3. Banchi e banche

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In Europa all’inizio del secolo XI durante il processo di affiancamento della moneta di carta alla moneta di metallo i Templari, dotati di una rete di fortezze distribuite sino in Medio Oriente, rilasciavano ai pellegrini o ai crociati, che prima di partire per la Terrasanta depositavano presso di loro monete o metalli preziosi, delle ricevute da scambiare in seguito con denaro liquido nella valuta del luogo di destinazione. Una funzione analoga la svolgevano per i mercanti i banchi dei cambiatori, diffusi a partire dal secolo XI nei comuni più grandi come Firenze, Genova, Venezia. I cambiatori, come gli odierni cambiavalute, conoscevano il valore delle monete di diversa provenienza, ne permettevano il deposito a mercanti e possidenti e le cambiavano a richiesta, guadagnando nella compravendita perché il valore riconosciuto ad una moneta all’atto dell’acquisto era sempre leggermente inferiore a quello della stessa moneta all’atto della vendita. Anche i cambiatori avevano una estesa rete di corrispondenti esteri e potevano quindi rilasciare ai mercanti delle note di credito attestanti il possesso di una certa quantità di oro o argento che questi potevano poi usare direttamente per pagare le merci oppure farsele cambiare in monete metalliche del luogo.

Banconote
Alcune “banconote” di carta

Il termine banconota deriva da queste note del banco così come dal banco, che era indispensabile strumento di lavoro dei cambiatori, deriva il termine banchiere, attestato nella forma latina bancherius nei registri notarili genovesi a partire dal secolo XII. A partire dalla metà del XIII secolo, ma soprattutto nel XIV e XV, si diffusero in Italia compagnie bancarie come il Banco dei Medici, fondato a Firenze nel 1397 e successivamente ramificatosi in Italia e in diverse nazioni europee, così potente da poter fare prestiti ai papi e ai re di Francia e Inghilterra. Questi “Banchi” sono assimilabili alle attuali banche commerciali perché fornivano servizi di deposito, prestito, cambio di valuta e pagamenti su altre sedi, l’equivalente degli attuali bonifici.


Testo di Giovanni Rosso
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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