1. Baratto e moneta merce

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La società contemporanea è caratterizzata da una organizzazione del lavoro complessa e iperspecializzata in cui nessuno è in grado, da solo, di produrre i beni di cui ha bisogno o di procurarsi direttamente il cibo, se non per hobby, coltivando ortaggi sul balcone o andando a caccia. L’attuale organizzazione, tanto familiare da sembrare di origine naturale e insostituibile, è invece molto recente nella storia dell’umanità perché i primi esempi di produzione specializzata risalgono al periodo della preistoria denominato neolitico, a partire da circa 10.000 anni a. C., quando, con l’avvento dell’agricoltura, le comunità di homo sapiens-sapiens iniziarono, in tempi diversi in diverse aree del mondo, a passare dallo stadio di cacciatori – raccoglitori nomadi a quello di coltivatori e allevatori stanziali.

Homo sapiens

(c) Can Stock Photo / adrenalina

La circolazione dei beni tra produttori e consumatori era inizialmente basata sul baratto, cioè su uno scambio diretto di beni, ad esempio pecore o buoi in cambio di spade o altri oggetti in metallo. Questo sistema è però scomodo e di difficile realizzazione perché richiede la doppia coincidenza dei bisogni cioè entrambi i protagonisti dello scambio devono aver necessità dell’oggetto offerto dall’altro. Poiché questo non sempre avviene possono essere necessari scambi multipli tra persone diverse per ottenere il bene desiderato. Altri problemi derivano dalla deperibilità di alcune merci, che quindi non possono essere accumulate perché col passare del tempo perdono valore, e dalla difficoltà di individuare un valore oggettivo delle diverse merci per realizzare un baratto equo per entrambe le controparti. Per questi motivi dal baratto si passò gradualmente alla compravendita, modalità in cui produttori e consumatori potevano scambiarsi i ruoli di venditore e compratore tramite i servizi di un intermediario, il mercante, che svolgeva la sua attività in un luogo fisico, il mercato, oppure in modo itinerante, svolgendo così anche il servizio di trasporto.

Probabilmente a partire dal V millennio a. C. un elemento indispensabile della compravendita diventò la moneta, una merce intermedia che presentava la caratteristica di essere poco deperibile e facilmente trasportabile e frazionabile, come il grano o altri cereali, il sale (da cui salario), le pecore (da cui pecunia), le spezie, avorio, metalli preziosi, …


Testo di Giovanni Rosso
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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