Personale scolastico in servizio all’estero, Anief lancia l’allarme sulla tenuta del sistema

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Comunicato Anief – Sono state pubblicate sul sito del MAECI le graduatorie del 2013 rettificate per procedere ai comandi annuali come previsto dalla legge 41 del 6 giugno 2020. Il Maeci attingerà dalle suddette graduatorie per destinare all’estero i docenti sui posti vacanti relativi ai codici funzione delle graduatorie del 2019 che si sono esaurite lo scorso anno e quest’anno

Come ormai avviene da anni, il Maeci agisce in maniera unilaterale, non tenendo conto delle risultanze del confronto con le OO.SS. Nella fattispecie delle graduatorie del 2013, che come prevede la legge n 41 andranno usate per i comandi annuali, il MAECI ha depennato decine di docenti usando impropriamente i criteri desunti dall’articolo 21 del D.lgs 64/17, mentre i comandi annuali sono gestiti dall’articolo 24.

Il risultato è che questi depennamenti hanno determinato la formazione di graduatorie molto corte, che certamente non saranno sufficienti a coprire i posti disponibili per i codici 002 tedesco e 002 francese, anche in considerazione del fatto che in questa fase di piena pandemia, moltissimi rinunceranno ad andare all’estero per un periodo di pochi mesi.

Nel frattempo il DPCM del 3 novembre 2020 ha bloccato le prove dei concorsi a cattedra per il territorio metropolitano e molto probabilmente verranno bloccate anche le prove di selezione del personale scolastico di ruolo da destinare all’estero, con il risultato che anche il prossimo anno non avremo le graduatorie per le nomine sui posti vacanti.

I posti vacanti che MAECI “proverà” a coprire con i comandi annuali il prossimo anno scolastico saranno ancora vacanti e mancheranno ancora le graduatorie dalle quali nominare. Altri posti si libereranno il prossimo anno e altre graduatorie del 2019 si esauriranno con le nomine di quest’anno. Attualmente, ci risultano vacanti circa 100 cattedre.

LA POSIZIONE DELL’ANIEF

Cattedre vacanti, graduatorie esaurite, concorsi bloccati, docenti che chiedono di rientrare in Italia o vengono restituiti ai ruoli metropolitani. Il sistema delle scuole italiane all’estero e delle iniziative di promozione della lingua e della cultura italiana rischia di andare in frantumi. Oltre ai disastrosi effetti del D.lgs 64/17 stiamo assistendo al fatto che i rischi per la salute dovuti alla pandemia da Covid 19 hanno spinto parecchi docenti a produrre domanda di rientro in Italia e altri sono già stati restituiti ai ruoli metropolitani per superamento dei 60 giorni di assenza previsti dall’articolo 183 del DPR 18/67, lasciando vacanti le loro cattedre che si aggiungono alle troppe cattedre già vacanti.

“Il MAECI – dichiara il delegato ANIEF per il personale scolastico in servizio all’estero, Salvatore Fina – pare non accorgersi della crisi del sistema, come pare ignorare che siamo ancora in piena pandemia e che va fatto ogni sforzo per garantire, con provvedimenti legislativi adeguati, il diritto alla salute del personale scolastico all’estero e la salvaguardia della continuità didattica delle iniziative scolastiche, dei corsi e dei lettorati italiani all’estero”.

Anief si batte per la tenuta del sistema che in assenza di provvedimenti legislativi adeguati rischia di collassare, con grave danno per l’immagine del nostro Paese all’estero.

Va prorogata l’applicazione dell’articolo 7 del Dpr 306/91, vanno scorporati i giorni di malattia dovuti al Covid, alla quarantena e all’autoisolamento dal computo previsto dall’articolo 183 del dpr 18/67, va garantita al personale scolastico la possibilità di essere collocati, a domanda e per comprovati motivi, nel regime previsto dall’articolo 186 del Dpr 18/67, va garantita la possibilità di fare didattica a distanza ogni volta che si renda necessario.

Serve una riforma vera del sistema, senza la quale il sistema potrà forse reggere ancora per qualche anno per poi implodere definitivamente.

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