Personale all’estero con l’indennità di rischio ridotta, Anief presenta ricorso per equipararla

di redazione
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Anief – Lavorare all’estero comporta dei sacrifici enormi. Con indennità di rischio predefinite. Per docenti e personale Ata, però, non è così, perché l’assegno aggiuntivo che percepiscono è ridotto rispetto agli altri dipendenti pubblici ugualmente distaccati fuori il confine italiano ed in servizio presso le ambasciate.

Eppure l’articolo 29 del D.lgs. 64/2017, nel ridefinire per il personale della scuola in servizio all’estero le basi di calcolo per i trattamenti economici e per le cosiddette “indennità di rischio e disagio”, ha correttamente disposto che “i coefficienti di sede sono fissati sulla base del costo della vita e delle sue variazioni risultanti da rilevamenti obiettivi effettuati avvalendosi di esigenze specializzate […] con particolare riferimento al costo dei servizi” e che “agli assegni si applicano le maggiorazioni per situazioni di rischio e disagio stabilite per il personale di ruolo del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in servizio nella stessa sede”.

Invece, inspiegabilmente, il Ministero degli Affari Esteri, anziché allineare l’aliquota applicata ai vari stipendi italiani per calcolare la misura dell’Indennità di Servizio Estero (ISE) a quella applicata “sulla base del costo della vita e dei servizi” al personale delle Ambasciate, a dispetto dell’approvazione della nuova norma, ha illegittimamente ridotto la “percentuale di disagio” fissata dal MAECI per tutti gli Stati in cui il lavoratore ottiene il distacco, ponendo in essere, così, una vera e propria disparità di trattamento economico a discapito del solo personale scolastico in servizio all’estero.

Per questo motivo, l’Ufficio Legale Anief, dopo avere esaminato la normativa e accertato la diversità di trattamento ingiustificato, ha predisposto una specifica diffida da inviare al Ministero degli Affari Esteri e avviato le preadesioni al ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati all’estero, ancora una volta, discriminati rispetto al resto del personale della PA.

“L’indennità di rischio va parametrata al costo della vita e discriminare il personale scolastico all’estero è una palese illegittimità”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. “Pertanto – aggiunge – per il personale scolastico in servizio all’estero le medesime situazioni di rischio e disagio presenti nella circoscrizione a cui sono assegnati vengono valutate in misura minore rispetto a quanto oggettivamente considerato per il calcolo percentuale del trattamento economico dei dipendenti pubblici italiani che non prestano servizio nella scuola: è una palese illegittimità che il nostro sindacato non poteva ignorare. Per tale motivo, il nostro ufficio legale ha predisposto una specifica diffida e avviato il ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati nelle scuole italiane all’estero”.

“L’indennità di ‘rischio e disagio’ determina, inoltre, non soltanto la base di calcolo dell’Indennità di Sevizio Estero (ISE) ma anche tutte le indennità accessorie correlate, come il contributo abitazione, la maggiorazione per coniuge e per figli a carico, l’indennità di prima sistemazione, anch’esse drasticamente diminuite a seguito della illegittima rideterminazione della percentuale di maggiorazione per rischio e disagio per il solo personale scolastico”, conclude il presidente Anief.

Pertanto, l’Ufficio Legale Anief ha predisposto una specifica diffida da inviare al Ministero degli Affari Esteri e avviato le preadesioni al ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati all’estero, ancora una volta discriminati rispetto al resto del personale della PA.

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