9. Imprese, innovazione e infrastrutture

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Goal 9

L’art. 2082 del Codice Civile recita che “È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.” Questa definizione di colui che è a capo dell’impresa definisce perfettamente i principali aspetti riguardanti l’attività imprenditoriale soprattutto nella professionalità e nell’organizzazione che ne sono alla base per il raggiungimento degli obiettivi produttivi o di scambio di beni o servizi. Il nostro paese è in questo senso un’eccellenza riconosciuta nel mondo perché il “Made in Italy” sintetizza proprio questa capacità di ingegno, creatività e organizzazione che hanno portato l’Italia ad avere nella piccola e media industria (quelle con meno di 250 impiegati o con fatturato inferiore ai 50 milioni di euro/anno) il suo motore economico anche se sofferenti a causa dei pochi fondi a loro disposizione (sebbene possano utilizzare nuove forme di finanziamento come il crowdfunding) e della concorrenza delle grandi industrie. Basti considerare che le medie imprese rappresentano meno del 2% delle aziende italiane, ma generano oltre il 40% del PIL del settore privato. Nella società attuale l’impresa deve essere estremamente veloce nei suoi cambiamenti per adattarsi con rapidità alle costanti nuove richieste del mercato. L’impresa oggi deve sempre più individuare i bisogni del mercato, definire strategie per il raggiungimento degli obiettivi, introdurre nuove pratiche commerciali, massimizzare gli investimenti, fare ricerca e, non per ultimo, innovare i processi e le modalità lavorative utilizzando il “capitale d’impresa” disponibile. Grande attenzione ha avuto negli ultimi anni e sempre più ne avrà la più grande risorsa per l’azienda: il “capitale umano” che può considerarsi a tutti gli effetti il vero valore dell’impresa essendo l’insostituibile componente che la contraddistingue. Oggi molte star del mondo dello spettacolo, dello sport, dell’arte o di Internet sono considerate vere e proprie “imprese di sé stessi” alle quali applicare le stesse regole economiche delle industrie. Per “innovazione” si deve intendere un “atto creativo” e un “metodo” di e per lavorare e non soltanto strumenti e tecnologie che da sole restano condizioni necessarie, ma non sufficienti per un cambiamento: anche la maestra Maria Montessori è stata una grande innovatrice per la scuola inventando nuovi modi di insegnare che favorissero l’apprendimento con tecnologie (ovvero infrastrutture locali) a lei allora disponibili. Al fine di permettere la realizzazione delle attività d’impresa o più semplicemente per la vita civile la collettività deve garantire le opere di infrastruttura necessarie cioè strutture a sostegno, meglio alla base, di altre strutture che agevolino uno sviluppo economico equo, responsabile e sostenibile. Per il raggiungimento dell’Obiettivo 9 andrà necessariamente promossa un’industrializzazione inclusiva, che abbassi l’odierno divario economico basato su modelli novecenteschi che hanno lasciato indietro molte fasce sociali, e costruendo infrastrutture resilienti grazie ad interventi di innovazione sostenibile.

Target

9.1

Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti, comprese le infrastrutture regionali e transfrontaliere, per sostenere lo sviluppo economico e il benessere umano, con particolare attenzione alla possibilità di accesso equo per tutti.

9.2

Promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e, entro il 2030, aumentare in modo significativo la quota del settore di occupazione e il prodotto interno lordo, in linea con la situazione nazionale, e raddoppiare la sua quota nei paesi meno sviluppati.

9.3

Aumentare l’accesso dei piccoli industriali e di altre imprese, in particolare nei paesi in via di sviluppo, ai servizi finanziari, compreso il credito a prezzi accessibili, e la loro integrazione nelle catene e nei mercati di valore.

9.4

Entro il 2030, aggiornare le infrastrutture e ammodernare le industrie per renderle sostenibili, con maggiore efficienza delle risorse da utilizzare e una maggiore adozione di tecnologie pulite e rispettose dell’ambiente e dei processi industriali, in modo che tutti i paesi intraprendano azioni in accordo con le loro rispettive capacità

9.5

Potenziare la ricerca scientifica, promuovere le capacità tecnologiche dei settori industriali in tutti i paesi, in particolare nei paesi in via di sviluppo, anche incoraggiando, entro il 2030, l’innovazione e aumentando in modo sostanziale il numero dei lavoratori dei settori ricerca e sviluppo ogni milione di persone e la spesa pubblica e privata per ricerca e sviluppo.

9.a

Facilitare lo sviluppo sostenibile e resiliente delle infrastrutture nei paesi in via di sviluppo attraverso un maggiore sostegno finanziario, tecnologico e tecnico ai paesi africani, ai paesi meno sviluppati, ai paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare e ai piccoli Stati insulari in via di sviluppo

9.b

Sostenere lo sviluppo della tecnologia domestica, la ricerca e l’innovazione nei paesi in via di sviluppo, anche assicurando un ambiente politico favorevole, tra le altre cose, alla diversificazione industriale e a conferire valore aggiunto alle materie prime.

9.c

Aumentare significativamente l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e sforzarsi di fornire un accesso universale e a basso costo a Internet nei paesi meno sviluppati entro il 2020.

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