Personale Ata, 27mila posti liberi. Anief chiede di coprirli tutti con le immissioni in ruolo: glielo dobbiamo

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Anief – Dopo i trasferimenti del personale di ruolo, nelle nostre scuole vi sono complessivamente 27mila posti liberi di personale Ata, di cui oltre la metà come collaboratore scolastico: come per i docenti, per i quali mancano all’appello 113mila assunzioni su cattedre libere, il giovane sindacato chiede ora l’assunzione su tutti i posti disponibili andando a stabilizzare quindi i precari con titolo di accesso ed almeno due anni di servizio svolto. Non coprire quei posti, con contingente autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, andrebbe a costituire una grave mancanza di presa di responsabilità da parte di chi guida il Paese e ha in mano le sorti del nostro ordinamento scolastico.

“Approfittiamo della pubblicazione, proprio in queste ore, delle rinnovate graduatorie di 24 mesi per collocare in ruolo i candidati presenti nelle stesse su tutti i posti vacanti e disponibili – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, perché stiamo parlando di una categoria falcidiata dai tagli, con oltre 50mila posti tagliati negli ultimi anni a seguito del dimensionamento scolastico. Proprio negli anni in cui, con l’autonomia scolastica, e il decentramento delle funzioni degli uffici scolastici, delegate direttamente alle scuole, con segreterie che gestiscono anche dieci plessi, siamo riusciti nell’impresa di depotenziare il personale Ata. Quest’anno le cose sono andate un po’ meglio grazie ai 50mila Ata Covid, assunti per decisione del Governo anche se solo per un anno. Inoltre, va sanata la situazione dei tanti collaboratori scolastici che si sono visti scavalcare dagli ex lavoratori socialmente utili: Lsu che, pur avendo anche loro pieno diritto a un’occupazione lavorativa, in migliaia di casi hanno sottoscritto il contratto a tempo indeterminato al posto loro. Per non parlare dei facenti funzione Dsga per i quali si continua a traccheggiare senza arrivare a soluzione. La verità – conclude Pacifico – è che solo assumendo loro, come tutti gli Ata, sui posti rimasti liberi, anche a seguito dei pensionamenti, confermando e tramutando i posti Covid in organico di diritto, come chiesto da Anief con emendamenti al decreto legge Sostegni-bis, potremmo iniziare l’anno scolastico 2020/21 con un’organizzazione che garantirà adeguato supporto a didattica e sicurezza”.

Anche per il personale Ata c’è necessità urgente di coprire i tanti posti vacanti e disponibili. Dopo la pubblicazione degli esiti dei movimenti relativi ai trasferimenti del personale, pubblicati in questi giorni, risultano circa 27mila unità di lavoro senza titolare: quasi 15mila sono attinenti al ruolo di collaboratore scolastico, circa 6mila e 3.400 riguardano rispettivamente il profilo, rispettivamente, di assistente amministrativo e tecnico, oltre 2.300 quello di Direttore dei servizi generali e amministrativi. Poi ci sono 148 cuochi, 121 addetti alle aziende agrarie, 119 guardarobieri e 31 infermieri.

Si tratta di unità di personale che conoscono il lavoro, considerato che lo svolgono da almeno 24 mesi, in diversi casi molti di più. La legge prevede questo genere di stabilizzazioni. Le circostanze, legate all’alto numero di posti vacanti e all’emergenza Covid19, richiedono la loro presenza in pianta stabile. Si tratta, peraltro, di un tema di stretta attualità, che Anief ha sollevato anche a livello europeo, con il Consiglio UE che ha pure dato ragione alle richieste del giovane sindacato bacchettando per l’ennesima volta l’Italia per abuso dei contratti a termine.

Se il nostro Paese vuole evitare una multa salatissima, derivante pure da una procedura d’infrazione, la 4231/2014, e dallo stesso parere del Comitato europeo dei diritti sociali che ha accolto il ricorso 146/2017, non rimane che procedere con le assunzioni Ata subito. Ancora di più perché meno di 40 giorni fa questo piano di stabilizzazione, per gli amministrativi e i collaboratori scolastici come per i docenti, era stato stabilito pure con le massime istituzioni italiane attraverso il Patto per la Scuola siglato a Palazzo Chigi, con un intero capitolo dedicato proprio all’emergenza derivante dalla mancata stabilizzazione del personale scolastico.

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