Il personale ATA nel DDL Scuola: sconosciuto o dimenticato?

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FLP Scuola Foggia – Ill.mo Ministro, Ill.mi Sottosegretari di Stato, Il Disegno di Legge per la riforma della Scuola, in corso di approvazione da parte del Parlamento, aveva, nelle intenzioni, un obiettivo, potremmo anche dire meritevole, cioè quello di apportare un forte cambiamento al sistema “Scuola” del nostro paese.

FLP Scuola Foggia – Ill.mo Ministro, Ill.mi Sottosegretari di Stato, Il Disegno di Legge per la riforma della Scuola, in corso di approvazione da parte del Parlamento, aveva, nelle intenzioni, un obiettivo, potremmo anche dire meritevole, cioè quello di apportare un forte cambiamento al sistema “Scuola” del nostro paese.

Ma, il testo di legge predisposto e poi approvato dalla Camera dei Deputati, ha avuto un ulteriore grosso merito, quello di far conoscere all’opinione pubblica “il disastro della scuola pubblica” e “una completa “ignoranza” dell’attuale situazione delle scuole del nostro paese, e del personale che in essa vi opera; questo va ascritto “a merito” di chi ha voluto esercitarsi a dettare norme “innovative e regolatrici” della scuola italiana.

Ma, a quanto detto, dobbiamo aggiungere che il testo normativo, così come approvato alla Camera dei Deputati, e in corso di esame al Senato della Repubblica, ha un “ulteriore merito!! ”, cioè quello di aver dimenticato – VOLUTAMENTE – ogni riferimento al ruolo del personale ATA, se non in qualche brevissimo passaggio, relativamente alla “form azion e dei direttori de i servizi generali e amministrativi, degli assistenti amministrativi e degli assistenti tecnici per
l'in novazione digitale nell'amministrazione” e “la previsione dell'obbligo di formazione in servizio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, rispetto alle specifiche competenze, sull'assistenza di base e sugli aspetti organizzativi ed educativo-relazionali aventi riferimento al processo di in tegrazion e scolastica” .

Non sappiamo, visto come è “stato trattato il personale docente della scuola”, se dobbiamo rallegrarci o meno di questa “VOLUTA DIMENTICANZA”, ma con la presente desideriamo, ove ce ne fosse bisogno, ricordare a Lei, sig.Ministro, e a Voi, On,li Sottosegretari, ciò di cui vi siete VOLUTAMENTE DIMENTICATI.

Ci si è dimenticati, volutamente, della riduzione del personale ATA di circa 2.200 unità per l’a.s. 2015/2016 (in aggiunta alle migliaia di posti tagliati negli anni decorsi dai vari governi che vi hanno preceduto) e della scelta, fatta dal Governo, del divieto di nomina di supplenti per il personale amministrativo e tecnico, per assenze fino a sette giorni di collaboratori scolastici, ex legge di stabilità 2015.

L’unica deroga per la sostituzione degli assistenti amministrativi è prevista nei casi in cui siano presenti in organico di diritto solo due unità. Ma viene da chiedersi : vogliamo continuare a prendere in giro il mondo della scuola? Sono poche le scuole con due sole unità di assistente amministrativo, e sono realtà circoscritte a scuole con una popolazione scolastica al di sotto del numero minino di alunni previsto per la conservazione dei posti di Dirigente Scolastico e DSGA; scuole che, fra l’altro, sono destinate ad essere accorpate entro il prossimo anno scolastico.

Ci permetta, illustrissimo Sig Ministro e on.li Sottosegretari, di spiegare, in breve, quella che è oggi la realtà della scuola italiana, avendo un vissuto giornaliero prestato al servizio della didattica, degli alunni, dei docenti e delle famiglie.

Ci si è mai chiesto: ma chi apre la scuola la mattina alle 07.30, chi apre le aule e gli ambienti scolastici, chi rende fruibile il servizio scolastico per l’accesso degli studenti?

Ma le aule, i banchi sporchi di colore, i pavimenti pieni di resti delle matite temperate e cartacce, i bagni, chi li fa trovare puliti sempre per il giorno dopo? Ovviamente il collaboratore scolastico.

Non dimentichiamoci che i collaboratori scolastici hanno, inoltre, il compito fondamentale di sorvegliare i locali e soprattutto gli ingressi, per evitare che persone sconosciute e animati spesso da “propositi poco tranquilli” possano ledere i ragazzi (e direi anche i bambini) affidati allo Stato.

La scelta di non nominare un supplente per assenze fino a sette giorni, comporta notevoli rischi di sicurezza e igienico sanitari. Si tenga presente che oggi, tra assenze per L.104/92, malattia (anche di uno, due, tre giorni), malattia del bambino, congedo parentale, motivi gravi personali, visite specialistiche e così via, sarà praticamente impossibile coprire tutti i servizi dei collaboratori scolastici, perché in ogni scuola c’è sempre una percentuale di personale che per motivi sanitari non è in condizioni di svolgere attività di straordinario, anche in conseguenza dell’aumento dell’età media del personale a causa del prolungamento dell’età pensionabile. Il risultato atteso saranno le aule e i bagni sporchi e un elevato rischio per quanto riguarda la sorveglianza degli ingressi e dei locali.

