Personale ATA, ha diritto a riconoscimento servizio preruolo per ricostruzione carriera e aumenti stipendiali. Sentenza

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Dopo la sentenza della Cassazione dell’ottobre del 2019 continuano ad essere segnalate diverse sentenze positive a favore del personale scolastico in materia di riconoscimento integrale del periodo di preruolo ai fini della ricostruzione di carriera

Il fatto

Agivano dei dipendenti del Ministero con qualifica di Personale ATA, eccependo di essere stati assunti a tempo indeterminato, dopo avere svolto ciascuno, molti anni di precariato. Affermavano che l’Amministrazione di appartenenza, dopo l’assunzione in ruolo ed il superamento del periodo di prova, aveva riconosciuto in modo solo parziale, ai fini della ricostruzione della carriera, il servizio prestato prima della immissione in ruolo, dando applicazione alle disposizioni di cui all’art. 4 comma 13 del D.P.R. n. 299 del 1988, che a sua volta rinviava all’art. 3 del D.L. n. 370 del 1970, norma dapprima modificata dall’art. 23 del D.P.R. n. 420 del 1974 e successivamente dalla L. n. 463 del 1978, ed infine dal D.Lgs. n. 297 del 1994, che all’art. 569 stabiliva che ” il servizio veniva riconosciuto agli effetti giuridici ed economici per intero e fino al massimo di 3 anni agli effetti giuridici ed economici, e nella restante parte nella misura di due terzi, ai soli fini economici,”.

Rilevavano sul punto tramite i propri legali che tale normativa prevedeva un riconoscimento solo parziale dell’anzianità di servizio preruolo, poiché i primi 3 anni venivano riconosciuti per intero sia ai fini giuridici ed economici, mentre i periodi ulteriori venivano riconosciuti ai fini giuridici nella misura di 2/3, ed il restante terzo veniva riconosciuto ai soli fini economici dopo 20 anni, senza alcun riconoscimento ai fini giuridici. Affermavano dunque che tale disciplina era in contrasto con la Clausola 4 dell’Accordo Quadro sul Lavoro a Tempo Determinato, recepito dalla Direttiva N.1999/70/CEE.

Il diritto degli ATA alla ricostruzione integrale del periodo preruolo

Il Tribunale di Bologna Sez. lavoro, Sent., 05-03-2020 accoglie il ricorso come proposto da questo personale tramite i propri avvocati. “Osserva il Tribunale che il punto di diritto oggetto della presente controversia, è stato risolto dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza N.31150/2019 del 15-10-2019 pubblicata in data 28-11-2019, che ha statuito che ha statuito che “l’art. 569 del D.Lgs. n. 297 del 1994, relativo al riconoscimento dei servizi preruolo del personale amministrativo tecnico ed ausiliario della scuola si pone in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo CES UNICE e CEEP allegato alla Direttiva N.1999/70/CE, nella parte in cui prevede che il servizio effettivo prestato, calcolato ai sensi dell’art. 570 dello stesso decreto, sia utile integralmente ai fini giuridici ed economici, solo limitatamente al primo triennio e per la quota residua rilevi ai fini economici nei limiti dei due terzi.

Il Giudice, una volta accertata la violazione della richiamata clausola 4, è tenuto a disapplicare la norma di diritto interno in contrasto con la Direttiva, ed a riconoscere ad ogni effetto al lavoratore a termine, poi immesso nei ruoli dell’Amministrazione, l’intero servizio prestato”. Pertanto i ricorrenti, hanno diritto al riconoscimento integrale, sia ai fini giuridici che economici, del servizio preruolo svolto come personale ATA, ed alle conseguenti differenze retributive nascenti dai diversi inquadramenti da operare, in applicazione di C.C.N.L. di settore via via succedutisi”.

Le differenze retributive sono dovute nei limiti della prescrizione di cinque anni

Osserva il tribunale che “Le differenze retributive conseguenti sono dovute nei limiti della prescrizione quinquennale” che deve essere valutata anche sulla base di eventuali atti interruttivi fatti valere dai ricorrenti.

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