l’esame di maturità?”), il romanzo dipinge un quadro realistico e divertente di quel periodo

Perché parlare ancora del Covid?

A Io Donna, l’autrice spiega che il Covid ha avuto un impatto profondo sulla scuola, non solo durante il lockdown ma anche negli anni successivi. La pandemia ha cambiato il modo di fare lezione, l’uso della tecnologia e, soprattutto, le relazioni tra insegnanti e studenti. “Da un giorno all’altro siamo entrati nel vissuto dei ragazzi, e loro nel nostro, ed è impossibile tornare indietro”, afferma Petri.

Ispirazioni e personaggi esilaranti

I personaggi del libro, seppur frutto della fantasia, sono ispirati alle esperienze reali dell’autrice e alle storie che le sono state raccontate. Come Nenè, il professore che ha fatto appena in tempo a conoscere i suoi studenti prima del lockdown, o altri docenti che si sono trovati a gestire situazioni impreviste e richieste assurde.

Ironia e pazienza: le chiavi per sopravvivere

Valentina Petri ammette che anche lei, come tutti gli insegnanti, ha momenti di sconforto. Ma la chiave per sopravvivere, secondo lei, sta nell’avere pazienza e ironia, e nel saper fare un passo indietro quando necessario. “La scuola è quel posto dove un giorno ti senti Robin Williams perché stai facendo la lezione della vita, e poi i ragazzi alzano la mano e chiedono di andare in bagno”, conclude con una risata.

“Non ti sento” si presenta come un libro che, con leggerezza e umorismo, ci ricorda un periodo difficile ma anche la capacità della scuola di adattarsi e di continuare a svolgere il suo ruolo fondamentale nella vita dei ragazzi.

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