04. Istruzione di qualità

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Obiettivo 4 – Istruzione di qualità

Goal 4

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Nelson Mandela disse che “l’istruzione è l’arma più potente che si può utilizzare per cambiare il mondo”. Questo Obiettivo dell’Agenda 2030 è dunque uno dei più importanti per cambiare le sorti del pianeta per i prossimi anni. L’istruzione permette di avere gli strumenti per progredire socialmente, lavorare, raggiungere i propri traguardi, migliorare sé stessi, aprire la mente, esporre le nostre idee e la conoscenza alimentando prosperità e garantendo la libertà di fare le scelte che desideriamo per un futuro migliore. Chi è istruito può fare cose nuove rispetto alle precedenti generazioni. La scuola serve certamente per apprendere nozioni e acquisire competenze, ma ha anche un aspetto di relazione o sociale di cui si deve tenere conto. La scuola deve insegnare a “come pensare” più che al “cosa pensare”, fornendo elementi per saper organizzare il proprio sapere e riutilizzarlo nel corso della vita. L’Italia però è purtroppo tra i paesi dell’Unione europea che investono meno nell’istruzione perché impegna solo circa il 4% del PIL causando così fenomeni quale la “dispersione scolastica” (coloro che non completano gli studi d’obbligo e potenziali “Neet”) o la “fuga di cervelli” (ricercatori e scienziati che vanno all’estero). Nell’ultimo secolo grandi passi avanti sono stati fatti per aumentare il grado di istruzione della popolazione soprattutto in Italia che ha abbattuto il proprio tasso di analfabetismo totale in cui viveva metà della nostra popolazione nel primo ‘900. Oggi però esiste un nuovo tipo di analfabetismo che è detto “funzionale” (o illeteratismo) che può sfociare anche in atteggiamenti da webete. Esistono classificazioni scientifiche (ISCED) per misurare il livello di istruzione elaborate da organismi internazionali (OCSE) che purtroppo vedono spesso l’Italia in basse posizioni di classifica in diversi parametri. L’istruzione deve essere accessibile a tutti senza “lasciare indietro nessuno” come, per motivi di infrastruttura o logistici, è accaduto a macchia di leopardo in tutta Italia e per ogni grado scolastico, durante il lockdown dovuto alla pandemia del 2020. L’istruzione è intesa anche come forma di apprendimento permanente (in inglese Lifelong Learning) durante tutto l’arco della vita perché, come diceva Eduardo De Filippo, “gli esami non finiscono mai”.


Target

4.1 Entro il 2030, assicurarsi che tutti i ragazzi e le ragazze completino una istruzione primaria e secondaria libera, equa e di qualità che porti a rilevanti ed efficaci risultati di apprendimento.

4.2 Entro il 2030, assicurarsi che tutte le ragazze e i ragazzi abbiano accesso a uno sviluppo infantile precoce di qualità, alle cure necessarie e all’accesso alla scuola dell’infanzia, in modo che siano pronti per l’istruzione primaria.

4.3 Entro il 2030, garantire la parità di accesso per tutte le donne e gli uomini ad una istruzione a costi accessibili e di qualità tecnica, ad una istruzione professionale e di terzo livello, compresa l’Università.

4.4 Entro il 2030, aumentare sostanzialmente il numero di giovani e adulti che abbiano le competenze necessarie, incluse le competenze tecniche e professionali, per l’occupazione, per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale.

4.5 Entro il 2030, eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire la parità di accesso a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale per i più vulnerabili, comprese le persone con disabilità, le popolazioni indigene e i bambini in situazioni vulnerabili.

4.6 Entro il 2030, assicurarsi che tutti i giovani e una parte sostanziale di adulti, uomini e donne, raggiungano l’alfabetizzazione e l’abilità di calcolo.

4.7 Entro il 2030, assicurarsi che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra l’altro, l’educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile.

4.a Costruire e adeguare le strutture scolastiche in modo che siano adatte alle esigenze dei bambini, alla disabilità e alle differenze di genere e fornire ambienti di apprendimento sicuri, non violenti, inclusivi ed efficaci per tutti.

