Personale Ata. Assuzioni rimandate al prossimo anno: Anief non ci sta

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ANIEF – Le parole tranquillizzanti fornite oggi dal ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, rispondendo al 'question time' alla Camera dei deputati, non possono soddisfare il sindacato.

ANIEF – Le parole tranquillizzanti fornite oggi dal ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, rispondendo al 'question time' alla Camera dei deputati, non possono soddisfare il sindacato. "E' ragionevole, anzi è certo che le ordinarie facoltà di assunzionali del personale amministrativo della scuola possano riprendere a partire dal prossimo anno scolastico", ha detto il ministro, ricordando che il blocco del turn over, pari a circa 6.200 assunzioni già previste e finanziate attraverso la Legge di Stabilità 2015, è stato necessario per favorire l'assorbimento degli esuberi delle Province. Madia ha anche aggiunto che è stata concessa comunque la possibilità di "utilizzare il personale Ata con contratti a tempo determinato".

“Ci mancherebbe altro – replica piccato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché con questa operazione di congelamento delle assunzioni, Governo e Miur hanno svilito la professionalità di migliaia di amministrativi, tecnici e ausiliari che da anni sono impegnati nelle nostre scuole. Il nostro sindacato ha già impugnato quella mancata assunzione e pure che questa anomalia comporti l’illegittima sottoscrizione di tutti i contratti annuali con scadenza 30 giugno 2016 anziché 31 agosto 2016: abbiamo infatti presentato ricorso al Tar contro la Nota 27715 del 28 agosto 2015, attraverso cui il Miur ha deciso di vanificare le immissioni in ruolo di amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola per l’improbabile passaggio del personale soprannumerario delle province su quei posti”.

“Oggi – continua Pacifico – abbiamo avuto la conferma che quell’impugnazione era corretta. Perché l’amministrazione pubblica non ha alcuna intenzione di sanare l’errore. La battaglia in tribunale continuerà: Anief sta infatti presentando una class action, sempre al Tar Lazio. È paradossale che questo stesso personale sia stato dimenticato anche nel ‘potenziamento’ della Legge 107/2015, dal momento che senza amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici non si possono attuare progetti, miglioramenti dell’offerta formativa né alcuna azione sui curricola scolastici”.

“Pensare, poi – conclude Pacifico – che del personale in soprannumero delle province possa essere collocato al loro posto, nelle scuole, è forse ancora più assurdo. Ma nel Paese dei legislatori che operano come dei ragionieri contabili, senza pensare alle conseguenze di ciò che fanno sui cittadini, in questo caso sulla formazione degli alunni, tutto questo diventa possibile”.

A rendere ancora più insopportabile la decisione di stoppare il turn over degli Ata, è stato poi comma 332 della Legge di Stabilità 2015 (L. 190/14 art. 1), il quale ha previsto che “a decorrere dal 1º settembre 2015, i dirigenti scolastici non possono conferire le supplenze brevi” nei confronti del “personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo, salvo che presso le istituzioni scolastiche il cui relativo organico di diritto abbia meno di tre posti”, nei confronti “del personale appartenente al profilo di assistente tecnico” e anche del “personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico, per i primi sette giorni di assenza”. In questo modo, nel volgere di pochi mesi, il personale Ata è stato doppiamente penalizzato: niente assunzioni, contratti ridotti di due mesi (luglio e agosto) e niente sostituzioni fino a 7 giorni, salvo casi particolari. Ecco perché ricorrere in tribunale è diventata e rimane un atto di giustizia da rivendicare.

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