01. Educazione economica e finanziaria a scuola

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Questo nuovo spazio è dedicato all’educazione finanziaria con un articolo messoci gentilmente a disposizione dalla prof.ssa Annamaria Lusardi, docente di Economia alla George Washington University School of Business (GWSB) e direttore del Comitato per l’Educazione Finanziaria, istituito nel 2017 con decreto congiunto dei Ministri dell’Economia e Finanze e dell’Istruzione.

Qui di seguito la professoressa Lusardi mette in evidenza l’esigenza di far conseguire a tutti l’alfabetizzazione finanziaria, competenza ormai imprescindibile nella società complessa in cui viviamo e che ci costringe a scelte anche quotidiane in ambito economico e finanziario.

La professoressa, dopo aver passato in rassegna le iniziative di altri paesi europei, avanza la proposta di inserire obbligatoriamente l’insegnamento dell’educazione finanziaria all’interno della didattica trasversale di Educazione Civica. Si tratta in effetti di un’ipotesi già formulata in ambito parlamentare che non ha trovato attuazione nella L. 92 / 2019 ma è comunque un argomento previsto nella L. 107 al c. 7 d) in cui si parla di “potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economico-finanziaria e di educazione all’autoimprenditorialità”.

Non è tanto un ulteriore intervento legislativo quello che a mio parere potrebbe dare impulso alla diffusione dell’educazione finanziaria nella scuola, quanto un piano specifico di formazione dei docenti. Formare i docenti avrebbe inoltre il doppio effetto di incrementare le loro competenze in ambito finanziario e metterli in grado di fornire gli elementi di financial literacy agli alunni.

Con questi obiettivi ho curato un’appendice di “Educazione economica e finanziaria” per la nuova edizione del testo “Educazione Civica a Scuola” edito da Winscuola.

Giovanni Rosso


È l’ora dell’educazione finanziaria a scuola

Si è celebrata lo scorso Marzo in tutto il mondo la Global Money Week, la settimana dedicata all’educazione finanziaria dei giovani, organizzata dall’OCSE e coordinata in Italia dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Ben 175 Paesi hanno partecipato dal 2012 a questa manifestazione a dimostrazione di come siano diventati importanti per tutti la comprensione dei principi della finanza e la capacità di prendersi cura dei propri soldi.

Ma cos’è la conoscenza finanziaria e perché se ne parla così tanto a livello globale? L’ha riassunto bene il progetto PISA (Programme for International Student Assessment) dell’OCSE, definendola una conoscenza di base essenziale nel ventunesimo secolo per partecipare alla società.

Ci sono varie ragioni per cui questa conoscenza è oggi essenziale, ragioni che hanno a che fare con i cambiamenti che stanno avvenendo ovunque. Ne cito alcune. Oggi abbiamo la fortuna di vivere più a lungo rispetto al passato, e questo ha portato importanti trasformazioni – dal mercato del lavoro, alle pensioni – a cui dobbiamo essere preparati. Un secondo cambiamento riguarda i mercati finanziari, molto più complessi rispetto al passato, e per gestire i nostri risparmi è cruciale averne adeguata consapevolezza. Un terzo cambiamento è stato indotto dalle crisi economiche che hanno messo a nudo sia i benefici del possedere una conoscenza finanziaria sia i costi di non averla. E aggiungo un’altra considerazione legata all’avvento della tecnologia che rende la moneta “virtuale” e permette di spostare somme con un solo click. Questo espone tutti i cittadini al rischio non solo di commettere errori ma anche di cadere vittime di truffe.

Cash

È giunto il momento di dare una svolta nella formazione delle giovani generazioni e questo può avvenire soltanto coinvolgendo la scuola. Ricordo che già nel 2012 PISA ha inserito la conoscenza finanziaria tra le materie che i quindicenni devono conoscere, insieme al saper leggere, alla matematica e alle scienze.

Molti Paesi si sono attivati subito. Da anni i Paesi anglosassoni (ad esempio, il Regno Unito, la Nuova Zelanda, l’Australia) hanno inserito l’educazione finanziaria nei programmi scolastici. Ma più recentemente anche il Portogallo ha reso l’educazione finanziaria obbligatoria nelle scuole. La Finlandia, che vanta il miglior sistema scolastico del mondo, ha annunciato l’obiettivo di diventare la nazione con la migliore conoscenza finanziaria entro il 2030. Gli organismi internazionali non sono stati da meno. L’OCSE ha di recente emesso una Raccomandazione sulla alfabetizzazione finanziaria, che di fatto richiama tutti i Paesi che l’hanno sottoscritta a mettere in campo programmi per accrescere la conoscenza finanziaria sia dei giovani e sia degli adulti. Anche la Commissione Europea ha riconosciuto la conoscenza finanziaria tra gli elementi essenziali per costruire un mercato unico dei capitali e promuovere il risparmio e gli investimenti di lungo periodo.

Futuro

È necessario insomma avere l’educazione finanziaria a scuola. Come fare? In Italia si è resa da poco obbligatoria una materia dalla vocazione interdisciplinare: l’educazione civica, che secondo le linee guida del Ministero dell’Istruzione comprende anche l’insegnamento degli aspetti economici della società. L’educazione finanziaria può e deve essere inserita come insegnamento obbligatorio all’interno dell’educazione civica e questo dovrebbe essere previsto per legge. In questo modo l’Italia si allineerebbe ai numerosi Paesi che lo hanno già fatto e inizierebbe il percorso per colmare la differenze che vedono il nostro Paese fanalino di coda nei confronti internazionali sulle conoscenze finanziarie. L’Italia ha firmato la raccomandazione dell’OCSE e per attuarla non si può non partire dalla scuola, perché la scuola è il luogo dell’inclusione per eccellenza ed è uno strumento straordinario nella lotta alle disuguaglianze.

Dobbiamo farlo anche per dare il segnale chiaro e forte ai nostri giovani che intendiamo investire su di loro. Il futuro appartiene ai giovani ed è nostro compito dare loro gli strumenti affinché lo possano affrontare e costruire con successo. Gli altri Paesi lo stanno facendo, noi non possiamo restare indietro.

La Global Money Week è organizzata quest’anno con il supporto della Presidenza Italiana del G20. L’Italia deve fare però un passo in più. Basta ascoltare cosa ci chiedono i giovani. Uno studente che ha partecipato nel passato scrive: “Questo programma ha cambiato la mia vita, adesso penso ai soldi e al mio futuro in modo molto diverso e per il meglio.” Uso queste parole non solo per ricordare i benefici concreti dell’educazione finanziaria, ma anche per dire che non possiamo più aspettare. Il futuro è adesso.


Testo di Annamaria Lusardi
editing di
WinScuola

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