Permesso per matrimonio: quando il diritto ai 15 giorni di assenza spetta anche al supplente

di Paolo Pizzo

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La norma riconosce al lavoratore uno specifico diritto soggettivo alla fruizione dei permessi per matrimonio. Cosa cambia se si tratta di supplenti?

Enrico scrive

Salve,  Sono un docente assunto da Mad con contratto di 18 ore al 31/8/2020 presso una scuola pubblica. Dal momento che devo sposarmi (matrimonio civile), vorrei sapere se anche da precario, quindi con contratto a tempo determinato, posso usufruire del congedo di 15 giorni per il matrimonio e se la risposta è positiva qual’e la legge che fa riferimento a questo. Grazie mille sin da ora.

Matrimonio e congedo per personale a tempo determinato

Ai sensi dell’art. 19, comma 12, del CCNL 29.11.2007 Il personale docente ed ATA assunto a tempo determinato ha diritto entro i limiti di durata del rapporto di lavoro, ad un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio.

Criteri e modalità di fruizione

Il diritto si applica nei limiti di durata della nomina. Per tale personale il giorno del matrimonio e il relativo congedo devono quindi ricadere entro i termini del contratto. Pertanto, il diritto ai 15 giorni di permesso retribuito per matrimonio scaturisce nel momento in cui lo stesso avviene in un periodo in cui il dipendente ha un rapporto di lavoro con la scuola.

Conclusioni

Enrico potrà quindi sposarsi con la sicurezza di poter fruire dei 15 giorni consecutivi di permesso retribuito. Infatti, il CCNL Scuola, per questi permessi, al pari di quelli per lutto, non fa nessuna distinzione tra personale assunto a tempo determinato e a tempo indeterminato.

È da notare però come a differenza dell’art. 15 (personale a tempo indeterminato) il 19 citato non menziona un periodo di tempo in cui è possibile fruire del congedo.

Per il personale di ruolo, infatti, l’art. 15, comma 3, stabilisce che i 15 giorni consecutivi di congedo per matrimonio possono essere fruiti – su richiesta del dipendente – da una settimana prima a due mesi dopo l’evento.

Io comunque ritengo che anche se questa possibilità non sia espressamente stabilita nell’art. 19 citato, sia applicabile anche per i supplenti, a condizione – ovviamente – che il periodo prescelto rientri nel periodo di vigenza del contratto di lavoro.

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