D. Formazione del Governo

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Una nuova formazione di un Governo avviene sinteticamente in questi passi:

  1. Il Presidente della Repubblica avvia le consultazioni tra i partiti (colloqui tra  il Presidente della Repubblica e esponenti dei gruppi parlamentari, Presidenti delle due Camere, finalizzati ad individuare la persona cui conferire l’incarico di formare il Governo) per individuare la persona cui affidare l’incarico di formare il nuovo Governo. Di norma si tratta del leader della coalizione uscita vincitrice dalle elezioni.
  2. Al termine il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di quest’ultimo, anche i Ministri.

  3. Il Presidente del Consiglio e i Ministri giurano fedeltà alla Repubblica nelle mani del Presidente della Repubblica. Ora il Governo è in carica ma non ancora nel pieno dei suoi poteri.

  4. Entro 10 giorni dalla nomina il Governo si presenta alle Camere per illustrare il proprio programma e ottenere il voto di fiducia.

In caso di impossibilità di formare un nuovo Governo, il Presidente della Repubblica scioglie le Camere per andare a elezioni anticipate. Il Governo uscente resta in carica per gli affari correnti, come la conversione dei decreti in scadenza.


Possibili alternative di Governo allo scioglimento anticipato delle Camere sono:

  • Governo del Presidente
    formula politica che indica un governo il cui premier sia stato scelto dal presidente della Repubblica, in quanto figura di spicco, per superare un’impasse. È il caso dell’attuale governo Draghi, sorto a seguito  dell’incarico dato dal Presidente Mattarella, dopo aver constatato l’impossibilità di formare un governo politico che ottenesse la fiducia della maggioranza.

  • Governo tecnico
    quando il presidente del Consiglio e la squadra di governo non vengono individuati in seno alle forze politiche: un esecutivo super partes la cui squadra dei ministri è composta da tecnici selezionati in base alle competenze specifiche. Tra i governi tecnici più recenti c’è quello guidato dall’economista Mario Monti nel 2011.

  • Governo di scopo
    per definizione un esecutivo formato per portare a termine obiettivi mirati, come ad esempio una nuova legge elettorale. Si differenzia dal governo tecnico per la sua matrice politica visto che ne fanno parte ministri e viceministri dell’esecutivo dimissionario precedente. Un governo di scopo fu quello di Carlo Azeglio Ciampi finalizzato all’emanazione del Mattarellum, la legge elettorale con la quale si votò nelle elezioni politiche italiane del 1994, 1996 e 2001.

  • Governo istituzionale
    guidato da un’alta carica delle istituzioni come il presidente della Camera o del Senato. Si tratta di un governo di durata limitata che ha solitamente l’obiettivo di arrivare alle elezioni provvedendo all’ordina amministrazione, agli atti urgenti e all’adempimento degli obblighi assunti sul piano europeo e internazionale.

Testo di Loredana Rosso
editing di
WinScuola

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