Petizione reintegro docenti madrelingua

Di Lalla
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Con questa petizione chiediamo:

Con questa petizione chiediamo:

che il docente madrelingua venga reintegrato e previsto in organico in tutte le scuole secondarie superiori di indirizzo turistico e alberghiero così da poter garantire agli studenti, 
— almeno un’ora settimanale di conversazione per ogni lingua straniera studiata 
— corsi di lingua altamente qualificati per le certificazioni in lingua straniera sollecitate dall’Università, dal mondo del lavoro e dalla Comunità Europea
— l’insegnamento in codocenza, del corsi disciplinari insegnati in lingua straniera (CLIL) 
Inoltre chiediamo che venga applicata la sentenza n. 3527/2013 del TAR del Lazio che prevede il ripristino delle ore per TUTTE le ore di laboratorio di tutte le materie laboratoriali.

Con la sentenza n. 3527/2013 sono state  annullate  dal Tar Lazio le disposizioni normative che applicano una riduzione dell’orario scolastico per le materie c.d. professionalizzanti per gli istituti tecnici e professionali.
Lo Snals-Confsal ha proceduto a notificare al Miur ricorso per ottenere in via coattiva l’esecuzione della sentenza del Tar Lazio, che ha chiaramente travolto le riduzioni orarie impugnate, non solo in relazione alla fase transitoria, ma anche in relazione a quelli che avrebbero dovuto essere a regime i nuovi quadri orari di insegnamento.

Ci uniamo al suddetto sindacato e a molte altre persone che riconoscono che il nostro ruolo è di vitale importanza, soprattutto nel settore turistico.

Noi siamo i docenti di conversazione in lingua straniera e siamo di madrelingua per vissuto linguistico. Inoltre, siamo quasi tutti laureati sia in Italia che all’ estero, abilitati all’ insegnamento, con qualifiche professionali italiane e/o internazionali riconosciute nella maggioranza dei paesi (anche se non in Italia), e con anni di esperienza anche nel settore dell’ istruzione e della formazione privato e nel settore commerciale-economico. Veniamo chiamati perfino a formare i colleghi insegnanti delle superiori e i maestri della primaria. Siamo glottodidatti, professionisti nell’ insegnamento delle lingue straniere formati nelle techniche specifiche che ci permettono di aiutare gli studenti adolescenti a trasformare le loro conoscenze di grammatica e letteratura in autentiche prestazioni fatte di abilità linguistiche e performance in lingua osservabili ad occhio e ad orecchio. E siamo formati per rendere le loro prestazioni in lingua adeguati al contesto culturale, alla situazione sociale, e all’ interlocutore, con l’utilizzo corretto di linguaggi non verbali e comunicazione efficace nel raggiungere lo scopo comunicativo.

Le figure professionali formate nei indirizzi di turismo ed alberghiera nella scuola secondaria superiore sono perno dell’economia a livello locale, nazionale ed internazionale, i cui operatori devono possedere una buona ed efficace padronanza della lingua viva arricchita da quella consapevolezza culturale che proprio il docente di madrelingua sa trasmettere meglio di qualunque altra figura operante nella scuola, (decisamente meglio anche dei cosidetti “assistenti” che non sono professionisti ma semplici neo-laureati o neo-diplomati di madrelingua privi di qualsiasi formazione in glottodidattica.)

Ma qual’è il punto di vista del settore turistico? Proviamo a chiederlo ad un manager di servizi e personale alberghiero che opera a Milano e che si occupa anche di formazione professionale. Ecco la sua risposta per quanto riguarda l’inglese in particolare (la lingua straniera più studiata in Italia).

“DO YOU SPEAK ENGLISH? NO GRAZIE E TU?
Negli ultimi anni il settore del turismo sta vivendo una forte crisi, ma non si parla solo di crisi economica ma di una crisi peggiore e molto più preoccupante, cioè la difficoltà nel reperire personale serio e professionale.
La carenza di professionalità dovuta anche alla poca conoscenza della lingua inglese è uno dei fattori piu’ preoccupanti negli alberghi, e logicamente in Italia vogliono espellere gli insegnanti Madrelingua dalle scuole
Questi docenti non solo insegnano un inglese perfetto ma hanno competenze indiscusse come: la comunicazione nel mondo multietnico, il body language, l’importanza dello scambio interculturale, Role Play e potrei fare tanti altri esempi.
Gli studenti durante il normale percorso educativo e formativo non possono fare a meno di questi professionisti per mettere in evidenza le loro capacità, soprattutto per quanto concerne le cosiddette “abilità trasversali e linguistiche.
Sviluppare un buon sistema di riconoscimento in aggiunta alla valutazione delle competenze e delle capacità personali è un passo significativo per l’inserimento nel mondo del lavoro

