A. Organo di controllo

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Un organo di controllo sulla legittimità costituzionale

In Italia il controllo sulla legittimità costituzionale delle leggi è attribuito ad un giudice speciale, la Corte costituzionale, voluta dall’Assemblea costituente come custode dei valori inseriti nella Costituzione. La Costituzione italiana infatti è rigida: ciò significa che il testo entrato in vigore nel 1948, non può essere modificato in modo arbitrario dalla maggioranza (così come era stato fatto dello Statuto Alberino, costituzione flessibile), attraverso l’ordinario processo legislativo, ma con una speciale procedura di revisione, detta aggravata.

Quando una Costituzione è rigida, ha un valore superiore alle leggi, si pone dunque al vertice di una scala gerarchica e le altre fonti del diritto non possono essere in contrasto con essa. Ma quale organo si occupa di questo controllo?

Sede della Corte Costituzionale a Roma
Palazzo delle Consulta, sede della Corte Costituzionale in Piazza del Quirinale a Roma

La nascita del controllo

Il controllo di costituzionalità nasce nell’Ottocento, negli Stati Uniti: per arginare il potere legislativo, si adottava un controllo diffuso affidato ad ogni giudice che poteva disapplicare una legge ordinaria ritenuta in contrasto con la Costituzione; nel corso del Novecento, secolo sconvolto dalle guerre e dalle esperienze autoritarie prese forma la consapevolezza, in Europa, della necessità di un “controllore” per il Parlamento e si andò verso un controllo accentrato, affidato ad un organo specializzato che offrisse maggiori garanzie di uniformità e certezza del diritto.


Testo di Loredana Rosso
editing di
WinScuola 

 

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