04. Legalità e scuola

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I principi di legalità e di cittadinanza sono stati promossi nella scuola secondaria fin dal 1958 quando l’allora ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro introdusse l’obbligo di dedicare due ore mensili del programma di Storia all’Educazione Civica.

Aldo Moro
Il politico e accademico italiano Aldo Moro, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978

La possibilità per gli allievi e per le famiglie di esercitare effettivamente una forma di partecipazione democratica alla vita della scuola fu però introdotta solo nel 1974 quando furono firmati i decreti delegati della scuola. Le norme di comportamento degli allievi durante l’attività didattica sono invece stabilite dai regolamenti interni la cui legittimità deriva dall’autonomia scolastica, DPR 275 / ’99, e dall’art. 10 della norma che raccolse in modo organico i decreti delegati e altre disposizioni relative all’ordinamento scolastico, il Testo Unico del 1994, DLGS 297 del 16 aprile 1994. Gli studenti delle scuole superiori hanno diritto ad assemblee di classe e di istituto una volta al mese, della durata di due ore per quelle di classe e dell’intero orario giornaliero per quelle di istituto, e ad eleggere due rappresentanti nel Consiglio di classe e quattro nel Consiglio di Istituto. Le assemblee di Istituto devono svolgersi secondo un Regolamento stilato dagli stessi allievi e inviato in visione al Consiglio di Istituto. Le assemblee, di classe e di istituto, rappresentano per gli allievi una preziosa occasione “per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti” (art. 13 del Testo Unico). Perché un’assemblea possa essere utile oltre che valida gli alunni devono individuare un Presidente, che ne deve regolamentare lo svolgimento permettendo di intervenire, a turno, a chi lo chiede, e un Segretario che deve registrare (verbalizzare) i punti salienti del dibattito e le decisioni prese. L’importanza di questo diritto per gli studenti è tale che alcune scuole Secondarie di Primo Grado (già “Medie”) e persino scuole primarie hanno deliberato la possibilità per i loro alunni di eleggere rappresentanti di classe e svolgere assemblee di classe e di istituto.

Assemblea degli studenti
Assemblea degli studenti del 1985 al Liceo Classico Statale “T. Tasso” di Roma con la partecipazione di Antonello Venditti (foto per gentile concessione di Silvia Sereno)

Altre norme che riguardano in modo diretto gli studenti e devono essere quindi oggetto di analisi nell’ambito dell’educazione alla legalità sono lo Statuto delle studentesse e degli studenti, voluto nel 1998 da Luigi Berlinguer, all’epoca ministro della Pubblica Istruzione, e il Patto Educativo di Corresponsabilità introdotto nel 2007 dal DPR 235 che ha modificato in diversi punti lo Statuto delle studentesse e degli studenti in particolare introducendo sanzioni di gravità progressivamente maggiore, che devono essere deliberate dal Consiglio di Istituto, come la sospensione dalle lezioni per più di quindici giorni o fino al termine delle lezioni oppure, per atti di violenza grave o che provochino allarme sociale, anche l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato. Questo inasprimento delle sanzioni fu voluto dal governo dell’epoca nel tentativo di contrastare l’aumento di fenomeni di violenza e di bullismo anche nei confronti di disabili, verificatosi nelle scuole negli anni precedenti.


Testo di Giovanni Rosso
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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