8. Lavoro dignitoso e crescita economica

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Goal 8

“I nostri leader ci parlano di leggi economiche – sacre, inviolabili, immutabili – che causano situazioni di panico che nessuno può prevenire. Ma mentre essi blaterano di leggi economiche, uomini e donne muoiono di fame. Dobbiamo essere coscienti del fatto che le leggi economiche non sono fatte dalla natura. Sono state fatte da esseri umani” è la storica frase che il politico statunitense Franklin Roosevelt pronunciò all’indomani della crisi del 1929, ancora estremamente attuale. Metà della popolazione mondiale infatti ancora vive con l’equivalente di meno di 3 euro al giorno e questo comporta una necessaria riorganizzazione delle politiche economiche e occupazionali a livello globale. La nostra Repubblica è “fondata sul lavoro” che resta la principale attività per dare dignità ai cittadini e che deve essere dignitoso (nel mondo 25 milioni di persone sono soggette a lavoro “forzato”), giustamente e parimente retribuito e svolto in sicurezza in ambienti sani soprattutto per alcune categorie svantaggiate come gli immigrati, le donne, i disabili o i giovani (in Italia 1 su 3 non trova lavoro). In Italia il tasso di disoccupazione è attestato negli ultimi anni tra il 10/12% con un forte divario tra Nord e Sud rispetto ad una media europea intorno al 7%. La domanda di lavoro richiederà sempre di più “competenze trasversali”, cioè la combinazione di più abilità come le capacità comunicative, di gestione di relazioni interpersonali, di soluzione dei problemi e di adattamento alle esigenze. Nei prossimi anni, come accaduto per l’emergenza Coronavirus, si utilizzerà sempre più il “telelavoro” che comporterà modifiche sostanziali della “domanda” perché la presenza e la fisicità saranno sempre meno essenziali oltre alle infinite applicazioni di Intelligenza Artificiale: si pensi ad esempio alla concorrenza senza confini di telelavoratori nel campo della medicina con consulti a distanza (serviranno più infermieri che medici) o in quello dell’istruzione con insegnanti disponibili per lezioni da tutto il mondo. Per affrontare le sfide della globalizzazione i governi dovranno da un lato creare le condizioni per nuove opportunità di lavoro con lungimiranti politiche che rafforzino l’occupazione e nel contempo vigilare sul rispetto dei diritti del lavoratore come già indicato dalla “Dichiarazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro” del 1998. Difficile prevedere l’economia del futuro, ma l’obiettivo è quello di creare sempre più un’economia sostenibile (scindendo l’abbinamento crescita economica e conseguente degrado ambientale) che utilizzi risorse rinnovabili non provocando danni ambientali o climatici e rispetti la dignità del lavoro, bandendo del tutto quello minorile ancora molto diffuso nei settori dell’agricoltura, edilizia e manufatturiero (oltre 150 milioni di minori coinvolti). Alcuni settori economici creeranno nuova occupazione nell’economia circolare, nella digitalizzazione e nel turismo sostenibile con la valorizzazione dei prodotti e servizi locali. La crescita economica con il conseguente benessere di un paese vengono generalmente misurati con il PIL (cresciuto nel mondo del 1,6% dal 2010 al 2015), ma negli ultimi anni questo concetto si è evoluto in criteri allargati multidimensionali come il BES che è un insieme di 12 principali indicatori della qualità della vita non esclusivamente economici che ha accompagnato l’adozione del “Pilastro europeo dei diritti sociali”, definito come la “bussola” che deve orientare la convergenza socio-economica dei Paesi membri. Modificare le nostre abitudini quotidiane può influire positivamente sui processi di cambiamento del sistema lavorativo per il prossimo futuro: un esempio è la pratica del commercio “Equo e Solidale” che sostiene i produttori svantaggiati, che non sfruttano i lavoratori oppure i “Gruppi di Acquisto Solidale” (GAS), che acquistano insieme prodotti direttamente dal produttore eliminando gran parte della filiera distributiva, ma che tendono ad un consumo critico, consapevole, necessario e rispettoso dell’ambiente.

Target

8.1

Sostenere la crescita economica pro-capite a seconda delle circostanze nazionali e, in particolare, almeno il 7 per cento di crescita annua del prodotto interno lordo nei paesi meno sviluppati.

8.2

Raggiungere livelli più elevati di produttività economica attraverso la diversificazione, l’aggiornamento tecnologico e l’innovazione, anche attraverso un focus su settori ad alto valore aggiunto e settori ad alta intensità di manodopera.

8.3

Promuovere politiche orientate allo sviluppo che supportino le attività produttive, la creazione di lavoro dignitoso, l’imprenditorialità, la creatività e l’innovazione, e favorire la formalizzazione e la crescita delle micro, piccole e medie imprese, anche attraverso l’accesso ai servizi finanziari.

8.4

Migliorare progressivamente, fino al 2030, l’efficienza delle risorse globali nel consumo e nella produzione nel tentativo di scindere la crescita economica dal degrado ambientale, in conformità con il quadro decennale di programmi sul consumo e la produzione sostenibili, con i paesi sviluppati che prendono l’iniziativa.

8.5

Entro il 2030, raggiungere la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, anche per i giovani e le persone con disabilità, e la parità di retribuzione per lavoro di pari valore

8.6

Entro il 2020, ridurre sostanzialmente la percentuale di giovani disoccupati che non seguano un corso di studi o che non seguano corsi di formazione.

8.7

Adottare misure immediate ed efficaci per eliminare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e al traffico di esseri umani e assicurare la proibizione e l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, incluso il reclutamento e l’impiego di bambini-soldato, e, entro il 2025, porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme.

8.8

Proteggere i diritti del lavoro e promuovere un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti i lavoratori, compresi i lavoratori migranti, in particolare le donne migranti, e quelli in lavoro precario.

8.9

Entro il 2030, elaborare e attuare politiche volte a promuovere il turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali.

8.10

Rafforzare la capacità delle istituzioni finanziarie nazionali per incoraggiare e ampliare l’accesso ai servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti.

8.a

Aumentare gli aiuti per il sostegno al commercio per i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, anche attraverso il “Quadro Integrato Rafforzato per gli Scambi Commerciali di Assistenza Tecnica ai Paesi Meno Sviluppati”.

8.b

Entro il 2020, sviluppare e rendere operativa una strategia globale per l’occupazione giovanile e l’attuazione del “Patto globale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro”.

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