F. Referendum

Stampa
Contenuti

Il “popolo” nell’iter legislativo

La legge emanata dal Parlamento rimane in vigore fino a quando non è cancellata da una nuova legge. Anche il popolo, mediante il referendum, può abrogare una legge. Con il referendum è possibile eliminare una legge ordinaria o un atto avente forza di legge.

La Costituzione non ammette però il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.

La richiesta di referendum deve essere presentata da non meno di 500.000 elettori o da 5 consigli regionali ed è sottoposta ad un duplice controllo: della Corte di Cassazione per verificare la regolarità della richiesta (ad esempio l’effettiva sussistenza delle sottoscrizioni), della Corte Costituzionale, per accertare se la richiesta non rientri in una delle categorie per cui la Costituzione vieta il referendum nonché se il quesito, risponda a criteri di razionalità, omogeneità e coerenza. Superati questi controlli, il Presidente della Repubblica indice la data per il referendum.

Per la validità dello stesso, è necessario raggiungere il quorum: devono partecipare alla consultazione il 50% + 1 degli aventi diritto (cittadini maggiorenni). Quando il quorum è raggiunto, se la maggioranza dei votanti si è espressa con il SÌ, la legge o l’articolo è abrogata.

Scheda di un Referendum
Scheda di un Referendum

Dal 1946, data del referendum istituzionale, si è tornati alle urne per altri 71 quesiti referendari di cui 67 abrogativi, 1 consultivo (nel 1989 in cui gli Italiani si espressero a favore dell’Unione Europea, e 4 costituzionali (importanti soprattutto quelli del 2001 con la riforma del titolo V della Costituzione e del settembre 2020 che ha determinato il taglio dei parlamentari).


Testo di Loredana Rosso
editing di
WinScuola

Stampa