Questa problematica è ancora di più accentuata nelle realtà in cui, nel primo ciclo d’istruzione, sono attivi il tempo pieno e prolungato; qui i collaboratori scolastici fanno i turni, mattino, pomeriggio e, nei casi più difficili, anche fino a sera inoltrata. In questi casi, l’assenza anche di un solo giorno può portare all’interruzione del pubblico servizio perché non si può chiedere tutti i giorni al collaboratore scolastico di svolgere più di nove ore (sei ore ordinarie e tre straordinarie) perché è vietato dalla normativa vigente ma, più che altro, dal livello di prestazione che una persona può rendere (eppure possiamo assicurare che molte volte “in violazione di legge” ciò avviene, per senso di responsabilità e di dedizione per la scuola)

Per quanto riguarda, invece, gli assistenti amministrativi, è evidente che nel disegno complessivo scuola ancora oggi chi “ritiene di poter imporre norme sulla scuola” non abbia consapevolezza di cosa significa lavorare in una segreteria scolastica.

Le segreterie scolastiche, da quando in tutte le disposizioni di legge si prevede che “Le disposizion i …….. si applicano alle pubbliche ammin istrazion i di cui all'articolo 1, comm a 2, del
decreto legislativo 30 m arzo 2001, n. 165” , quindi vengono comprese anche le scuole, sono costantemente ribaltate in costanti evoluzioni normative e gestionali che non sono assolutamente affrontabili con gli organici esistenti. Un esempio classico è proprio rappresentato dall’applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale, con le recenti regole tecniche applicative. Tanto più che nelle segreterie sono stati posizionati docenti “in idon ei”, ai quali va tutto il nostro rispetto. Ma occorre chiedersi: se il personale non è idoneo a svolgere l’attività di docente, non potrebbe essere altrettanto inidoneo a svolgere quella di assistente amministrativo, così come oggi è svolta tale funzione? E’, innaturale e “privo di senso” voler proiettare una
immagine poco professionale di tale lavoratore, quasi come a dire che “chiunque” può sedere dietro una scrivania e ricoprire questo ruolo!!!!.

Oggi gli assistenti amministrativi non rappresentano più una semplice “carriera esecutiva”, in quanto sono richieste loro specifiche competenze in materia di contabilità di stato, fiscale, diritto amministrativo, diritto civile, diritto del lavoro, normativa sulla privacy, normativa sugli appalti e inoltre l’ applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale. E’ opportuno che chi si arroga il diritto di “legiferare” sulla scuola e sul personale amministrativo, faccia un bagno di umiltà e venga nelle segreterie scolastiche per rendersi conto “de visu” di tali professionalità.

Una segreteria, oltre al bilancio, provvede al protocollo, alla gestione del personale (assenze, calcolo dei cedolini, pratiche di ricostruzione di carriera, di cui alcune come quelle di religione cattolica da effettuare a mano, pratiche di pensione), nonché alla gestione di tutti gli acquisti con tutte le regole previste dal codice degli appalti anche per acquisti minimi di cento euro!!!

Non bisogna dimenticare che tutta la gestione del registro elettronico, che ha portato un grande vantaggio per le famiglie e un importante risparmio per lo Stato, intanto è possibile fin a quando ci sarà un operatore di segreteria che abbinerà le classi con i docenti, con gli alunni, provvederà a comporre le classi, e a risolvere tutti i problemi quotidiani dei docenti per fare in modo che questi ultimi si possano dedicare alla didattica e agli alunni e non alle problematiche tecniche del registro elettronico.

E allora, cosa si farà quando mancherà per uno, due, tre mesi o forse più un assistente amministrativo? Gli effetti a breve, da settembre 2015, si vedranno sulle famiglie e sugli alunni, e poi che non si abbia la sfacciataggine di dire “sono le segreterie che non funzionano e non svolgono il loro dovere”, perché è “irragionevole”, rispetto alla realtà e ai danni che sono stati fatti, provvedendo a decurtare la dotazione organica ata e vietando le sostituzioni.

Per quanto riguarda il profilo di assistente tecnico, le problematiche di assenza del personale si ripercuoteranno necessariamente sul funzionamento dei laboratori, e quindi saranno ridotte le esercitazioni pratiche, che, ormai sono ridotte al minimo a causa della riduzione drastica delle spese di funzionamento che non consentono di acquistare il materiale per l’utilizzo di detti laboratori.