Siamo ancora convinti che i docenti madrelingua non sono importanti?
Allora cerchiamo di approfondire il problema da un punto di vista statistico.
• La Spagna e l’Italia hanno il punteggio più basso di conoscenza dell’inglese tra gli adulti in Europa anche se si inizia a studiarlo molto presto a scuola.
• Secondo il Censis il 66,2% degli italiani sostiene di conoscere le lingue, una percentuale piuttosto elevata. Se però questa lingua devono anche utilizzarla, le cifre calano vistosamente: la metà degli intervistati ritiene la propria preparazione soltanto scolastica, soltanto il 23,9% ritiene buono il proprio livello e appena il 7,1 lo giudica molto buono. 
• Dalle risposte a un questionario degli studenti Erasmus in Italia, emerge un giudizio impietoso sull’utilizzo della lingua inglese in Italia. Appena l’1,4% lo ritiene indispensabile, contro il 46,6% che lo ritiene assolutamente inutile e il 53% che lo ritiene utile, ma non fondamentale.

Concludendo
Il vero passaporto, oggi, sono le lingue straniere, se si vuole appartenere a un mondo plurale e multilingue.
Ma chi li insegna ai nostri ragazzi?
[Scegliamo gli insegnanti formati nella didattica delle lingue straniere con competenze nella lingua, conoscenze approfondite di entrambe le culture, e competenze nell’insegnamento laboratoriale, attivo e coinvolgente.] Basta con “the book is on the table”

Buon Lavoro
Alberto Lavorgna

A questo punto, vogliamo sottolineare il fondamentale contributo del docente di madrelingua evidenziandone i compiti.

• I docenti madrelingua portano in classe una lingua viva e attuale trasmettendo le conoscenze e le sfumature culturali e linguistiche.
• I docenti madrelingua, grazie al contributo e all’arricchimento della comunicazione in lingua, sono risorsa assolutamente fondamentale in un paese inserito nell’Ue e destinato a formare nuove generazioni in grado di esprimersi con scioltezza, dinamicità, flessibilità, di interagire con apertura mentale nei più diversi contesti lavorativi e non.
• I docenti madrelingua hanno saputo lavorare in compresenza, mettendo a disposizione dei loro colleghi italiani di lingua straniera le loro conoscenze e competenze, favorendo un approccio didattico originale e dinamico alla materia ed allo stesso tempo presentandosi anche come occasione di aggiornamento linguistico continuo.
• I docenti madrelingua presentano modelli culturali in grado di suscitare curiosità ed interessi negli studenti per le tradizioni e le usanze della propria nazione.
• I docenti madrelingua hanno preparato e preparano intere classi di studenti agli Stage all’estero e alle Certificazioni in lingua straniera, permettendo loro di acquisire esperienze, attestati e diplomi fondamentali per la mobilità in Europa nonché per il riconoscimento nel mondo del lavoro.
• I docenti madrelingua prepararono gli studenti al lavoro "sul campo" nei corsi propedeutici di albergo, ristorante, e di ricevimento insegnando loro la giusta microlingua.
• I docenti madrelingua accompagnano gli studenti in viaggi e stage all’estero, scambi culturali e non solo, favorendo l’integrazione tra culture diverse.

L’Unione Europea e la Riforma sottolineano e continuamente ribadiscono l’importanza di padroneggiare almeno due lingue straniere comunitarie. Ribadiamo il particolare rilievo che l’Unione Europea dà, nelle sue Linee Guida, all’importanza di incrementare le competenze comunicative in lingua straniera. Si evidenzia, a questo punto, un paradosso. Non soltanto la Riforma prevede la cancellazione della figura fondamentale dell’insegnante di madrelingua, ma sancisce un drastico e negativo calo del monte ore dedicato all’insegnamento delle lingue straniere nella nostra scuola – ben 576 ore in meno nel quinquennio! E le gravi conseguenze per l’utenza sono palesi.

Pertanto, chiediamo 

che il docente madrelingua venga reintegrato e previsto in organico in tutte le scuole secondarie superiori di indirizzo turistico e alberghiero così da poter garantire agli studenti, 
— almeno un’ora settimanale di conversazione per ogni lingua straniera studiata 
— corsi di lingua altamente qualificati per le certificazioni in lingua straniera sollecitate dall’Università, dal mondo del lavoro e dalla Comunità Europea
— l’insegnamento in codocenza, del corsi disciplinari insegnati in lingua straniera (CLIL) 
Inoltre chiediamo che venga applicata la sentenza n. 3527/2013 del TAR del Lazio che prevede il ripristino delle ore per TUTTE le ore di laboratorio di tutte le materie laboratoriali.

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