Petraglia (SEL). Immissioni in ruolo nella riforma di Renzi: “Che non siano una riedizione di Quota 96”

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La senatrice di SEL Alessia Petraglia è intervenuta a commento sulla riforma, esponendo alcune criticità.

”Le 150mila assunzioni nella scuola annunciate dal governo sono senza dubbio una buona notizia. Aspettiamo però di vedere se le parole si tradurranno in fatti. Non vorremmo infatti trovarci di fronte a una riedizione della incresciosa ‘quota 96’ ”.

La senatrice di SEL Alessia Petraglia è intervenuta a commento sulla riforma, esponendo alcune criticità.

”Le 150mila assunzioni nella scuola annunciate dal governo sono senza dubbio una buona notizia. Aspettiamo però di vedere se le parole si tradurranno in fatti. Non vorremmo infatti trovarci di fronte a una riedizione della incresciosa ‘quota 96’ ”.

”Comunque – prosegue Petraglia – restano in sospeso numerosi interrogativi. Prima di tutto la sorte di quegli altri 200mila precari della scuola prodotti dalle continue riforme della scuola succedutesi negli ultimi decenni. Non vorremmo che fossero proprio loro a pagare gli errori della politica”.

”Inoltre – prosegue l’esponente di SEL – ci pare inquietante l’idea di affidare ai dirigenti scolastici una sorta di potere discrezionale assoluto sulla valutazione degli insegnati: in molti casi questa discrezionalita’ finirebbe per non premiare affatto i migliori. Ma, anche con criteri di valutazione più credibili , non ci pare pensabile l’utilizzo della sola ‘meritocrazia,’ ignorando elementi essenziali come i rinnovi contrattuali e gli scatti di anzianità. Deve inoltre essere chiaro che le prossime modalità d’accesso saranno esclusivamente i concorsi pubblici”.

 ”Ci pare poi gravemente insufficiente l’impegno per investire risorse sulla formazione e la tecnologizzazione. Senza contare l’assenza di qualsiasi riferimento al personale ATA”. ”Quanto al metodo – conclude la senatrice Petraglia – il ricorso alla consultazione online può essere utile, se basato su criteri più affidabili di quelli usati per il sondaggio sulla PA. Ma infinitamente più importante è la capacità di coinvolgere direttamente l’intero mondo della scuola: docenti e dirigenti scolastici, alunni e famiglie, personale ATA e forze sociali coinvolte. E’ così che si fanno le riforme serie”.

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