Personale Ata: Basta allo sfruttamento. Sciopero 26 ottobre

di redazione
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Comunicato Sindacato Generale di Base (SGB) – Cambiano i governi ma per i lavoratori della scuola le cose non cambiano e per il personale ATA
addirittura peggiorano.

Il personale ATA continua a pagare il prezzo più alto delle continue riforme peggiorative della scuola messe in atto da tutti i governi degli ultimi vent’anni. Gli aumenti stipendiali sono stati irrisori e buona parte sparirà a gennaio, visto che i fondi ci sono solo fino al 31 dicembre 2018.

Le scuole, perennemente in rosso, per sanare i bilanci, oltre a chiedere esosi “contributi volontari” alle famiglie, affittano tutti gli spazi disponibili a chiunque sia in grado di pagare, in orari pomeridiani o di chiusura (il sabato e addirittura la domenica), imponendo ai collaboratori scolastici di svolgere la vigilanza e fare le pulizie senza riconoscere agli stessi alcun compenso straordinario.

Gli amministrativi sono spesso chiamati a svolgere compiti e utilizzare piattaforme digitali per cui non hanno ricevuto alcuna formazione specifica, col rischio di danneggiare altri lavoratori e/o utenti e diventano i capri espiatori per un’amministrazione che prima scarica sempre più lavoro sulle
segreterie, poi ne riduce drasticamente gli effettivi.

I governi passano, ma la scuola pubblica è abbandonata a sé stessa, nei piani del governo non si prevedono assunzioni ATA ne risorse aggiuntive, si preferisce aumentare i poteri dei dirigenti (oltre ai loro stipendi), si introducono bonus premiali, affidandoli alla discrezionalità del dirigente,
escludendo completamente gli ATA anche dall’illusoria e umiliante pratica dei premi. Al contrario, per estorcere sempre più lavoro (pensiamo solo al divieto di nominare supplenti), fioccano minacce e procedimenti disciplinari e se protesti parte la caccia al “fannullone”.

E intanto i carichi di lavoro aumentano e i lavoratori invecchiano senza che ci sia un ricambio generazionale reale e questo alimenta insofferenza, stress e a volte si finisce col prendersela col collega assente o che magari “gode” di permessi per motivi di salute e tutto si trasforma in una guerra tra poveri. La stessa “quota 100” per la pensione, ad oggi solo pubblicizzata dal governo, non dà una reale risposta al continuo aumento dell’età media del personale.

Per questi motivi decidiamo di scioperare e di manifestare il nostro dissenso contro scelte messe in atto da TUTTI I GOVERNI che hanno riempito la scuola di PON e di supporti tecnologici costosi, dimenticandosi che la scuola è fatta soprattutto di persone.

I sindacati ci dicono di andare incontro alle esigenze di presidi e Dsga e rassegnarci, noi invece vogliamo reagire, nelle scuole e fuori, al fianco di tutti gli altri lavoratori. Per aumenti veri in busta paga, assunzioni che ripristinino organici sufficienti, il rispetto della dignità del personale ATA, per il diritto al pensionamento a 60 anni o con 35 anni di contributi.

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