E. Nascita delle leggi

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Come nascono le leggi

L’iter di approvazione di una legge ordinaria si articola in alcune tappe fondamentali:

a) iniziativa legislativa

Consiste nel potere di presentare al Parlamento una proposta di legge, cioè un testo di legge già redatto in articoli.

La Costituzione attribuisce a 5 soggetti questa iniziativa:

  • Governo con i disegni di legge
  • ciascun parlamentare
  • 50.000 elettori (iniziativa legislativa popolare)
  • Regioni attraverso i rispettivi Consigli regionali
  • CNEL, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, limitatamente a proposte di legge in materia di economia e di lavoro.

La proposta di legge deve essere presentata indifferentemente al Presidente di una delle due Camere.

b) discussione e approvazione

Una volta presentata alla Camera, la proposta di legge deve essere letta, esaminata, discussa in aula ed eventualmente approvata.

Per arrivare all’approvazione di una legge esistono principalmente due procedure diverse:

  • la procedura ordinaria: la commissione opera in sede referente, nel senso che esamina il testo e poi riferisce all’Assemblea che può apportare tutte le modifiche (emendamenti) che ritiene opportune e alla quale è riservata la votazione definitiva;
  • la procedura legislativa: la commissione opera in sede deliberante, nel senso che è la stessa commissione, dopo l’analisi della legge e le eventuali proposte di modifica, a decidere se approvarla o meno, evitando il passaggio in aula. Poiché in questo caso l’esame della legge avviene solo da parte di un gruppo ristretto di parlamentari, questa procedura viene utilizzata solo per le leggi considerate meno importanti e dall’approvazione scontata.

In conseguenza del bicameralismo perfetto, l’approvazione di una sola Camera non è sufficiente a far nascere una legge, ma occorre una conforme deliberazione di entrambi i rami del Parlamento. Solo quando entrambe le Camere approvano lo stesso testo, la legge si perfeziona. Il passaggio della legge da un ramo all’altro del Parlamento prende il nome di spola o navetta. L’ostruzionismo parlamentare è spesso attuato da taluni gruppi di minoranza con la presentazione di innumerevoli emendamenti con il preciso intento di ritardare o impedire l’approvazione di provvedimenti voluti dalla maggioranza.

c) promulgazione

Una volta approvata da entrambe le Camere, la legge viene trasmessa al Presidente della Repubblica per la sua promulgazione. La promulgazione è l’atto con cui il Presidente della Repubblica attesta che la legge è stata regolarmente approvata e ne ordina la pubblicazione e l’osservanza. Se, invece, ritiene che la legge è illegittima, può rinviare la legge alle Camere, con messaggio motivato per chiedere una nuova deliberazione (veto sospensivo). Il rinvio presidenziale riapre l’iter legislativo e, se la legge viene nuovamente approvata, essa deve essere promulgata.

L’art. 74 Cost. non esplicita palesemente «quali possano essere le ragioni che rendano legittimo, il rinvio delle leggi» da parte del Presidente della Repubblica. La dottrina ha individuato due ragioni di rinvio:

  • i vizi di legittimità (in modo particolare, la violazione dell’obbligo di copertura finanziaria: una legge, cioè, deve sempre prevedere le necessarie risorse finanziarie);
  • le ragioni di merito (ovvero questioni sostanziali che possono finire per pregiudicare il buon funzionamento della Costituzione).

d) pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale

La legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. La pubblicazione fa scattare una presunzione di conoscenza, cioè la legge si presume nota a tutti i cittadini (ignorantia legis non excusat”).

Gazzetta Ufficiale
Testata della Gazzetta Ufficiale

La legge entra in vigore, cioè inizia a produrre effetti di solito dopo 15 giorni dalla pubblicazione. L’intervallo di tempo tra pubblicazione ed entrata in vigore è detto “vacatio legis” (periodo di “mancanza della legge”).


Testo di Loredana Rosso
editing di
WinScuola

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