Permessi retribuiti, il dirigente non può negarli. I motivi per chiederli

di redazione
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Il contratto prevede la possibilità di permessi retribuiti per  docenti ed ATA, fino a tre giorni per motivi personali e familiari. Per presentare domanda è necessaria autocertificazione.

Può il dirigente negare il permesso?

No, il dirigente non può negare il permesso retribuito. Tali permessi possono essere fruiti “per motivi personali e familiari” consentendo, quindi, a ciascun dipendente, di individuare le situazioni soggettive o le esigenze di carattere personale o familiare ritenute più opportune ai fini del ricorso a tale particolare tutela contrattuale.

Per quali motivi posso prenderli?

Il contratto fa riferimento sia alle esigenze personali che a quelle di famiglia. Non è necessario che i motivi siano gravi, ma sono legati ad un senso generico di situazione legata al benessere, sviluppo e progresso dell’impiegato facente parte di una famiglia o come individuo singolo.

E’ il dipendente a giudicare il rilievo del motivo che motiva la sua assenza dal lavoro.

Differenze tra docenti di ruolo e precari

La differenza tra docenti con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato, sta nella quantità di giorni. Infatti mentre il docente a TI ha 3 giorni di permesso interamente retribuito, il docente a TD ha 6 giorni, ma senza retribuzione.

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