11. Città e comunità sostenibili

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Goal 11

La parola “cittadino”, ampiamente utilizzata in vari contesti, se ci si riflette, deriva proprio da “città”. Coloro che abitano le città, i paesi, il mondo sono chiamati appunto cittadini (così come esiste la “cittadinanza digitale” se si abita la rete). Le città del mondo ospitano circa la metà dell’intera popolazione globale pur occupando appena il 3% del territorio della terra: questo semplice dato evidenzia l’importanza di questo Obiettivo dell’Agenda che è più che mai trasversale per diversi aspetti. Le grandi città dovranno avere un’urbanizzazione sostenibile che risolva molti problemi, strettamente connessi tra loro, legati principalmente a

  • inquinamento atmosferico il traffico automobilistico e industriale sono le principali cause dell’inquinamento compreso quello acustico;
  • servizi di base sanità (accessibile a tutti come garantito in Italia), istruzione (nuovi edifici scolastici ripensati per le esigenze didattiche trasformatesi negli ultimi anni), mobilità (molti mezzi alternativi come bici, monopattini, tram o a combustibili rinnovabili o l’incremento di trasporto “sharing”), rifiuti (utilizzo di termovalorizzatori), acqua (potabile, reflua), energia alternativa (fotovoltaica, solare termico), riscaldamento (risparmio ed efficientamento), abbattimento delle barriere architettoniche (architetture idonee per i disabili), connessione a banda ultralarga (trasmissione veloce dei dati e digitalizzazione);
  • alloggio quasi un miliardo di persone vive nelle baraccopoli (slums), o è senza fissa dimora; la società necessita pertanto di nuovi alloggi, nonché di fabbriche e scuole ecocompatibili.

Esistono inoltre modi di vivere alternativi a quelli tradizionali, già sperimentati praticamente in ogni regione italiana come gli ecovillaggi, il cohousing e le case ispirate dalla natura (biofilia). Le soluzioni allo studio e fortunatamente in parte attuate negli ultimi anni vanno verso la direzione di un equilibrio ed equa distribuzione tra “cementificazione” ed “aree verdi”, termoregolazione, drenaggio acque meteoriche, biodiversità vegetale, verde residenziale, orti urbani, giardini di quartiere, terrazzamenti verdi e aree naturali protette. Idee di città e di comunità di abitanti “smart” e “green” sono più che mai urgenti per la società del XXI secolo. Target 11.1 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso ad un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri e convenienti e l’ammodernamento dei quartieri poveri. 11.2 Entro il 2030, fornire l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti, per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani. 11.3 Entro il 2030, aumentare l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata dell’insediamento umano in tutti i paesi. 11.4 Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo. 11.5 Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di morti e il numero di persone colpite da calamità, compresi i disastri provocati dall’acqua, e ridurre sostanzialmente le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale, con una particolare attenzione alla protezione dei poveri e delle persone in situazioni di vulnerabilità. 11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti. 11.7 Entro il 2030, fornire l’accesso universale a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le donne e i bambini, gli anziani e le persone con disabilità. 11.a Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale. 11.b Entro il 2020, aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che adottino e attuino politiche e piani integrati verso l’inclusione, l’efficienza delle risorse, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la resilienza ai disastri, lo sviluppo e l’implementazione, in linea con il “Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030”, la gestione complessiva del rischio di catastrofe a tutti i livelli. 11.c Sostenere i paesi meno sviluppati, anche attraverso l’assistenza tecnica e finanziaria, nella costruzione di edifici sostenibili e resilienti che utilizzino materiali locali.

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