Personale ATA: più alunni per la sorveglianza, più aule da pulire, più impegni per i collaboratori scolastici ma il numero dell’organico non aumenta

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Tabelle di calcolo organici di diritto personale ATA: necessario rivederle, in particolare i parametri dei collaboratori scolastici. A causa della pandemia nel 2020 l’allora ministro dell’istruzione Lucia Azzolina istituì l’organico Covid: si trattava di personale aggiuntivo Docente e Ata rispetto ai parametri contenuti nelle tabelle di calcolo per organico di diritto. Fino all’anno scolastico 2021/2022 tale personale assunto in via provvisoria fino al termine delle attività didattiche  è stato di grande aiuto.

I docenti sono stati utilizzati per il potenziamento e in particolare nelle scuole dell’infanzia, per lo sdoppiamento delle sezioni. Il personale Ata è servito per il maggior carico di lavoro collegato alla pandemia: pulizia, igiene, sanificazione, misurazione della temperatura, distanziamento, distribuzione di mascherine, acquisti vari legati alla pandemia, definizione personale fragile, didattica online e relativa organizzazione, assunzioni e contratti per il personale Covid.

Adesso sarebbe indispensabile rivedere le tabelle aggiungendo nuovi parametri di calcolo per tutto il personale Ata e incrementare il numero di addetti per ogni profilo professionale.

È necessario soffermarci sui collaboratori scolastici.

Nel corrente anno scolastico, come abbiamo detto, l’organico aggiuntivo non è stato confermato, le scuole si trovano a far fronte a una situazione spiacevole dovuta a carenza in organico che si evidenzia anche nelle segreterie, ma in modo particolare nel profilo dei collaboratori scolastici.

È molto difficile per il DSGA redigere un piano delle attività che riesca a coprire al 100% il servizio e soprattutto a garantire la sicurezza e la vigilanza necessarie, in particolare risulta difficile dove ci sono alunni minori, alunni H e personale inidoneo alle mansioni tipiche del profilo di appartenenza.

Le difficoltà maggiori sono dovute a

  •  numero di alunni H,
  • difficoltà organizzative legate all’ordine di scuola
  • difficoltà organizzative legate al tempo scuola (tempo pieno, strumento musicale, percorsi serali per adulti, attività alternative, progetti vari)
  • numero di plessi collocati anche in comuni diversi
  • numero di piani degli edifici,
  • numero di entrate e uscite di emergenza
  • numero di laboratori e di locali palestre, aule magna corridoi scale atri e pertinenze varie (soprattutto dimensioni dei locali)
  • numero di addetti inidonei alle proprie mansioni

I profili professionali del personale Ata sono articolati in cinque aree in 5 aree. A, As, B, C e D.

La figura del collaboratore scolastico si colloca nell’area A, compiti e mansioni:

Esegue, nell’;ambito di specifiche istruzioni e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio lavoro, attività caratterizzata da procedure ben definite che richiedono preparazione non specialistica. E’ addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione, e del pubblico; di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici, di collaborazione con i docenti. Presta ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale anche con riferimento alle attività previste dall’art.
47.

Le tabelle di calcolo prevedono per ogni gruppo di 40 alunni disabili, a partire dal 41
esimo frequentanti, una unità in più di collaboratore scolastico nel rispetto del contingente dei
posti assegnati.
Come si può far fronte alle necessità di 30, 35, 39 e fino a 40 alunni H distribuiti in più plessi senza assumere una sola unità in più di collaboratori scolastici?

Ai fini della formazione delle classi si tiene conto delle iscrizioni e in presenza di alunni diversamente abili secondo il DPR 81/09 non si deve superare il numero massimo di 20 alunni per classe.

Il numero di alunni con disabilità nel corso degli anni è aumentato, di conseguenza è stato necessario aumentare il numero di classi e/o sezioni nella scuola dell’infanzia.

Il numero dei collaboratori scolastici non cambia, ma cambiano il numero di aule e locali a loro assegnati.

Molti alunni H presentano problematiche piuttosto serie, dalle difficoltà motorie alle disabilità visive, uditive, psicologiche e mentali, per questi ragazzi è necessaria un’assistenza specialistica che non è possibile acquisire con un semplice corso di poche ore, oltretutto sono necessari locali e attrezzature idonei alle singole necessità.

Nell’attribuzione e in qualche caso nell’imposizione dei compiti per assistenza agli alunni H regna una gran confusione.

La vigilanza a volte rischia di non essere assicurata.

Le tabelle attuali devono essere modificate, per ovviare alle carenze di organico si ricorre quotidianamente a orario straordinario, a turni spezzati, turni di lavoro da svolgere in più plessi, orari di lavoro particolarmente disagevoli.

La vigilanza è quella che ne risente maggiormente, se si verificano incidenti gravi agli alunni chi ne risponde?

Cosa succede in quelle scuole dove ci sono collaboratori scolastici con mansioni ridotte, i quali non possono garantire nè assistenza né vigilanza agli alunni.

Cosa succede quando il personale si assenta.

Sovente capita che personale si assenta, se non è possibile o non si fa in tempo a nominare un sostituto, succede che il personale in servizio deve farsi carico anche del reparto e dei compiti del collega assente.

Corri al telefono, corri alla porta, corri a vigilare i bagni, corri a vigilare la classe scoperta, corri ad assistere l’alunno H, e vai in palestra e accogliamo gli educatori e i
fisioterapisti, va da sé che qualcosa si dovrà trascurare.

Le dimensioni degli edifici scolastici sono molto variabili, le aule non sono tutte uguali, le palestre hanno dimensioni diverse, i laboratori sono presenti in misura e in numero diversi, diventa indispensabile definire un numero massimo di metri quadrati da attribuire a ciascun addetto perché non è possibile calcolare l’organico dei collaboratori scolastici esclusivamente basandosi sul numero degli alunni o all’indirizzo di studi e/o ordine di scuola.

Non è neanche più possibile tollerare il lavoro in solitudine, spesso il personale è costretto a rimanere diverse ore in servizio da solo in un plesso, sempre per la carenza di organico o per assenze dei colleghi.

Il personale inidoneo collochiamolo fuori ruolo come era una volta, non è possibile addossarsi il lavoro di uno o più addetti con esonero dalle mansioni.

Il Miur che si appresta alla definizione del nuovo contratto, dovrebbe soffermarsi su questo punto assai importante, rivedere le tabelle aggiungendo nuovi parametri di calcolo legati anche al numero di classi, e definire bene i compiti del collaboratore scolastico con particolare riguardo degli obblighi nei confronti degli alunni H.

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Pubblicato in ATA

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