Struttura della Costituzione

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Gli articoli

La nostra Costituzione è articolata in 139 articoli, pur rimanendo invariata la numerazione con la riforma del 2001 ne sono stati eliminati sei, più 18 Disposizioni transitorie e finali, che contengono le norme di passaggio tra il vecchio e il nuovo regime, suddivisa in:

  • Principi Fondamentali (artt. 1 a 12), rappresentano le decisioni essenziali che sono state assunte per delineare quale tipo di Stato sia l’Italia e quali elementi lo caratterizzino. Non sono mai stati cambiati perché rappresentano la nostra identità. Evidenziano in particolare modo i valori di democrazia, lavoro, uguaglianza, libertà religiosa e rifiuto alla guerra. Essendo essi stessi caratteristica portante dell’espressione della nostra legge fondamentale, non possono essere modificati nemmeno mediante il ricorso a una Legge costituzionale;
  • Parte prima (artt. 13 a 54) nota con il titolo “Diritti e Doveri dei cittadini”, è suddivisa in quattro Titoli, che disciplinano il rapporto tra lo Stato e i cittadini: rapporti civili, economici, politici ed etico-sociali. A differenza dei Principi Fondamentali, sono modificabili attraverso l’apposito iter legislativo;
  • Parte seconda (artt. da 55 a 139) intitolata con l’espressione “ordinamento della Repubblica”, contiene le regole sull’organizzazione dello Stato e le competenze degli organi statali. Negli anni sono state apportate alcune modifiche al testo;
  • “Disposizioni transitorie e Finali” (indicate con la numerazione romana) a completare la Costituzione vengono delineate 18 essenziali disposizioni per passare dal vecchio al nuovo ordinamento. Esse sono vere e proprie Fonti costituzionali con la medesima efficacia di altre norme della Costituzione.
L’intera Costituzione stampata su muro ad Aielli (AQ)
L’intera Costituzione stampata su un muro ad Aielli (AQ)

La rigidità della Costituzione

La caratteristica più importante della nostra Costituzione è la sua rigidità, in quanto diventa una garanzia il fatto che essa non possa essere modificata in assenza di un accordo tra le diverse forze politiche, e solo attraverso un’apposita Legge costituzionale. La sua lunghezza deriva dal fatto che disciplina in modo più minuzioso le garanzie di libertà dei cittadini, (di diritti e doveri della cittadinanza) al contrario delle costituzioni cosiddette brevi (Costituzione liberale dell’800) che si limitavano ad elencare le libertà dei cittadini ed affidare il potere legislativo ad un parlamento elettivo.

La semplicità della Costituzione

“La Carta del 1947 è stata costruita con l’uso di 1.357 vocaboli dell’uso comune – sono 9.369 parole – e tra questi ce ne sono 1.302, in particolare, che appartengono al vocabolario di base dei cittadini italiani, addirittura del 1946. Si è anche rinunciato all’uso, per esempio, dei congiuntivi, dell’eleganza dei congiuntivi, e si è preferito l’indicativo. Non ci sono periodi che superano le venti parole, tranne che nelle disposizioni transitorie e finali. Normalmente stiamo sulle 19 parole. In altri termini, il cittadino italiano è in grado di leggere e di capire la Costituzione italiana, anche se fosse di media o inferiore cultura. Ora, è ben noto che quel testo fu sottoposto all’esame di persone che di lingua italiana ne capivano. Ci fu un esame da parte di Concetto Marchesi; ci fu pure uno scrittore che fu appositamente incaricato di questo lavoro ed abbiamo avuto quel testo che, ripeto, è un testo democratico che è comprensibile” (intervento del deputato Arcangelo Sannicandro, nel resoconto stenografico della seduta fiume della Camera dell’11 febbraio 2015 e seguenti giorni solari, pagina 633).


Testo di Vittoria Esposito
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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