PAS necessario, non si possono sfruttare i precari e poi liquidarli con un test! Lettera

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Inviato da Salvatore Sottile – Vorrei esprimere con la presente lettera, l’enorme rischio che potrebbe riproporsi, con il nuovo Governo (al di la delle nuove alleanze), sulle modalità di stabilizzazione ai quali andrebbero incontro i precari che hanno alle spalle anni di onorato servizio.

Se si dovessero riproporre concorsi abilitanti, addirittura dotati di test pre-selettivi, ove precari con consolidata esperienza, e neolaureati si ritroverebbero a confrontarsi insieme si ripeterebbe, ancora una volta, una metodologia completamente scellerata, antidemocratica e contraddittoria, e ne spiego il perchè:

Supponiamo che si trovino a confrontarsi un docente precario con 7 anni di servizio (periodo in cui i percorsi abilitanti sono fermi) e un neolaureato.

Per mezzo punto in più, il neolaureato supera il precario con 7 anni di esperienza.

Quindi, mi si dirà: è giusto che la scuola sia dotata dei docenti più preparati e più capaci. Condivido!

Ma questo precario che non è stato in grado di superare, esempio, la prova pre-selettiva è incapace? Bene, e se lo è lo è, il Ministero ha permesso che un incapace insegnasse e fosse pagato per 7 anni di fila?

E solo adesso, con un paio di test scopre all’improvviso che non poteva fare il docente?

Perché, se risulta non idoneo adesso, in verità, non lo è mai stato. Quindi quel “pseudo-docente” dovrebbe restituire i soldi guadagnati da una truffa concordata con lo Stato e considerare nulli tutti i documenti firmati (verbali, esami di stato, colleggi, ecc..) assunto, per l’appunto, regolarmente a tempo determinato, dallo Stato Italiano.

Quindi, in questo modo, è palese, che  si creerebbe un corto circuito del quale il Governo ne avrebbe totale responsabilità.

Per dirla a battuta da bar :” non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”. Non potete dire, ok siete stati idonei, vi abbiamo pagato regolarmente, però adesso dobbiamo verificare se lo siete davvero!

Siamo nel ridicolo!

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