02. Sconfiggere la fame

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Obiettivo 2 – Sconfiggere la fame

Goal 2

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«Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo» (Ippocrate). L’Obiettivo 2 dell’Agenda 2030 è uno dei più impegnativi e difficili da raggiungere. Sebbene nei primi anni di questo millennio ci sia stato un considerevole calo dell’incidenza della fame nel mondo, dal 15 all’11% a livello globale, negli ultimi anni questo dato si è stabilizzato non proseguendo il suo decremento. Quasi un miliardo di persone non raggiungono il giusto fabbisogno giornaliero di apporto energetico per vivere e il doppio sono in condizioni definite di “insicurezza alimentare” grave o moderata con conseguente calo delle difese immunitarie, quindi malattie, e spesso morte. La malnutrizione porta oltre che ad una difficoltà a lavorare, studiare e sostenersi anche ad un calo della vista e ad una crescita fisica stentata soprattutto nei primi anni di vita. Il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo evidenzia inoltre come la “malnutrizione non significhi solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano.” Molti organismi, agenzie ed organizzazioni internazionali sono attivi per combattere il problema della fame: UNICEF, FAO, Programma Alimentare Mondiale ed altri ancora promuovono azioni di sostegno, campagne di informazione e progetti di sviluppo nei paesi maggiormente colpiti dalla fame contrastando le principali cause che generano questo problema e introducendo indicatori per la misurazione (FIES). Tra queste ci sono la bassa produttività agricola, l’espansione demografica, la desertificazione, la mancanza d’acqua, l’analfabetismo, le guerre, la mancanza di industrie ed altri fattori ancora che influiscono, in diversa misura, a non dare soluzioni definitive. In genere la fame e la crescita economica vanno di pari passo, ma spesso il problema della fame è presente anche in paesi considerati economicamente benestanti. Tra le soluzioni più condivise dagli studiosi del fenomeno dell’insicurezza alimentare c’è quella dell’incremento di un’agricoltura resiliente e sostenibile insieme all’utilizzo di risorse alimentari locali. Il cibo è una risorsa “rinnovabile” che va gestita in modo corretto per evitare il circolo vizioso di povertà, malattia, malnutrizione.


Target

2.1 Entro il 2030, porre fine alla fame e garantire a tutte le persone, in particolare ai poveri e alle persone più vulnerabili, tra cui i neonati, un accesso sicuro a cibo nutriente e sufficiente per tutto l’anno

2.2 Entro il 2030, porre fine a tutte le forme di malnutrizione; raggiungere, entro il 2025, i traguardi concordati a livello internazionale contro l’arresto della crescita e il deperimento nei bambini sotto i 5 anni di età; soddisfare le esigenze nutrizionali di ragazze adolescenti, donne in gravidanza e allattamento e le persone anziane

2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e occupazioni non agricole

2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che migliorino progressivamente la qualità del suolo

2.5 Entro il 2020, mantenere la diversità genetica delle sementi, delle piante coltivate, degli animali da allevamento e domestici e delle specie selvatiche affini, anche attraverso banche di semi e piante diversificate e opportunamente gestite a livello nazionale, regionale e internazionale; promuovere l’accesso e la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e della conoscenza tradizionale associata, come concordato a livello internazionale

2.a Aumentare gli investimenti, anche attraverso il miglioramento della cooperazione internazionale, in infrastrutture rurali, ricerca agricola e formazione, sviluppo tecnologico e le banche di geni vegetali e animali, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati

2.b Correggere e prevenire restrizioni commerciali e distorsioni nei mercati agricoli mondiali, anche attraverso l’eliminazione parallela di tutte le forme di sovvenzione alle esportazioni agricole e di tutte le misure di esportazione con effetto equivalente, conformemente al mandato del Doha Development Round

2.c Adottare misure per garantire il corretto funzionamento dei mercati delle materie prime alimentari e loro derivati e facilitare l’accesso rapido alle informazioni di mercato, incluse le riserve di cibo, al fine di contribuire a limitare l’instabilità estrema dei prezzi dei beni alimentari.


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World Food Programme
Il World Food Programme ovvero il Programma Alimentare Mondiale (PAM), insignito del Premio Nobel per la pace nel 2020, ha pubblicato un’app che consente di donare fondi per fornire cibo alle persone e contribuire così ad un mondo a Fame Zero. ShareTheMeal mette in comunicazione i membri associati a una famiglia unica ogni mese mediante dati in tempo reale. I donatori mensili potranno sostenere direttamente le famiglie con aiuti in denaro affinché possano comprare gli alimenti che meglio si adattano alle loro esigenze.


Influencer

Raphael Fellmer è un giovane tedesco che ha fondato nel 2010 un’organizzazione denominata “Food sharing” ovvero “condivisione di cibo” per combattere in particolare lo spreco di cibo. Fellmer ha affermato recentemente: “Sprecare cibo e buttarlo liberamente nei cassonetti è legale, mentre raccoglierlo e recuperarlo non è consentito dalla legge in alcuni paesi”. Foodsharing combatte lo spreco di cibo in tutta la filiera alimentare (dal contadino al supermercato) dimostrando come sia facilmente affrontabile il problema con una piattaforma online nella quale i membri possono recuperare dai negozi il cibo che altrimenti verrebbe buttato e lo mettono a disposizione a chi è interessato.


Keywords

Banco alimentare: Onlus italiana che si occupa di raccogliere o recuperare cibo da persone che volontariamente aggiungono ai propri acquisti alimenti per persone che altrimenti non potrebbero permetterselo.

Food Insecurity Experience Scale (FIES): un nuovo indicatore introdotto nel 2019 dalla FAO per misurare la “prevalenza dell’insicurezza alimentare moderata e grave nella popolazione”.

Food sharing: un sistema di razionalizzazione del cibo all’interno di una comunità attraverso l’utilizzo di piattaforme on-line.

Insicurezza alimentare: impossibilità di garantire in modo costante e generalizzato acqua ed alimenti per soddisfare il fabbisogno energetico, in adeguate condizioni igieniche, di cui l’organismo necessita per sopravvivere.

Organismo Geneticamente Modificato (OGM): sono organismi il cui materiale genetico è stato modificato artificialmente per permettere, ad esempio, la resistenza di una pianta ad una malattia, un insetto o alla siccità, o ancora un aumento della produttività.

Spreco alimentare: parte di cibo (circa un terzo di quello prodotto nel mondo) che viene acquistata, ma non consumata e che, quindi, finisce nella spazzatura.


Testo di Paolo Quadrino
tratto dal libro per studenti “Educazione civica a scuola” pubblicato daWinScuola

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