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Personale ATA: la flessibilità oraria per i genitori di figli molto piccoli

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La contrattazione di istituto è fondamentale perché una scuola funzioni al meglio. E’ il momento in cui le esigenze collettive vengono poste alla Dirigenza scolastica e nell’ambito della normativa e della specificità della singola scuola si cerca di individuare la situazione migliore. Fondamentale quindi il ruolo delle RSU.

Un quesito

Ho un contratto COVID di 36 ore. Al momento della convocazione telefonica mi è stato detto che si trattava di un contratto antimeridiano. Al mio arrivo a scuola mi è stato ribadito nuovamente che il mio era un contratto antimeridiano ma con la possibilità di fare un serale una volta tanto, in caso di assenza di personale, a turno fra i 3 cs covid, quindi per me che ho una bimba di 2 anni e mezzo era accettabile.

di Giovanni Calandrino – innanzitutto chiariamo che esiste una netta distinzione tra organico “antimeridiano” e serale tanto è vero che esistono due codici meccanografici differenti, per esempio un cs in servizio nella scuola X per poter lavorare nella medesima scuola al serale deve fare necessariamente domanda di mobilità. Detto ciò affrontiamo il quesito “Mi chiedevo se era possibile chiedere almeno la flessibilità oraria vista l’esigenza di avere una bimba piccola?

Il personale ATA è coinvolto in uno specifico incontro d’inizio anno col DSGA, ai fini della formulazione del Piano delle attività e la sua partecipazione attiva ai lavori delle commissioni per le visite e viaggi d’istruzione, a quelle per l’assistenza agli alunni con disabilità, sulla sicurezza, nonché all’elaborazione del PEI (Piano educativo individualizzato).

In questa riunione, con tutto il personale ATA, si avvia un confronto costruttivo circa la formulazione del Piano triennale dell’offerta formativa oltre che, fornire utili indicazioni ed evidenziare problematiche, che potranno essere affrontate nelle assemblee e nel momento della contrattazione di Istituto.

Nella suddetta riunione potranno essere affrontati argomenti come la flessibilità oraria e le esigenze del personale in servizio. Nello specifico il personale ATA esprime al DSGA anche le proprie esigenze personali di conciliazione tra la vita lavorativa e la vita familiare, ai fini della formulazione dell’orario di lavoro, nel caso in cui sussista la necessità d’individuare le “fasce temporali di flessibilità oraria in entrata in uscita” (in base all’art. 22, comma 4, lettera c6), vale a dire se la scuola deve rimanere aperta più a lungo delle sei ore giornaliere contrattuali. La materia sarà poi oggetto di contrattazione integrativa d’istituto.

LA FLESSIBILTÀ ORARIA

Il comma 2 dell’art. 51 del CCNL scuola/2007 afferma che: In sede di contrattazione integrativa d’istituto saranno disciplinate le modalità di articolazione dei diversi istituti di flessibilità dell’orario di lavoro, ivi inclusa la disciplina dei ritardi, recuperi e riposi compensativi sulla base dei seguenti criteri:

  • l’orario di lavoro è funzionale all’orario di servizio e di apertura all’utenza;
    • ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane;
    • miglioramento della qualità delle prestazioni;
    • ampliamento della fruibilità dei servizi da parte dell’utenza;
    • miglioramento dei rapporti funzionali con altri uffici ed altre amministrazioni;
    • programmazione su base plurisettimanale dell’orario.

La soluzione, quindi sta nella contrattazione d’istituto. Infatti è la contrattazione che stabilisce la rotazione dei turni di servizio tra tutte le unità dello stesso profilo. Al tempo stesso, nel contratto d’istituto, vanno esplicitate tutte le deroghe, a favore di alcune categorie di personale che, a richiesta, possono essere esclusi o beneficiare di un orario più favorevole ( studenti lavoratori, genitori con figli molto piccoli, portatori d’handicap ecc.).

Dunque la risposta alla domanda della nostra lettrice è positiva.

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