Non comprendiamo, inoltre, perché ci si ostini, ancora, a non prevedere la figura dell’assistente tecnico delle scuole del primo ciclo d’istruzione! Ci sono laboratori d’informatica in tutte le scuole, anche nelle scuole primarie e nelle secondarie di primo grado, e questi necessitano di personale qualificato per il funzionamento e la manutenzione. Vogliamo continuare ad acquistare laboratori nuovi, magari finanziati con fondi comunitari, che cadono in disuso nel giro di pochi mesi perché non c’è nessuno in grado di “prestare assistenza”, di formattare il personal computer per ripristinarlo in uso? Non ci sembra che questa sia Buona Scuola. Non dimentichiamoci, inoltre, che nelle segreterie l’uso del personal computer è essenziale, soprattutto con l’introduzione del C.A.D.

Ci accorgiamo che chi “si interessi di legiferare sulla scuola”, da un lato, prevede di applicare il Codice dell’Amministrazione Digitale, e, dall’altro, non si accorge che per fare questo occorre prevedere finanziamenti per acquistare il software e dotare le scuole di personale qualificato (assistenti tecnici) per gestire la parte informatica.
Sarebbe sufficiente pr ev edere la figu ra dell’assistente tecn ico anche in un organico di rete tra scuole del primo ciclo, senza necessariamente abbinare detta figura alla presenza delle 24 ore di laboratorio e 12 di manutenzione, la cui strutturazione, a nostro parere, è da ritenersi ormai superata.

E il ruolo del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi?

Siamo convinti che è un profilo professionale sicuramente da ridefinire.

Fermo restando le prerogative di rappresentanza legale del Dirigente Scolastico, è necessario che le due figure del DSGA e del Dirigente Scolastico operino su due binari di lavoro paralleli e complementari. Abbiamo spesso Dirigenti Scolastici che si dedicano più alla gestione amministrativa che a quella didattica, che rappresenta invece l’attività “core” della Scuola Italiana.

Questa organizzazione porta spesso a conflitti circa le rispettive competenze e responsabilità, a causa proprio della poca chiarezza dei due ruoli.

E’ urgente, dunque, pensare ad un ruolo del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi dedicato a tutti gli aspetti legati all’organizzazione del personale ATA, al buon funzionamento dei servizi di segreteria, e alla gestione economica, finanziaria e patrimoniale della scuola con piena e diretta competenza, da cui derivino “responsabilità” e “riconoscimenti consequenziali sia sotto il profilo economico che professionale.

Sembra quasi, che la scuola funzioni solo perché c’è un buon Dirigente Scolastico !!!!!! La realtà, lasciatecelo affermare con orgoglio, è un po’ diversa. Il sistema scuola funziona anche e, spesso,perché c’è un buon Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, il cui ruolo e professionalità, come si evince dal DDL Scuola, pare siano stati dimenticati dal legislatore. “L’anno che verrà”, dovrà essere, secondo il DDL in discussione al Senato, l’anno della svolta, l’anno del passo in avanti per la scuola italiana, l’anno della eliminazione del precariato:

Per favore siamo seri !!! Per quanto ci costa, SARA’ L’ANNO DELLA DISTRUZIONE DEGLI APPARATI AMMINISTRATIVI DELLE SCUOLE !!!

D’altra parte, basta vedere il risultato delle nuove tabelle organiche del personale ata (a proposito si determina un nuovo organico in assenza della fonte normativa, bell’esempio di legittimità e trasparenza che ci viene dallo Stato e da Lei Sig. Ministro), per avere chiara la realtà dei fatti !!. Se questo è il modo di procedere, la risposta sarà altrettanto nefasta per la scuola e per chi vuole operare queste scelte normativamente scellerate.
Sig. Ministro e on.li Sottosegretari, NOI ABBIAMO A CUORE LA SCUOLA, GLI STUDENTI E LE FAMIGLIE, possiamo dirlo con enfasi e consapevoli di affermare una verità, ed è questo il motivo per cui vi scriviamo…..vi invitiamo a fare buon uso di questa lettera……

Pertanto, sig. Ministro e on.li Sottosegretari, smettiamo di considerare il personale ATA come uno sconosciuto, come se i sevizi a supporto della didattica funzionassero per “grazia ricevuta”, e siamo a chiedervi “quel rispetto” che ci è dovuto, chiediamo semplicemente di considerare seriamente il ruolo cardine del personale A.T.A. all’interno della scuola, perché è
vero che la scuola è “f orm azion e” per gli studenti, m a questa nobile finalità è fortem ente a rischio se si vuole eliminare e mortificare il prezioso ed insostituibile ruolo svolto da tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario delle scuole del paese.

Come si vede, molte e troppe le “dimenticanze” sul personale ata, ribadiamo, pertanto, l’esigenza di un “ravvedimento” su quanto si sta decidendo sulla scuola e sulla “pelle” di detto personale, perché la misura è colma e non vorremmo che un personale che si dedica in maniera “encomiabile” al servizio della scuola e degli studenti, possa e debba, da voi costretti, “dimenticare” quel senso di responsabilità che da sempre contraddistingue l’attività giornaliera nelle istituzioni scolastiche e attivare forme di prostesta che porterebbero alla paralisi dell’intero apparato scolastico.

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