08. Blockchain e criptovalute

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La “moneta bancaria” si basa sulla registrazione di tutte le operazioni di scambio di moneta, in generale definite transazioni; in origine le transazioni erano trascritte in registri cartacei, da cui la definizione di “moneta scritturale”, oggi sono memorizzate in modalità elettronica nei database delle banche e delle società che gestiscono le carte di credito o le carte di debito, complessivamente definite carte di pagamento. Il collegamento, a livello europeo e internazionale, tra i diversi sistemi di pagamento, permette oggi di realizzare transazioni istantanee, anche se le banche richiedono per il bonifico istantaneo un costo aggiuntivo rispetto a quello ordinario che viene accreditato il giorno lavorativo successivo a quello dell’ordine.

I sistemi di pagamento, che sono regolamentati e controllati dalle banche centrali, sono gestiti da banche, organizzazioni interbancarie e intermediari finanziari autorizzati, ai quali cittadini, aziende, enti pubblici, devono ricorrere per qualunque operazione di pagamento che non utilizzi il contante. A partire dal 2009, probabilmente come reazione alla crisi finanziaria del 2007 – 2008 causata dal carente controllo esercitato dalle autorità centrali americane sull’erogazione dei mutui e su operazioni finanziarie speculative, sono nate e hanno cominciato a diffondersi le criptovalute, una moneta alternativa a quella emessa dalle banche centrali, che può essere creata e scambiata con transazioni dirette, senza sottostare ai regolamenti dei sistemi monetari centralizzati. Alla base del meccanismo di creazione e scambio delle criptovalute c’è la tecnologia Blockchain, letteralmente “catena di blocchi”, che indica un registro in formato elettronico contenente tutte le informazioni relative alle transazioni e che non richiede un sistema centrale di memorizzazione e validazione ma è distribuito su tutti i nodi della rete dei produttori / validatori della criptovaluta. La prima e più famosa criptovaluta è stato il Bitcoin (sigla BTC) la cui ideazione risale alla fine del 2008 quando fu pubblicato su un sito Internet, sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, il protocollo (insieme di procedure software) per la sua creazione, definita mining, e la validazione delle transazioni relative alla sua compravendita.

Già oggi alcune automobili di gamma alta possono essere acquistate in criptovaluta
Già oggi alcune automobili di gamma alta possono essere acquistate in criptovaluta (c) Can Stock Photo / Tas3

Satoshi Nakamoto nel protocollo fondativo ha stabilito che l’entità della ricompensa per il mining (i servizi che permettono alla tecnologia di essere utilizzata) venga dimezzata ogni quattro anni e che il numero totale di BTC in circolazione non possa superare i 21 milioni, in modo che la scarsità provochi un aumento di valore nel lungo periodo. In effetti questo meccanismo finora ha funzionato, il 22 maggio del 2010 un programmatore americano ha ordinato due pizze a domicilio pagandole con 10.000 BTC equivalenti all’epoca a circa 30 euro, oggi (marzo 2021) un BTC vale 40.000 euro.

Ricordando le tre funzioni della moneta appare evidente che anche se il BTC può essere usato come strumento di pagamento non può essere usato come unità di conto per l’estrema volatilità, anche su base settimanale, che lo caratterizza.

“L’interesse mediatico per il BTC e le criptovalute ha focalizzato l’attenzione sulle caratteristiche di sicurezza e decentralizzazione della tecnologia Blockchain che si sta diffondendo anche in altri ambiti applicativi, ad esempio nel settore agroalimentare che lo utilizza per la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera o nel settore assicurativo per gestire polizze assicurative istantanee.
Il settore in cui questa tecnologia è attualmente utilizzata più estensivamente è però quello finanziario con applicazioni, definite nel complesso DeFi, Decentralized Finance, che permettono agli investitori di effettuare transazioni finanziarie direttamente, senza passare attraverso le banche o altri intermediari.”


Testo di Giovanni Rosso
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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