Salvaguardia del pianeta

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Parlare di Ambiente e della sua salvaguardia e tutela significa parlare della stessa sopravvivenza del nostro Pianeta e della specie Umana che lo abita. Per la prima volta nella sua storia l’uomo, le sue attività, il suo vivere sulla terra può determinare il futuro del pianeta. Mai come in questi ultimi anni a venire, con un ritmo che cresce in modo esponenziale, ci rendiamo conto a nostre spese che i danni provocati dall’uomo a quello che è il suo habitat naturale stanno rivestendo il carattere dell’emergenza e della drammaticità. Quelle che prima erano manifestazioni ed eventi atmosferici rari ed eccezionali – lo vediamo soprattutto nell’ambito dei Paesi del Mediterraneo come il nostro – sono diventati cronaca pressoché quotidiana per le devastazioni e vittime che causano, a prescindere dal periodo climatico di riferimento. I numerosi protocolli d’intesa che i grandi della Terra firmano periodicamente sembrano non sortire al momento alcun effetto significativo; sconcertante è poi l’amara constatazione che c’è chi arriva addirittura ad anteporre la salvaguardia dell’economia e dello sviluppo alla prevenzione dei gravi cambiamenti climatici che essi inevitabilmente producono, e che sono causa primaria dei disastri ambientali. Per troppi anni questa visione è stata sempre accantonata o – ancor peggio – del tutto ignorata, a vantaggio di politiche economiche che mettevano al primo posto lo sviluppo e il progresso “a qualunque costo”. I risultati sono quelli che oggi vediamo, e che ci porteranno, senza un intervento deciso e risolutivo, ad una escalation che metterà a rischio l’intero destino del genere umano. Se tutto questo può sembrare oltremodo allarmistico, basti pensare alla velocità con la quale sta aumentando la temperatura media della terra e allo scioglimento dei ghiacciai, che porteranno, secondo alcune ipotesi entro la fine del XXI secolo, all’innalzamento del livello dei mari con conseguente scomparsa di molte zone costiere, oggi intensamente popolate. Lo scenario che si prospetta è dunque ben più che allarmante; se i milioni di persone che vivono oggi in quelle zone dovessero essere costrette un giorno non lontano ad emigrare verso l’interno dei continenti, potrebbero dare origine a conflitti umani per la tutela e la salvaguardia del proprio spazio vitale. Non solo: tutti i settori economici legati oggi allo sfruttamento dei mari e delle coste rischierebbero di estinguersi del tutto, con ovvie conseguenze in termini di sviluppo economico e sociale. Di fronte a tutto ciò, ciascuno di noi ha il dovere di adottare nuovi stili e abitudini di vita; è necessario, come già ribadito, che anche l’azione del singolo individuo per la salvaguardia dell’ambiente diventi un tassello fondamentale – insieme a quelle di tutti gli altri membri di una comunità – verso la costruzione di un futuro che non metta più a rischio la sopravvivenza dell’intero Pianeta. Tutto questo prima che sia troppo tardi. È un’assunzione di responsabilità da parte di tutti non più procrastinabile. Da diversi anni a questa parte i grandi della Terra si riuniscono per discutere dei problemi legati ai recenti cambiamenti climatici e per proporre soluzioni possibili e sostenibili. La volontà comune è quella di ridurre l’effetto serra, che causa l’innalzamento della temperatura media del nostro pianeta, con le evidenti e tragiche conseguenze che ne derivano.

Accordi Internazionali sull’Azione per il Clima (United Nations for Climate Change)
In considerazione di tutto ciò che sta avvenendo, e prefigurando un inevitabile e irreversibile danno all’ambiente, anche la scuola ha il dovere, verso le future generazioni alle quali sarà consegnato il Pianeta, di mettere in atto tutte le misure e strategie possibili per sensibilizzare i cittadini del domani. Nel 2014 il Governo italiano ha elaborato ed emanato le “Linee Guida Educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile”, con l’obiettivo di indicare un percorso legislativo da seguire per la diffusione di una seria sensibilizzazione verso queste tematiche, con l’auspicio che anche la scuola, importante agenzia formativa, possa recepire l’improcrastinabilità dell’inserimento di percorsi ad hoc tra le proprie linee guida programmatiche. Nel dicembre 2018 l’allora Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti firma un Protocollo d’Intesa con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa che punta, in primis, a rendere strutturali i percorsi di Educazione ambientale nella Scuola italiana. Oggi questo tema rientra nell’insegnamento dell’Educazione Civica.

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