H. Consiglio Superiore della Magistratura

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Per garantire ai Magistrati la indipendenza dall’esterno, la nostra Costituzione ha introdotto all’art. 104 il Consiglio superiore della magistratura, sistema di autogoverno dei giudici che gestisce tutto ciò che riguarda le assunzioni, le procedure di destinazione alle sedi e di trasferimento, gli avanzamenti di carriera, la cessazione del servizio e gli aspetti disciplinari relativi ai magistrati scorretti.

Piero Calamandrei il 22 maggio 1946 affermò: “Se il potere giudiziario deve essere veramente indipendente, com’è il potere legislativo, bisogna che i componenti dei suoi organi, al pari di quelli che compongono gli organi legislativi, non dipendano come impiegati del potere esecutivo”.

L’esistenza di ideologie politiche diverse tra i magistrati ha portato alla divisione degli stessi in correnti. Le correnti più forti possono avere un peso nella nomina di giudici al CSM mettendo in pericolo l’indipendenza dell’organo stesso.

CSM

Il Presidente della Repubblica svolge, all’interno del Csm, la stessa funzione di stimolo e moderazione che la Costituzione gli attribuisce in generale nel sistema. Non può identificarsi con nessuno schieramento, di maggioranza o di minoranza, né far valere il suo peso istituzionale per far prevalere una proposta o un’altra nella dialettica consiliare. Al Presidente è inoltre attribuita la fondamentale funzione di raccordo tra la magistratura ordinaria e tutti gli altri poteri dello Stato, sia allo scopo di difendere l’indipendenza della prima contro attacchi o interferenze, da qualunque parte provengano, sia allo scopo di contenerne le manifestazioni al di fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie.

CSM
“Palazzo dei Marescialli”, sede del Consiglio Superiore della Magistratura a Roma

Testo di Loredana Rosso
editing di
WinScuola

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