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Personale ATA, sanzioni disciplinari: quali sono? La guida

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Nell’ambito della responsabilità disciplinare riguardante i pubblici dipendenti, con il presente contributo forniamo un focus sulle sanzioni disciplinari che possono essere irrogate al personale ATA, con specifica degli illeciti disciplinari per le quali sono previste, a conclusione del procedimento disciplinare innanzi al Dirigente scolastico.

La normativa di riferimento.

Il tema delle sanzioni disciplinari trova anzitutto la cornice normativa di riferimento nel D. Lgs. 165 del 30 marzo 2001 “Testo unico sul pubblico impiego”, per poi trovare una specificazione nel nuovo CCNL Comparto Istruzione 2016-2018 che introduce un completo quadro degli obblighi del dipendente, delle sanzioni disciplinari e un codice disciplinare per il personale ausiliario tecnico e amministrativo delle istituzioni scolastiche ed educative.

Gli obblighi del personale.

Gli obblighi posti a carico del personale ATA sono elencanti in diverse fonti normative e contrattuali, tra cui:

  • Testo unico sul pubblico impiego;
  • D.P.R. 62/2013 “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”
  • CCNL Comparto Istruzione 2016-2018 art. 11;
  • Eventuali regolamenti interni all’istituzione scolastica, adottati dal Dirigente scolastico.

Le sanzioni disciplinari previste dal CCNL.

A seconda della gravità dell’infrazione posta in essere dal dipendente e accertata nel procedimento disciplinare, le sanzioni disciplinari previste dall’art. 12 del CCNL Comparto Istruzione 2016-2018 sono così previste, in ordine di gravità crescente:

a) rimprovero verbale;

b) rimprovero scritto (censura);

c) multa di importo variabile fino ad un massimo di quattro ore di retribuzione;

d) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a dieci giorni;

e) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di sei mesi;

f) licenziamento con preavviso;

g) licenziamento senza preavviso.

Le sanzioni disciplinari previste dal Testo unico sul pubblico impiego.

Il D. Lgs. 165/2001 prevede inoltre ulteriori sanzioni applicabili alle violazioni del personale ATA, di competenza esclusiva dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) istituito presso l’Ufficio Scolastico Regionale. Si tratta della:

a) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di quindici giorni, ai sensi dell’art. 55-bis, comma 7, del d. lgs. n. 165/2001;

b) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi, ai sensi dell’art. 55-sexies, comma 1;

c) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di tre mesi, ai sensi dell’art. 55-sexies, comma 3, del d.lgs. n. 165/2001.

Criteri per la determinazione della sanzione.

Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza, il tipo di sanzione è determinata tenendo conto di tali criteri generali:

  • intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell’evento;
  • rilevanza degli obblighi violati;
  • responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
  • grado di danno o di pericolo causato all’amministrazione, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatosi;
  • sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell’ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti;
  • concorso nella violazione di più lavoratori in accordo tra di loro;
  • nel caso di personale delle istituzioni scolastiche educative, coinvolgimento di minori, qualora affidati alla vigilanza del dipendente.

Dal rimprovero verbale alla multa di importo pari a 4 ore di retribuzione.

Gli illeciti ai quali segue l’irrogazione della sanzione disciplinare che va dal minimo del rimprovero verbale al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzione, sono:

  • inosservanza delle disposizioni di servizio o delle deliberazioni degli organi collegiali, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell’orario di lavoro;
  • condotta non conforme a principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei confronti degli utenti o terzi;
  • per il personale ATA delle istituzioni scolastiche educative, condotte negligenti e non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione;
  • negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati, nella cura dei locali e dei beni mobili o degli strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare attività di custodia o vigilanza;
  • inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro ove non ne sia derivato danno o pregiudizio al servizio o agli interessi dell’amministrazione o di terzi;
  • rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell’amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dall’ art. 6 della legge. n. 300/1970;
  • insufficiente rendimento nell’assolvimento dei compiti assegnati;
  • violazione dell’obbligo di rendere conoscibile il proprio nominativo agli utenti, nelle attività a contatto col pubblico;
  • violazione di doveri ed obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo all’amministrazione, agli utenti o ai terzi.

La sospensione dal servizio senza retribuzione fino a un massimo di 10 giorni.

Gli illeciti ai quali segue l’irrogazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio senza retribuzione fino a un massimo di 10 giorni, sono:

  • recidiva nelle mancanze previste al paragrafo precedente;
  • particolare gravità delle mancanze previste al paragrafo precedente;
  • assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati all’amministrazione, agli utenti o ai terzi;
  • ingiustificato mancato trasferimento sin dal primo giorno, da parte del personale ATA delle istituzioni scolastiche ed educative;
  • svolgimento di attività che, durante lo stato di malattia o di infortunio, ritardino il recupero psico-fisico;
  • manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’amministrazione, salvo che siano espressione della libertà di pensiero;
  • atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale nei confronti di un altro dipendente, comportamenti minacciosi, ingiuriosi, calunniosi o diffamatori nei confronti di altri dipendenti o degli utenti o di terzi (questa ultima ipotesi se presenta i caratteri della gravità e reiterazione può portare alla sanzione del licenziamento).

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