4.b Entro il 2020, espandere sostanzialmente a livello globale il numero di borse di studio a disposizione dei paesi in via di sviluppo, in particolare dei paesi meno sviluppati, dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e dei paesi africani, per l’iscrizione all’istruzione superiore, comprendendo programmi per la formazione professionale e della tecnologia dell’informazione e della comunicazione, tecnici, ingegneristici e scientifici, nei paesi sviluppati e in altri paesi in via di sviluppo.

4.c Entro il 2030, aumentare notevolmente l’offerta di insegnanti qualificati, anche attraverso la cooperazione internazionale per la formazione degli insegnanti nei paesi in via di sviluppo, in particolare nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.


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Analfabetismo funzionale
L’analfabetismo è inteso come l’incapacità di leggere e scrivere dovuta ad una mancata istruzione. In Italia il problema dell’analfabetismo, fu affrontato con l’istruzione obbligatoria introdotta per le prime classi di scuola primaria all’inizio del secolo XIX e portata a 14 anni solo nel 1923 con la “riforma Gentile”. Esperienza unica e molto importante fu quella che negli anni Sessanta permise di alfabetizzare milioni di italiani attraverso un programma televisivo condotto dal maestro Alberto Manzi, che consentì il completamento del primo ciclo di istruzione ad adulti o ragazzi in orari post lavorativi o in luoghi mancanti di scuole. Oggi però si è andati oltre il senso letterale aggiungendo al termine analfabetismo altri aggettivi quali politico, informatico o quello più noto di “funzionale” (low skilled) con il quale si intende l’incapacità di usare la lettura, scrittura e calcolo in modo adeguato alla complessità della vita quotidiana nella società contemporanea. Secondo gli studi del linguista Tullio De Mauro soltanto meno di un terzo della popolazione possiede gli strumenti culturali per comprendere, interpretare ed utilizzare correttamente le informazioni di un testo della società moderna della comunicazione, sia lavorativa sia del tempo libero, padroneggiando il lessico italiano e straniero con sufficiente capacità per, ad esempio, leggere un articolo giornalistico, comprendere una dichiarazione, sintetizzare un discorso o più semplicemente capire un post, un’etichetta o un’indicazione di un manuale di istruzioni.


Influencer

Eraldo Affinati è professore, scrittore e studioso di Don Milani che ha fondato la scuola “Penny Wirton”, con decine di sedi in Italia, totalmente gratuita, basata sul volontario apporto di insegnanti e studenti che offrono lezioni a stranieri in un nuovo “patto formativo” che si basa su relazioni umane ed apprendimento tra pari ovvero anche tra studenti e con metodologia “uno ad uno”.


Keywords

Analfabetismo: incapacità di leggere e scrivere, da non confondere con l’ignoranza.

Dispersione scolastica: fenomeno complesso che consiste nella mancata o incompleta fruizione dei servizi scolastici da parte degli studenti soprattutto di età minore.

Illetteratismo: sorta di analfabetismo funzionale per il quale non si dispongono delle competenze nella lettura e nella scrittura generalmente richieste e date per scontate dalla società.

International Standard Classification of Education (ISCED): la classificazione internazionale standard dell’istruzione è uno strumento adatto alla realizzazione di statistiche sull’istruzione a livello internazionale.

Lifelong Learning (LLL): espressione inglese che sottende il processo di apprendimento ed educazione costante e permanente per tutto l’arco della vita.

Lockdown: dall’inglese “confinamento” sono misure di emergenza prese dalle autorità di contenimento, blocco o confinamento della popolazione per motivi di sicurezza.

Neet: acronimo inglese “Not in Education, Employment or Training”, ovvero persone in genere giovani non impegnate nello studio, nel lavoro o nella formazione.

Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE): organizzazione internazionale che lavora per costruire politiche per vite migliori con l’obiettivo di definire azioni che promuovano prosperità, uguaglianza, opportunità e benessere per tutti.

Tullio De Mauro: è stato professore universitario, linguista italiano nonché Ministro per l’Istruzione nel 2000/2001.

Webete: parola composta da “web” ed “ebete” che indica persone che limitano la propria esperienza in rete o ignorano esistenza di servizi aggiuntivi alla navigazione, mentre di recente è sinonimo di intollerante, razzista o becero.


Testo di Paolo Quadrino
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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