F. Tre gradi di giudizio

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Il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio.

La parte che nel processo di primo grado riceve una sentenza sfavorevole la può impugnare davanti ad un altro giudice, attivando così un giudizio di secondo grado o di appello. Questo secondo grado può confermare la sentenza di primo grado ma potrebbe anche ribaltarla.

Anche la sentenza di appello può essere impugnata davanti alla Corte di Cassazione, ma con una differenza rispetto ai primi due gradi di giudizio: la Corte di Cassazione è solo giudice di legittimità e non di merito. Essa cioè verifica solo se la legge è stata applicata correttamente (legittimità), senza ridiscutere e riesaminare i fatti della causa (merito).

Quando una sentenza non può essere più impugnata – perché sono scaduti i termini dell’appello o perché si è raggiunto il giudizio della Cassazione – si dice che passa in giudicato, cioè diventa definitiva. La Corte di Cassazione è infatti l’organo “di chiusura” del sistema giudiziario. I princìpi stabiliti dalla Corte di Cassazione si possono considerare un “precedente” influente per  i giudici delle giurisdizioni inferiori che infatti si conformano alle decisioni della Corte di Cassazione nella maggioranza dei casi.

Palazzo della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione a Roma

Testo di Loredana Rosso
editing di
WinScuola

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