Personale Ata, emendamento Anief per aumento organici profili professionali CCNL 2019/21 e proroga PNRR e Agenda Sud

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“Alle scuole italiane non bastano meno di 200 mila posti Ata nell’organico di diritto del 2024-25: mancano all’appello gli oltre 6 mila aggiuntivi, impegnati quest’anno sui progetti PNRR e nell’Agenda Sud, più alcune migliaia di assistenti amministrativi”.

A dichiararlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel commentare la pubblicazione da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito – attraverso il decreto n. 107 del 31 maggio 2024 – dell’organico di diritto del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola da collocare in servizio dal prossimo 1° settembre.

“Poco più di 96 mila unità di personale Ata – continua Pacifico – rappresentano un contingente nazionale davvero irrisorio: ricordiamo che dovranno coprire il servizio in circa 8.300 istituti autonomi e ben 40 mila sedi scolastiche. Ancora una volta, con questi numeri in diverse scuole non si riuscirà nemmeno a coprire la sorveglianza, in certi casi nemmeno l’apertura e chiusura delle sedi. Per non parlare del programma Pnrr collegato alle scuole e di riduzione della dispersione scolastica, che non potranno andare in porto per mancanza di amministrativi all’interno di segreterie didattiche che, contando anche i collaboratori scolastici in meno, in 20 anni si sono viste private complessivamente di 65 mila unità di lavoro. Per questi motivi, Anief ha suggerito un emendamento al decreto legge 71/24, presto al voto in Commissione Cultura, proprio per l’aumento di Ata collegati al Pnrr e all’Agenda Sud, nonché l’incremento di organici di profili professionali come previsto dal CCNL 2019/21”.

Il sindacato Anief ritiene che sugli organici del personale Ata c’è davvero poco da essere soddisfatti. Perché rispetto a vent’anni fa, ma anche a un decennio addietro, il decremento di posti di Ata nella scuola pubblica italiana si è fatto sentire e anche molto. Nel 2004 gli Ata complessivi erano infatti ben 261.466, quindi circa 65.000 in più di oggi; dieci anni dopo, nell’anno scolastico 2014/2015, il contingente totale, in particolare tra assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolatici, era pari 205.554 unità.

“È vero che le scuole autonome nel frattempo si sono ridotte, a causa dei vari dimensionamenti, su tutti quello Tremonti-Gelmini varato nel 2008 con la Legge 133 – incalza Marcello Pacifico – , come pure il numero di alunni si è ridotto per via della riduzione costante del tasso demografico italiano e non solo; ma è altrettanto vero che nell’ultimo periodo, con la messa a regime dell’autonomia scolastica, la centralizzazione dei compiti alle segreterie delle scuole, a decremento degli uffici scolastici sempre più svuotati di personale, come pure a seguito dei tanti progetti Pnrr da condurre direttamente dagli istituti scolastici, il carico di lavoro assegnato ad ogni unità di personale Ata è diventato davvero notevole. Come si può giustificare, dunque, la sparizione di un posto, in media, ogni cinque come Ata nelle nostre scuole?”.

“Non possiamo permetterci, assolutamente – continua il sindacalista – di portare avanti i circa 8.300 istituti autonomi italiani con il personale ridotto ai minimi termini, tra l’altro per oltre il 20% anche precario perché non si riesce mai ogni anno a realizzare delle immissioni in ruolo superiori al numero di lavoratori della categoria che vanno in pensione. Non superare nemmeno il turn over, ancora oltre alla copertura dei posti che vengono lasciati vuoti, è un brutto segnale. E il personale Ata – conclude Pacifico – non merita questo trattamento: chi governa la scuola ha il dovere di cambiare registro”.

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