Origini della Costituzione

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Dallo Statuto Albertino al referendum tra Monarchia e Repubblica

“Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione” (Piero Calamandrei, politico e membro dell’Assemblea Costituente). Prima di addentrarci nella legge fondamentale dello Stato italiano e pilastro della nostra Repubblica democratica è necessario ripercorrere, facendo un passo indietro, alcune tappe importanti della nostra recente storia a partire da un preciso momento dove tutto ebbe inizio: il 4 marzo del 1848, Carlo Alberto di Savoia, Sovrano del regno di Sardegna, emanò la prima forma di Costituzione italiana, nota come Statuto Albertino.

Si trattava di una Carta Costituzionale concessa, breve e flessibile ed è proprio quest’ultima caratteristica che permise, fin dalla sua entrata in vigore, la possibilità di apportare importanti modifiche rispetto alla stesura originale. Nel periodo compreso tra la prima e la seconda Guerra Mondiale, il processo di democratizzazione venne bruscamente bloccato in alcuni paesi europei (Italia, Germania, Spagna) dall’instaurarsi di regimi dittatoriali. Quando nel 1922 ascese al potere il Partito Nazionale Fascista guidato da Benito Mussolini, egli, cosciente di avere la possibilità di modificarne il contenuto, rese lo Statuto Albertino privo di significato pur senza abrogarlo formalmente. Accentrò su di sé ogni forma di potere (regime dittatoriale) imponendo cambiamenti decisivi in ambito politico, economico e sociale per il paese, al servizio della causa fascista.

Come naturale conseguenza dell’alleanza con la Germania nazista, nel 1938, in Italia vennero adottate le leggi razziali contro gli ebrei. Si trattò di ordinamenti disumani formalizzati a livello istituzionale, che calpestavano i principi di libertà, uguaglianza e dignità personale. Le libertà civili furono progressivamente abolite. Dopo la caduta del fascismo e la liberazione nazionale, il 2 giugno del 1946 i cittadini furono chiamati a votare attraverso il referendum per la scelta tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea Costituente: per la prima volta in Italia la consultazione elettorale fu svolta a suffragio universale.

Scheda referendum Monarchia e Repubblica
Scheda referendum tra Monarchia e Repubblica

Entrata in vigore della Costituzione

Sia pure con una differenza di voti non molto significativa (circa due milioni), l’Italia diventava una Stato Repubblicano ed il re Umberto II fu costretto a lasciare il paese. Furono eletti i membri dell’Assemblea Costituente con il compito di elaborare il testo della nostra Costituzione che, promulgata il 27 dicembre dal Capo provvisorio di Stato Enrico de Nicola, entrò in vigore il 1° gennaio del 1948.

Il Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola firma la Costituzione
Il Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola firma la Costituzione

Venne deliberata una Costituzione che presentava nuovi caratteri: votata, lunga, ma soprattutto rigida per impedire definitivamente qualsiasi tentativo di imporre un regime dittatoriale e tutelare i diritti di ogni cittadino. La Costituzione fu il frutto di una magnifica mediazione (una sorta di compromesso in particolare tra i “cattolici” e la “sinistra”), tra differenti esigenze in vista di un bene comune in cui la collaborazione tra le forze politiche dominanti rese possibile il processo di sviluppo per la creazione di un’Italia libera e democratica.

La nostra Costituzione è la legge fondamentale dello Stato e punto di riferimento per i diritti fondamentali dei cittadini, termine che spesso si sovrappone a “persona”, e pilastro saldo delle istituzioni. La Costituzione è l’apice della gerarchia delle fonti, un principio in base al quale gli atti normativi disposti su una scala gerarchica non hanno tutti lo stesso valore. Le norme che si trovano sui gradini superiori hanno una forza maggiore di quelle poste sui gradini inferiori. Per tali ragioni la nostra Costituzione stabilisce le norme di base a cui tutte le leggi devono attenersi, quindi è punto di riferimento per ogni norma senza che possa essere contraddetta. Ecco sintetizzata la “gerarchia delle fonti giuridiche”:

1. FONTI COSTITUZIONALI
Costituzione e Leggi Costituzionali

2. FONTI PRIMARIE
Regolamenti europei, Leggi ordinarie, Decreti Legge, Legislativi, Leggi Regionali

3. FONTI SECONDARIE
Regolamenti

4. FONTI CONSUETUDINARIE
Consuetudini

La Costituzione basandosi sul principio della divisione dei poteri, affida ad organi diversi imposizioni di reciproca indipendenza e diverse funzioni:

Originale della Costituzione
Originale della Costituzione (fonte Senato.it)

Testo di Vittoria Esposito
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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