Perizia su 30 buste del concorso a ds lombardo alla ricerca di prove certe: nessun dubbio sulla correttezza della commissione

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Giulia Boffa – Italia Oggi ha pubblicato un articolo sul ricorso al concorso per i DS lombardi, trattando ancora del motivo del contendere: le buste trasparenti.

Giulia Boffa – Italia Oggi ha pubblicato un articolo sul ricorso al concorso per i DS lombardi, trattando ancora del motivo del contendere: le buste trasparenti.

Secondo l’articolo, le buste che saranno controllate dal perito, cioè il direttore del dipartimento di scienze merceologiche dell’Università La Sapienza di Roma, saranno prelevate dalla cancelleria per un numero non inferiore a 30 esemplari; il Consiglio di Stato ha altresì imposto al verificatore di comunicare ai difensori di entrambe le parti, il giorno e l’ora in cui procederà all’accertamento tecnico per rispettare il contradditorio.
 
La perizia, secondo il quotidiano, è stata predisposta perché l’accertamento precedente disposto dai giudici di Milano sulle buste non aveva carattere di perizia specialistica, ma solo quella di un esame empirico e il TAR  lombardo ne deduceva che solo ponendo in controluce si sarebbero potuti leggere i nomi dei candidati e che non c’era motivo di credere, nè tantomeno prova, che la commissione del concorso avesse "barato" su questo punto.
 
Infatti il TAR del Lazio nella sentanza n.9081/2012 ha ritenuto determinanti  per l’invalidazione di un concorso, solo quegli elementi dai quali emerga senza ombra di dubbio la compromissione della garanzia dell’anonimato, escludendo in mancanza di prove certe il dubbio che la commissione abbia agito in mala fede senza rispettare le regole.

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